Fiume. Lo show degli sbandieratori faentini

Il gruppo è composto da 11 artisti (7 tamburini e 4 sbandieratori). Foto Ivor Hreljanović

Chi venerdì sera passava per il Corso, e più precisamente per la piazzetta di fronte a Palazzo Modello, non poteva non fermarsi ad ammirare l’inusuale spettacolo che stava andando in scena: un gruppo composto da 11 artisti (7 tamburini e 4 sbandieratori) impegnati in tanto stupefacenti quanto sinuose evoluzioni con delle coloratissime bandiere. In tanti si chiedevano chi sia e da dove “sbucasse” questa allegra combriccola. E l’arcano è presto svelato. Si tratta del Gruppo sbandieratori e musici del Palio del Niballo di Faenza, giunto in città in occasione della grande sfilata del Carnevale in programma domani e accolto dai vertici della Comunità degli Italiani. Passione, talento, tenacia, sacrifico e l’amore per l’arte della bandiera sono soltanto alcune delle caratteristiche imprescindibili per diventare uno sbandieratore. Ma attenzione, perché per tutti loro la figura dello sbandieratore va ben oltre la mera passione, bensì rappresenta uno stile di vita. Uno stile di vita che fa rima con sfida perché compiere evoluzioni con i vessilli presume anche una componente agonistica. Infatti, gli ospiti faentini sono affiliati alla Federazione italiana sbandieratori, che riunisce più di 90 gruppi provenienti da tutto lo Stivale, e che organizza ogni anno i Campionati nazionali assoluti. E la rivalità tra le varie squadre, soprattutto tra quelle della stessa Regione, è particolarmente accesa.
Il momento più atteso dell’anno, come si evince anche dalla loro denominazione, è il Palio del Niballo, la rievocazione storica della città di Faenza. Si tratta di un torneo d’ispirazione medievale che si disputa nella quarta domenica di giugno, e che vede sfidarsi i cinque rioni della città. La prima edizione, nella sua versione moderna, si tenne il 28 giugno 1959, mente la prima documentazione d’archivio risale al 1410. Il Palio è dunque molto più di una semplice gara: è un lungo viaggio nella storia accompagnati da dame, cavalieri, cortigiane, cortigiani e destrieri, volta a rinnovare la tradizione che affonda le sue radici nella Faenza medievale e rinascimentale. Ed è proprio in quest’occasione così sentita che gli sbandieratori danno il meglio di sé e, a tal proposito, è stata davvero una fortuna poter apprezzare in Corso una piccola dimostrazione del loro repertorio.
“Sono per la prima volta a Fiume ed è un sogno che si realizza – ci ha detto Luca Linguerri –, ma vorrei conoscere bene anche l’Istria e la Dalmazia. Una città affascinante, con degli edifici stupendi”. Alla fine dello show, durato circa un quarto d’ora, è seguita la degustazione di prodotti tipici della tradizione enogastronomia emiliano-romagnola per gli ospiti e i soci della CI.

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