Crisi di maggioranza o negoziati politici?

In questo momento Milan Bandić e Andrej Plenković hanno bisogno l’uno dell’altro. Foto: Patrik Macek/PIXSELL

ZAGABRIA – La coalizione di maggioranza rischia di sfaldarsi? L’HNS volterà le spalle all’HDZ? Come si comporterà Milan Bandić? Queste sono soltanto alcune delle domande sulle quali s’interrogano in questi giorni i cittadini croati. Le risposte a queste e molte altre incognite le potremmo avere già oggi, quando al Sabor si discuterà la mozione di sfiducia presentata dal Most nei confronti del ministro della Sanità, Milan Kujundžić.
Il braccio di ferro tra l’HDZ e l’HNS è dovuto, apparentemente, all’esito delle trattative condotte dall’Esecutivo con i Sindacati scolastici. Il ministro della Scienza e dell’Istruzione, Blaženka Divjak (nominata in quota HNS), ha espresso apertamente il suo malcontento per la decisione dei Banski dvori di non assecondare le rivendicazioni dei sindacalisti che hanno chiesto al governo di aumento del 6,11 p.c. l’importo degli stipendi nel settore. Le sue lamentele, tuttavia, non hanno fatto cambiare idea al premier Andrej Plenković. Il primo ministro, si ricorda, ha ribadito a più riprese che la sua priorità consiste nel garantire la stabilità dei conti pubblici e di aver offerto ai Sindacati il massimo che poteva, ossia un aumento del 4 p.c. degli stipendi e la promessa di riprendere le trattative una volta appurato l’ammontare del Bilancio per il 2020. A quel punto, però, l’HNS ha annunciato la possibilità di non votare la Legge finanziaria, minacciando di mandare in frantumi la maggioranza. Inoltre, anche il sindaco di Zagabria, Milan Bandić, il cui partito al Sabor vale 11 voti (contro i 6 dell’HNS), ha esercitato pressioni su Plenković affinché ceda alle richieste sindacali. In seno all’HDZ queste sollecitazioni sono state interpretate come degli ultimatum. La vicenda è risultata indigesta a numerosi esponenti dell’HDZ, che hanno rivolto un appello a Plenković affinché non si pieghi ai capricci dell’HNS, che a livello nazionale raccoglie a stento l’un per cento dei voti. Un partito, che stando alle frange più a destra dell’HDZ, pur di mantenere lo status parlamentare avrebbe già allacciato delle trattative con gli esponenti dell’opposizione. Plenković, che in prospettiva delle elezioni interne all’HDZ in calendario in primavera, deve assecondare tutte le principali correnti del suo partito, avrebbe smesso di rispondere alle chiamate del presidente dell’HNS, Ivan Vrdoljak.
Gli esperti della scena politica croata sono giunti alla conclusione che Plenković se l’ipotesi trovasse conferma si tratterebbe di una mossa fatta per ricompattare il partito e garantire a Kolinda Grabar-Kitarović il sostegno di tutte o quasi tutte le correnti dell’HDZ. Un appoggio che dovrebbe bastarle a conquiste il secondo mandato al Pantovčak, blindando di conseguenza pure la riconferma di Plenković alla guida dell’HDZ. A quel punto qualora necessario, Plenković potrebbe affrontare le elezioni politiche con ottimismo. Per quanto concerne Bandić, vige il parere che il suo vero scopo sia garantirsi il sostegno dell’HDZ nell’Assemblea di Zagabria, che a breve sarà chiamata a esprimersi sulle modifiche del Piano urbanistico generale. Un voto dall’esito incerto, dal quale potrebbe dipendere il suo futuro alla guida della capitale croata.

Facebook Commenti