Le «grue» entrano di diritto nel Registro del patrimonio culturale immateriale

Tutelate la conoscenza e l’abilità nella costruzione di queste strutture rudimentali

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Le «grue» entrano di diritto nel Registro del patrimonio culturale immateriale

La conoscenza e l’abilità nella costruzione delle gru per le imbarcazioni, conosciute come “grue”, sono diventate bene culturale immateriale. A stabilirlo, il Ministero della Cultura e dei Media, che, per l’orgoglio di tutti gli umaghesi, le ha inserite nel Registro dei beni culturali protetti della Croazia, sotto il numero di registrazione Z-7544.

Le “grue” sono nate per mettere in sicurezza le tipiche imbarcazioni della costa dell’Istria nordoccidentale, dato che un tempo non c’erano molti porti adeguati o ripari naturali per salvaguardare le batane e altre imbarcazioni in caso di maltempo. Prendendo a modello la prima “grua” in ferro, di memoria austro-ungarica, costruita nei pressi del faro di Salvore, i pescatori locali decisero di costruire delle strutture simili, però più semplici e in legno. Il legno d’acacia, facilmente reperibile nelle vicinanze di Umago, è stato il principale materiale utilizzato per la costruzione di queste strutture rudimentali, realizzate seguendo determinate regole e fasi lunari conformi. Per renderlo più resistente al sole, alle mareggiate e alle raffiche di vento tipiche della costa bassa e rocciosa dell’Umaghese, inoltre, il legno veniva trattato con delle sostanze protettive.

Le “grue” in legno d’acacia.
Foto: www.registar.kulturnadobra.hr

Questo modo di custodire le barche è tipico ed esclusivo degli insediamenti costieri nelle vicinanze di Umago e più precisamente delle località di Bassania, Salvore, Monte Rosso, Zambrattia, Umago, Giubba e San Lorenzo, ad eccezione delle “grue” nelle vicine località di Daila e Carigador. Il metodo per la costruzione delle “grue” è stato tramandato di generazione in generazione nell’ambito della comunità di pescatori locali e in questo modo queste nozioni, patrimonio etnografico e immateriale della zona, sono arrivate fino a noi.
Il Museo civico di Umago, diretto da Biljana Bojić, che può contare sull’apporto di validi collaboratori, aveva avviato già dal 2016 una ricerca sistematica, con tanto d’identificazione, documentazione e raccolta dei risultati delle ricerche sul campo e dei dati d’archivio, con l’obiettivo di preservare e valorizzare una parte riconoscibile della tradizione e del patrimonio ittico e marittimo della costa umaghese.

Biljana Bojić.
Foto: VEDRAN VIŠKOVIĆ

Dal novembre 2020 è in corso l’attuazione del progetto “Grue: tutela e promozione delle tradizionali gru in legno per imbarcazioni”, finanziato dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca con un importo di circa 450mila kune tramite il Gruppo d’azione locale per la pesca (FLAG) “Pinna nobilis” nell’ambito della sottomisura 2.3.1. “Sostegno alle attività di promozione, commercializzazione e conservazione della tradizione e del patrimonio ittico e marittimo del territorio del FLAG”.
Nell’ambito del progetto, il Museo cittadino, partner del progetto, ha organizzato tutta una serie d’attività didattiche e laboratori per 480 bambini delle scuole materne, elementari e medie del Buiese per far conoscere il patrimonio storico-culturale della zona. Il progetto prevede la realizzazione di una pubblicazione fatta da esperti e la produzione di un documentario di presentazione di questo fenomeno tipico della costa umaghese.
In questo modo, la Città continua a promuovere e a valorizzare i beni culturali immateriali e a diffondere la consapevolezza, le conoscenze e le capacità di fabbricazione di questi ingegni pratici, con l’obiettivo di salvaguardare la storia e il patrimonio culturale di questa zona.

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