A tutela della salute del consumatore

Etichetta nutrizionale a semaforo «Nutriscore». Ne parla l’eurodeputata Biljana Borzan, una delle sostenitrici del progetto

L'europarlamentare Biljana Borzan. Foto Igor Kralj/PIXSELL

Parola d’ordine tutela. Il “verbo” di Biljana Borzan, 48.enne eurodeputata nativa di Osijek, eletta nelle file del Partito socialdemocratico croato e oggi vicepresidente del gruppo dei socialisti-democratici all’Europarlamento. Eletta nel marzo 2017 da “Parliament Magazine” come miglior eurodeputata nella categoria diritti delle donne e uguaglianza di genere. “Un riconoscimento vissuto in modo molto emozionale – disse all’epoca –. Un campo in cui dò e ho dato tutto il mio cuore. Sinceramente mi ha colpito il numero di organizzazioni che mi ha nominato”.
Oggi questa donna affascinante, sempre al passo con la moda (molti capi che indossa li realizza lei stessa) ma per nulla frou-frou, anzi con tanta grinta dentro, è impegnata a fondo nelle sue lotte politiche che oggi spaziano dalla difesa del consumatore alla salute dei cittadini fino alla tutela dell’ambiente tramite la soluzione dell’acuto problema dello spreco alimentare. Come membro del Comitato per l’ambiente, per la salute pubblica e per la sicurezza del cibo Biljana Borzan è scesa in campo circa l’etichetta nutrizionale a semaforo denominata Nutriscore.
Questa triplica la capacità dei consumatori di classificare i prodotti in modo corretto rispetto all’etichetta classica. La superiorità di “Nutriscore” è stata confermata in tutti i Paesi, compresi quelli che da tempo avevano in uso un sistema diverso. Tra le chiavi del successo la presentazione sintetica e intuitiva e l’uso del colore, che ha il doppio merito di attirare l’attenzione sul logo e di trasmettere il messaggio chiave: rosso è negativo e verde positivo. “Nutriscore” presenta un punteggio nutrizionale con grandi lettere e colori (A verde, B verde chiaro, C giallo, D arancione, E rosso).
Anche la Germania adotterà ufficialmente questo sistema, come annunciato dalla ministra federale per l’Alimentazione e l’agricoltura, Julia Klöckner, dopo alcuni mesi di studi commissionati dal governo. L’etichetta a semaforo che utilizza lettere e colori per dare una valutazione sulla qualità nutrizionale degli alimenti aveva già iniziato a diffondersi nel Paese su iniziativa di alcune aziende. Alla fine i cittadini tedeschi hanno premiato “Nutriscore”: il 57% dei partecipanti ritengono che l’etichetta debba essere introdotta in Germania, mentre il 28% dei consumatori ha scelto il modello MRI. Sono stati molto meno apprezzati il Keyhole (7%) e il modello proposto dall’industria (5%). In particolare “Nutriscore” ottiene i picchi di consenso più alti tra chi legge raramente le etichette (67%) e tra le persone obese (64%).
La Germania non è il primo Paese europeo ad aver scelto di adottare l’etichetta a semaforo. È infatti ufficialmente in uso anche in Belgio dal 1.mo aprile 2019, mentre la Spagna ha annunciato l’intenzione di adottarlo (ma la sua applicazione tarda ad arrivare). Spesso sono proprio le aziende ad esportare l’etichetta a semaforo nei vari Paesi europei: “Danone” ad esempio l’ha introdotto in Svizzera, mentre “Nestlé” ha dichiarato di volerlo applicare su tutti i prodotti venduti in Europa entro la fine del 2019.
Crede dottoressa Borzan che oggi come oggi un’etichetta come “Nutriscore” sia sufficiente a modificare le abitudini di chi, per gran parte della sua vita, né ha fatto caso a cosa sta acquistando né ha badato alla propria alimentazione?
“Le malattie cardiache sono la causa maggiore di morte in Croazia e in gran parte dell’Ue ed è per questo che mi rendo paladina di una miglior educazione e informazione del consumatore. Il sistema dell’etichetta nutrizionale è semplice per essere implementato e al consumatore può essere d’aiuto nel prendere decisioni, perché tra la moltitudine di prodotti che ci vengono propinati così è più facile capire se contengono ingredienti sani o meno sani. L’introduzione di queste etichette nutrizionali sarebbe d’estremo aiuto nella situazione in cui più di un terzo della cittadinanza europea è in sovrappeso o addirittura obesa. Se la Commissione europea proporrà Nutriscore entro fine anno, sta ai Paesi Ue adottare una posizione nei confronti di questo sistema di segnalazione. Oltre a Germania, in Francia, Belgio e Spagna l’uso di ‘Nutriscore’ è su base volontaria. Il numero di produttori inclusi nel progetto sta aumentando di giorno in giorno, la Francia è quella che è andata più in là, anche perché dal 2021 introdurrà l’obbligo di mostrare ‘Nutriscore’ nelle réclame di cibo e bevande”.
Leggendo alcuni quotidiani italiani a proposito di “Nutriscore” talune associazioni come “Federalimentare” ritengono che il consumatore continuerà a scegliere i prodotti in modo superficiale, ritenendo che il problema sovrappeso/obesità sia legato più allo stile di vita e al dosaggio della dieta. Può commentarlo?
“Se la dieta mediterranea, tipica in Italia, fosse dominante in Croazia e in Europa, non avremmo questo problema, ci sarebbero meno persone obese e in sovrappeso e conseguenzialmente avremmo meno casi di infarto, cancro, diabete e altre malattie legate a queste casualità. Purtroppo non è così, l’obesità e le malattie collegate al fenomeno stanno aumentando, il che sta creando una pressione sempre più forte su istituzioni sanitarie e sociali dei Paesi europei. Non sono una sostenitrice della pressione fiscale, ma ritengo che un’educazione migliore sia la via giusta da percorrere”.
La critica non manca, come succede spesso a chi lavora pubblicamente: in questo caso alcuni ritengono che le etichette nutrizionali “Nutriscore” non siano fondate su basi scientifiche. Cosa ne pensa?
“La critica non manca naturalmente, soprattutto fra i produttori di alimentari. Tuttavia, gli esperti, e mi riferisco a nutrizionisti e istituzioni della salute pubblica, reputano che l’introduzione del sistema a semaforo possa portare più vantaggi che potenziali problemi“.
Come nasce “Nutriscore”?
“Il valore nutrizionale di un alimento/bevanda si calcola prendendo in considerazione il rapporto degli ingredienti che andrebbero consumati meno (calorie, grassi saturi, zuccheri, sale) e quelli più sani (fibre, proteine, frutta secca, frutta e verdura). In base a un algoritmo sviluppato da esperti indipendenti vengono calcolati lettera e colore da abbinare a ogni prodotto. In definitiva ‘Nutriscore’ semplifica tutto ciò che sta scritto sulla dichiarazione di ogni prodotto”.
In Croazia uno dei problemi maggiori è rappresentato anche dal largo consumo di birra. Chi lo fa non è consapevole di quanti zuccheri, carboidrati, e calorie contenga e di quali effetti produca la bevanda. È daccordo? E cosa pensa in merito, fermo restando il lobby dell’industria della birra e l’enorme contributo al budget dello Stato. Sarà possibile trovare l’etichetta “Nutriscore” anche su bottiglie o lattine di “bionda”, “bruna” o “scura”?
“Ritengo che tutti i produttori di alimentari di largo consumo debbano partecipare all’educazione dei consumatori. In base a uno studio del 2014 i consumatori europei hanno nozioni parziali sui valori nutrienti e sugli ingredienti degli alcolici. I risultati della ricerca dimostrano la mancanza di nozioni circa il contenuto di carboidrati e grassi, nonché valore calorico di diversi tipi di alcolici. Più di tre-quarti degli interpellati hanno risposto di volere per gli alcolici le stesse informazioni su ingredienti e valori nutrizionali come avviene per altri alimenti o bevande. Nell’industria degli alcolici in Europa, specie tra i produttori di birra, esiste un trend di autoregolamentazione dell’indicazione in etichetta degli ingredienti e dei valori nutrizionali delle bevande alcoliche. Alcuni grandi produttori di birra in Croazia hanno messo indicazioni di avvertimento per autisti e donne incinte. L’anno scorso l’Associazione europea dei produttori di birra ha proposto a tutti i membri di indicare i valori nutrizionali sui loro prodotti. D’altra parte i settori del vino e dei superalcolici oppongono resistenza sia all’indicazione riguardo le calorie che altro, richiamandosi al sito web del produttore o al codice QR, cosa che ritengo insufficiente e inefficacie“.
Lei conosce molto bene la mentalità della gente in Croazia. Di fronte a due prodotti identici verrà acquistato quasi sempre quello che costa meno, non quello di qualità superiore forse più caro. Ci può dire come si comporta quando si reca a far la spesa…
“Innanzitutto, vedo se si tratta di un marchio che conosco e sulla cui qualità ritengo di non avere dubbi. In seguito, quando possibile, acquisto prodotti locali”.
Lei è originaria della Slavonia, un territorio in cui il problema dell’alimentazione è legato molto alla tradizione; parliamo di allevamento di suini e di produzione di insaccati e di un grande consumo di carne. Come invertire la tendenza e magari passare alle risorse fluviali. A proposito di pesce è notorio che in Croazia il consumo ittico è molto basso. I prodotti ittici, freschi o surgelati che siano, avranno l’etichetta “Nutriscore”. In circolazione esistono tanti prodotti recanti la scritta “light”; in quest’ultimo caso “Nutriscore” indicherà sempre il color verde, trattandoli come sani oppure…?
“Sono domande a cui verrà data una risposta quando ‘Nutriscore’ sarà attualizzato. I Paesi hanno la facoltà di consigliarlo e di appoggiarne l’uso, ma non possono introdurlo singolarmente, sarebbe contro le regole del mercato unico”.
Come si rapporterà “Nutriscore” in riferimento ai prodotti “bio” e qual è la norma, considerato che in alcuni casi, come successo in Romania, il marchio era oggetto di frode…
“Una foglietta verde con stelline sull’etichetta di un prodotto alimentare tende ad elevargli il prezzo in modo significativo. Se i cittadini hanno i mezzi per pagare un’insalata ecologica e vogliono farlo devono sapere che l’Ue con questa etichetta si rende garante che è stata coltivata organicamente. Ricerche hanno dimostrato che il 64% dei cittadini in Croazia acquistano prodotti ecologici per motivi di salute, il 44% come stile di vita, il 24% per la dieta dei bambini e il 22% per la tutela dell’ambiente. Imbrogliare queste persone spacciando per ‘bio’ ciò che ‘bio’ non è, ha il valore di avvelenamento. Nel novembre 2017 in sede di Parlamento europeo e nel Consiglio è stata approvata una nuova normativa Ue riguardo la coltivazione organica. Quella vecchia del 2007 è stata modificata in modo da raggiungere tre obiettivi: rafforzare la fiducia del consumatore circa il marchio Ue per alimenti organici, rimozione di ostacoli amministrativi per l’aumento della produzione e rendere uguali diritti e doveri dei produttori in tutti i Paesi dell’Ue”.
Ci può indicare qualche esempio di alcuni prodotti e dell’applicazione di “Nutriscore”. Vuol dire che cereali, cornflakes o tutte le cioccolate sul mercato saranno indicizzate nella stessa categoria o ci saranno differenze?
“In una rivendita di alimentari di fronte all’Europarlamento ho acquistato tre prodotti e tutti avevano applicata l’etichetta ‘Nutriscore’: un salamino a base di pollo era segnato con il colore verde chiaro, del cioccolato fondente (segnata in arancione con la ‘D’) e dei biscotti la cui etichetta riportava il rosso ‘E’. Un salame con poco sale e aromi avrà una categoria migliore, mentre del cioccolato contenente zuccheri Nutriscore si avvicinerà a tonalità rosse”.

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