In ricordo di Ezio Loik

Il 4 maggio ricorrevano i 72 anni dalla tragedia di Superga

Nella foto Ezio Loik è il settimo da destra nella penultima fila, ovvero il quinto da sinistra

Il 4 maggio del 1949 a Torino accadeva quella che tutti ricordano come la tragedia di Superga. Alle ore 17.03, il Fiat G.212 della compagnia aerea ALI, siglato I-ELCE, con a bordo l’intera squadra del Grande Torino calcio, di ritorno da Lisbona, dove aveva disputato un incontro amichevole contro il Benfica, si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga, che sorge sulla collina torinese; le vittime furono 31, tra cui il calciatore fiumano Ezio Loik. A 72 anni da quella tragedia vogliamo ricordarlo con una foto di classe in cui compare ancora giovanissimo. Fu scattata il 12 giugno del 1937 a Fiume. La classe è la seconda magistrale, e ritrae, tra gli altri, Alfredo Spadoni (ultimo a sinistra nella penultima fila), padre di Arsenio, che ha pubblicato la foto su Facebook.

 

Ezio Loik è il settimo da destra nella stessa fila ovvero il quinto da sinistra. Nel 1937 all’Istituto Magistrale di Fiume “Sedes Sapientiae” in Via dei Gelsi, ricorda il fiumano Rodolfo Decleva, era direttrice Stehle Madre Benedicta, Abbadessa O.S.B.. Unici prof. uomini erano don Girolamo De Martin (docente di matematica e fisica) e il prof. Arturo Negovetich (insegnante di italiano e latino).

Ezio Loik nacque a Fiume il 26 settembre del 1919. Esordì con la Leonida e poi passò alla Fiumana per giocare in seguito al Milan, al Venezia e al Torino. Al Milan approdò giovanissimo, ad appena 18 anni. Nella stagione d’esordio (1937-38) trovò poco spazio: giocò appena sei partite, ma ampiamente sufficienti per dimostrare di che pasta era fatto. Segnò quattro gol nel ruolo di centrocampista, ma evidenziò soprattutto grandi doti tecniche e notevole personalità. Al Milan rimase per tre stagioni (giocando 63 partite e centrando 13 gol fra Campionato, Coppa Italia e Coppa Mitropa); poi passerà al Venezia e infine al Torino e in Nazionale.

 

Loik era di famiglia povera. Il papà lavorava come operaio all’ex Silurificio, nell’industria di materiale bellico. Aveva due fratelli: Egeo ed Ervino.

La storia di Ezio è stata raccontata anche in un libro, scritto dalla figlia Mirella e intitolato “Mio Papà Ezio Loik”. Un volume appassionante firmato insieme a Corrado Gavinelli, pubblicato dall’editore arabAFenice*, che ricorda non solo la vita privata di Loik, ma soprattutto la rete di relazioni fatta rivivere anche da una splendida galleria di immagini. L’introduzione è stata scritta da Sandro Mazzola.

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