Il Jacques Cousteau fiumano che vive in simbiosi con il mare

A Genova Sampierdarena una mostra del fotografo subacqueo Sergio Loppel nato a Fiume nel 1934. Importante la sua attività a tutela dell’ambiente marino

Alcuni dei pannelli con esposte le foto di Sergio Loppel

Dal 17 settembre a Sampierdarena, nella sala rotonda del Centro civico Buranello e in concomitanza con il Salone nautico di Genova, è in visione una mostra dei lavori del fotografo subacqueo Sergio Loppel, da qualche tempo a questa parte anche apprezzato collaboratore del nostro quotidiano. Per molti è l’occasione di poter vedere la storia espositiva della subacquea genovese. Ma noi ne parliamo oggi in questa rubrica soprattutto perchè l’autore ha origini fiumane. Sergio Loppel è infatti nato a Fiume il 12 marzo del 1934. Viveva con i genitori nel rione di Belvedere e sino all’età di 8 anni circa, ovvero fino alla fine della Seconda guerra mondiale, quando la sua famiglia scelse di optare per l’Italia, visse nel capoluogo del Quarnero.

Sergio Loppel

Trasferitosi a Genova frequentò lì le scuole diplomandosi geometra. Abitando in prossimità della spiaggia, si appassionò subito alle possibilità offerte dal mare. Divenne ben presto uno sportivo praticando il nuoto e la pallanuoto. Contemporaneamente frequentava lo studio fotografico di un amico, iniziando ad apprendere la tecnica e l’uso delle apparecchiature fotografiche. Nel frattempo il mare lo appassionava sempre di più, spingendolo a cercare e a comprendere la vita che cresceva in esso.
Erano gli anni in cui nasceva la subacquea e a Genova vedevano la luce le prime e più famose ditte di produzione delle apparecchiature per l’immersione autonoma. Si specializzò nell’uso degli apparecchi autorespiratori subacquei e acquistò una delle prime macchine fotografiche anfibie, la Calipso Phot inventata dal celebre oceanografo e regista di documentari francese Jacques Cousteau, con la quale iniziò la carriera di fotografo subacqueo documentando il fondale del Mar Ligure e collaborando con il direttore del Museo di Storia Naturale di Genova. Famosa fu la foto che pubblicò in decine di riviste e giornali e che gli valse numerosi premi fotografici in tutto il mondo. Era la seconda foto del primo rullino di pellicola impressionata sul fondale della Cala dell’Oro del Promontorio di Portofino: nell’estate del 1959.

La locandina della mostra allestita al Centro civico Buranello

Fu così che iniziò la sua carriera di fotogiornalista, collaborando in oltre quarant’anni d’attività con giornali e riviste del ramo. In seguito fu redattore specializzato nel campo della difesa ambientale ed ecologica, soprattutto per quanto riguardava gli ecosistemi subacquei.

Fu promotore della campagna per la protezione dei fondali del Promontorio di Portofino, fondando l’ECHOSUB: un Gruppo di coordinamento tra operatori per lo studio sulle condizioni degli ecosistemi, un “Comitato” cui aderirono scienziati e personalità in contrasto con le autorità politiche del tempo, che si interessavano poco dei problemi ambientali e protezionistici. Famose furono le azioni dimostrative cui dette vita con la posa sui fondali di una targa in bronzo che portava la scritta “e proteggeranno questo mare quando i pesci voteranno”, oltre al primo trasporto postale subacqueo tra San Fruttuoso e Camogli, portato a termine con l’impiego del Nucleo Carabinieri Subacquei di Genova e patrocinato dalle Poste Italiane. Furono anche queste azioni atte a sollecitare la protezione di quel tratto di mare Ligure prospiciente il Promontorio di Portofino, come avvenne infatti alcuni anni dopo.
Nel 1980 fu insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti particolari e nel 1989 di Ufficiale della Repubblica.
Durante gli anni nei quali operò come fotografo subacqueo, partecipò a manifestazioni del ramo in tutto il mondo, vincendo numerosissimi premi. Vanno ricordati in particolare quelli fotocinematografici conquistati al Festival Internazionale Subacqueo di Antibes e il duplice titolo di Campione del mondo di fotografia subacquea, su migliaia di partecipanti, organizzato via Internet dalla Underwater Photographic Society americana, della quale è oggi giudice internazionale.
Ultimamente, oltre alla pubblicazione di alcuni libri (“Vento di sale” e “I racconti del vino”), si occupa della realizzazione di video filmati con i quali si è imposto in diversi Festival del ramo e di scultura e incisione su rame. Definito in alcune recensioni dei suoi lavori “un navigante che vive in simbiosi con il mare e lo rispetta come pianeta blu da esplorare e amare”, con i suoi film subacquei ha vinto il Festival internazionale dell’immagine subacquea di Antibes, di San Sebastian, di Tabarka e di Atene e, nel 1999, il Premio nazionale “Massimo Trois”i, il Premio Anthia, il Premio Artemare e il Corto Fiction di Chianciano Terme. Impulsivo e dotato di estro derivante da un personale gusto artistico, le sue foto dotate di un taglio particolare sembrano l’espressione di uno stato d’animo legato al momento. Dal 1995 Sergio Loppel vive a Vignole Borbera, in Provincia di Alessandria.

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