Porto Etno: il Festival delle diversità

La quinta edizione della rassegna si terrà in piazza della Risoluzione fiumana venerdì e sabato prossimi a partire dalle ore 19

Helena Semion Tatić, Zoran Majstorović, Jelena Tondini ed Edvin Liverić

La quinta edizione del Festival delle diversità, il Porto Etno, che rappresenta un lascito del programma di Fiume CEC 2020, è alle porte e, a differenza degli anni passati, caratterizzati dal foltissimo pubblico e dalle risse alle bancarelle, quest’anno il Festival avrà un carattere nomadico. A presentare il programma e gli artisti che si esibiranno in piazza della Risoluzione fiumana sono stati Edvin Liverić, direttore della Casa croata di Cultura di Sušak (HKD), la responsabile del programma dell’HKD e del Porto Etno, Jelena Tondini, il responsabile del settore musicale del Festival, Zoran Majstorović e la direttrice programmatica del Dipartimento per la cultura della Città di Fiume, Helena Semion Tatić.

 

“Quest’anno il Porto Etno non si terrà alla fine dell’estate ma già a giugno – ha annunciato Liverić – e per la precisione il 25 e il 26 giugno in piazza della Risoluzione fiumana, uno spazio ideale per i numerosi concerti che abbiamo previsto. I biglietti sono già in vendita al prezzo di 100 kune online sul sito mojekarte.hr”.

Il programma gastronomico slitta al 2022

A parlare della parte organizzativa è stata Jelena Tondini, la quale ha spiegato che quest’anno non ci sarà, purtroppo, la parte gastronomica che attirava sempre tantissime persone, ma solo quella musicale. È proprio il fatto che il buon cibo attirava decine, se non centinaia di cittadini alla ricerca di un piatto tipico, di una pietanza tradizionale di altri Paesi, la ragione della soppressione temporanea di questa parte del Festival. Non potendo rispettare le misure epidemiologiche si è preferito rimandare tutto all’anno prossimo e invitare gli appassionati di cucina a guardare i video culinari nei quali si spiega la preparazione dei piatti tipici, che si trovano sul canale YouTube dell’HKD.
Tondini ha spiegato anche perché il Festival è stato definito nomadico, ovvero per il fatto che di anno in anno viene organizzato in luoghi diversi. Inoltre, è stato precisato che la decisione di spostare il Festival al mese di giugno deriva dal fatto che il tempo è più stabile e si potrà stare all’aperto.

Partecipazione della CI di Fiume

Maggiori dettagli riguardo al programma sono stati rivelati da Zoran Majstorović, il quale ha spiegato che entrambe le giornate e le performance saranno legate strettamente alle esibizioni dei complessi folcloristici delle minoranze della Regione litoraneo-montana. I programmi avranno inizio alle ore 19 e si presenteranno la Comunità degli Italiani di Fiume, la Matica slovacca di Fiume, la Società culturale dei Russini e degli Ucraini Rušnjak, la società culturale macedone Ilinden, la Società artistico-culturale Sevdah, la Comunità nazionale bosgnacca con il Coro misto Sevdalije, l’Associazione dei giovani Rom Romska budućnost e il Coro Montenegrini.

Tra jazz e folclore

“Il primo giorno del Festival, ovvero venerdì, la serata verrà aperta da Lela Kapowitz – ha annunciato Majstorović -, accompagnata da Joe Kaplowitz alla tuba e tastiera, dal giovane Marko Šturman al flauto e altre percussioni, nonché dal sottoscritto. Seguirà l’esibizione dell’etno diva Dunja Knebl, accompagnata dallo strumentalista Roko Margeta. Eseguiranno i brani dell’album ‘Svilarica svilu prede’.

Il giorno dopo, sabato, la serata vedrà tra i protagonisti Nina Kraljić, accompagnata da Miroslav Gugić alla chitarra e Ivan Judaš all’handpan col concerto intitolato ‘Rijeka – Back to the roots’. Il Festival verrà chiuso dai fratelli Teofilović e dalle loro incredibili performance a cappella. I gemelli Ratko e Radiša Teofilović uniscono la tradizione al modernismo e sono dei virtuosi che confermano il loro talento in tutto il mondo da più di due decenni”, ha annunciato Majstorović.

In conclusione della conferenza Helena Semion Tatić ha spiegato che il Porto Etno è il diretto discendente della manifestazione Etno smotra (Rassegna etno), che per più di vent’anni si è tenuta a Fiume confermando ancora una volta la natura multietnica della città.

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