Istria. Un prato di erbe curative

La Comunità degli Italiani di Pisino punta ad avvicinare i soci e i simpatizzanti al mondo della fitoterapia

Uno dei tanti momenti di studio. Foto Goran Žiković

Siamo proprio privilegiati ad essere nati in queste terre magnifiche, dove le bellezze naturali si perdono nel paesaggio e dove ad ogni angolo si può scoprire un nuovo mondo. Ne sono ben consapevoli alla Comunità degli Italiani di Pisino, dove hanno iniziato un percorso di fitoterapia, che porterà i loro soci che aderiranno al programma, a migliorare il contatto con la natura e dunque la salute e il benessere.
Il primo incontro sul tema si è svolto mercoledì sera nei pressi del letto del ruscello di Pisino (Pazinčica), dove una volta sorgeva il lido e dove oggi ci sono le condizioni giuste per la crescita di molti tipi di piante dalle proprietà estremamente interessanti. La presidente della Comunità, Nensi Rabar, ha ringraziato i presenti per la partecipazione, spiegando come questo sia il primo di una serie d’incontri sul tema. Il programma della giornata prevedeva una camminata di circa un chilometro e mezzo, lungo il quale si sono potute osservare e raccogliere una grande varietà di piante. Nataša Putinja, esperta di fitoterapia, ha illustrato ai partecipanti le loro proprietà benefiche, le modalità di preparazione e pure qualche trucco per riconoscere le piante buone da quelle da evitare. Un secondo incontro è pianificato in autunno, nella sede del sodalizio PISINOTA, quando si parlerà della macerazione e in generale delle tecniche impiegate per l’ottenimento di olii, creme o altri prodotto prodotti ricavati partendo dalle piante ed erbe medicinali. Infine, nella primavera prossima saranno organizzate campagne di raccolta delle piante.

Nataša Putinja parla del sambuco. Foto Goran Žiković

Durante l’escursione Nataša Putinja è riuscita a individuare un’ampia varietà di piante, spiegando di volta in volte tutte le caratteristiche essenziali di ciascuna di esse. Fra queste si è parlato ad esempio della lavanda, dell’ortica, dell’acacia, del millefoglie, del caglio zolfino e di tante altre. Prima di entrare più nello specifico, vale la pena riportare un consiglio generale. “Per ottenere il prodotto migliore bisogna fare un po’ di fatica e raccogliere i fiori a mezzogiorno, quando fa più caldo. In quel momento, infatti, tutte le piante stanno dando il meglio di sé, ovvero sono schiuse al massimo, per assorbire il più possibile i raggi solari”, ha spiegato l’esperta. Oltre al momento della giornata bisogna, ovviamente, stare attenti anche alla stagione di fioritura, ma in alcuni casi anche all’anno. “Il ginepro va raccolto soltanto quando le sue bacche sono nere, il che avviene una volta ogni due anni. Per questo motivo, come pure a causa della sua lavorazione molto articolata, la grappa di ginepro può raggiungere quotazioni di 400 kune al litro. Le sue proprietà come digestivo sono però eccellenti e valgono lo sforzo fatto per ottenere il prodotto finale”, ha raccontato Nataša Putinja.

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