Fiume. Una performance riapre l’ex Sala bianca del Fenice

«Make a Move», laboratorio teatrale alla scoperta dell’inusuale

La performance all'interno della sala. Foto Drazen Sokcevic

Con il laboratorio teatrale “Make a Move” i fiumani hanno avuto l’occasione di visitare parti inesplorate della loro città grazie a un progetto volto all’utilizzo di spazi alternativi nell’arte contemporanea. Il tetto dell’emporio RI in centro città, la Sala bianca dell’Opera all’interno del Teatro Fenice e le vetrine del Centro commerciale Varteks hanno ospitato questo spettacolo di teatro contemporaneo. Si tratta di una serie di tre performance messe in atto da 10 artisti internazionali affiancati da altrettanti artisti locali. Il percorso è iniziato dal tetto dell’emporio RI, situato in Corso. Il pubblico munito di cuffie e cannocchiali ha osservato dall’alto una performance sulla Riva fiumana e al bar “Nad urom”, situato sul tetto del palazzo di fronte. Il programma è poi continuato nella piazzetta dietro al Centro commerciale della casa di moda Varteks, con un’esecuzione di teatro mimico accompagnato alla chitarra di un artista di strada.
Il tutto si è concluso in uno degli ambienti più sconosciuti di Fiume, soprattutto per le generazioni più giovani: la Sala bianca dell’Opera presso il Teatro Fenice. Lo spazio è chiuso al pubblico da quasi trent’anni e sono stati in pochi ad avere avuto la possibilità di entrarci in questi tre decenni. Per questo motivo per tanti questo spazio è un vero mistero. La sala è maestosa anche dopo decenni di totale noncuranza, anche se effettivamente è stato rimesso a posto il minimo indispensabile qualche mese fa per le riprese del telefilm “The Dark Tower”. Il tempo sembra si sia fermato in quel salone da ballo che si manifesta con un’aria talmente retrò da sembrare la scenografia di un film degli anni Venti. Il partner fiumano del progetto “Make a Move”, il laboratorio creativo di teatro contemporaneo Krila è riuscito a portare un po’ di vita in questo spazio che non merita certamente di venire nascosto sia dagli occhi dei fiumani che dei loro ospiti.
Questa è stata la seconda di tre tappe di questo progetto itinerante, parte del programma CEC 2020 e che avrà la sua puntata finale a Targu-Mures in Romania.

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