Regionali Italia. Primo voto nell’era Covid: fuggi fuggi degli scrutatori

Prime elezioni italiane dell’era Covid. Domenica) e lunedì i cittadini sono chiamati a votare per rinnovare la guida di sette Regioni e quasi mille Comuni, per il referendum confermativo della riforma sul taglio del numero dei parlamentari e per le suppletive di due collegi uninominali in Sardegna e Veneto.
Intanto è un vero e proprio fuggi fuggi generale degli scrutatori che temono di poter contrarre il Covid durante le operazioni di voto. Così, ad esempio, sono 114 su 180 gli scrutatori che il Comune di Imperia (Liguria) sta provvedendo a sostituire a causa delle rinunce arrivate in queste ore all’ufficio elettorale. A Genova il Comune ha lanciato un invito  attraverso Facebook per trovare scrutatori e presidenti di seggio in vista del voto. A oggi il Comune ha contato 855 rinunce rispetto al numero totale di 2.644 scrutatori.
In Toscana, a Firenze hanno rinunciato 110 presidenti di seggio – nominati dalla Corte d’Appello per le elezioni di domenica e lunedì – su un totale di 360. Stessa situazione in Puglia. A Bari ha rinunciato il 67% dei presidenti di seggio (228 persone) e il 100% di quelli nominati per i seggi Covid. Come ricorda l’Ansa, il dato record di rinunce, ufficialmente per “indisponibiltà”, ma probabilmente per la paura del contagio, supera la media fisiologica delle rinunce che, alle ultime elezioni regionali era del 40%.

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