Sognando l’anagrafe dei cittadini

Un rilevatore durante il Censimento del 2011. Foto: Igor Kralj/PIXSELL

Sarà il caso di provvedere a un ripasso della propria condizione. Sedici pagine di questionario non sono poca cosa e il fatto che le domande riguardino noi stessi non deve rendere giocoforza la faccenda più semplice. Avete almeno una mucca o una pecora o un maiale o un cavallo? E 10 galline (quelle nel congelatore non fanno statistica) o 10 arnie? A noi personalmente non interessa, ma all’Ufficio nazionale di statistica, sì. E buon per noi e per chi le possiede che si chiede il numero di arnie e non quello delle api.
E la cucina? Avete la cucina? E il bagno? E il wc? Ma separato o assieme al bagno? Cabina doccia o vasca? E, scusate l’impertinenza, avete acqua corrente in casa? Sì? Bene. E dove siete allacciati? E corrente almeno in un ambiente? Suvvia, non prendetevela con noi; ve l’abbiamo già detto: a noi, personalmente, non interessa. Non vogliamo fare la pettegola di turno che sa tutto e anche qualcosina in più di tutti. Sono sempre cose che interessano al DZS, così come interessa se vi muovete da casa per lavoro-studio-altro; se e quando fate ritorno al nido; quale lavoro facciate; se qualcuno vi offrisse un lavoro ora, potreste iniziare entro due settimane?
Ah, scusate, la casa o l’appartamento sono… vostri vostri o siete in affitto? Dov’era residente vostra madre quando siete nati? Potenza della storia e delle garrule bandiere passate da queste parti, potendo andare abbastanza indietro, qualcuno potrebbe avere la madre della nonna nata in Austria, la madre della madre in Italia. Pur abitando la stessa casa.
C’è la possibilità di risolvere la “questione censimento” online. Meno male. Uno sconosciuto in casa, un rilevatore 007 agente di sua maestà DZS e con licenza di ficcanasare, non mi piace. Intanto per una questione proprio di fastidio di questa presenza non dico aliena però… Niente di personale ancora una volta: i rilevatori sono persone che fanno un lavoro in un momento in cui il lavoro non te lo tirano dietro (altroché “potreste entrare in servizio in due settimane!”). E c’è ‘sta maledizione strisciante del Covid. Da un anno e mezzo non riusciamo a vedere il colore degli occhi dell’interlocutore a causa del distanziamento fisico e adesso… il primo che passa, vaccinato o no, magari reduce da un rilevamento in casa di qualcuno positivo al SARS-CoV-2 senza saperlo mi fa accomodare sul divano in soggiorno un bel coronavirus. O, Dio non voglia….. scusate la pausa: un gesto scaramantico è di dovere, dicevo, Dio non voglia, potrebbe ammalarsi da me (corna e bicorna, tocca ferro, tocca legno). Già l’anno scorso era stato fatto il rilevamento delle aziende agricole a conduzione familiare in piena terza ondata covidiana (e in piena vendemmia. Complimenti). Bene: chi può, risolva tutto al computer. A proposito: interessa sapere se da qualche parte tenete mucca-capra-maiale-cavallo ma non se avete un pc. Interessa sapere se l’acqua potabile vi arriva con un regolare allacciamento alla rete, ma non se avete un allacciamento alla Rete. E lo dico con tutto il rispetto che posso: chi chiederà la natura degli allacciamenti e la proprietà dell’abitazione nelle zone terremotate, dove le buche nel terreno sono più numerose delle case ancora su? Non sarebbe il caso, in generale, di risolvere il censimento in un modo più up to date? Magari con un’anagrafe dei cittadini, come in molti Stati dell’Ue? Tanto ormai, siamo delle radiografie ambulanti, con tutti i dati e gli aggiornamenti. Sarà la quinta volta in tre mesi che mi chiedono se ho la doppia cittadinanza che include quella statunitense. Scrivetelo una volta per tutte: NO.
Raccolti i dati, che succederà? L’analisi. Per fare che? Teoricamente, per potere adottare giuste misure in tutti i campi. A parte il fatto che il rilevamento on the road non riporta numeri esatti. Lo dice il demografo Stjepan Šterc, che se ne intende. Dice anche che ormai siamo al crollo demografico, che a livello annuo registriamo 21mila decessi più delle nascite, fenomeno questo che ci accompagna negli ultimi 30 anni. È stato fatto qualcosa? No, che mi risulti. Intanto, spenderemo dai 180 ai 200 milioni di kune.
Verrà fuori che siamo lo Stato dell’Ue con il maggior numero di abitazioni in proprietà. Ma si ometterà di dire che negli anni ’90 del secolo scorso riscattare l’alloggio era quasi un percorso obbligato. Verrà fuori che abbiamo 0,8 figli a testa (sì, prima erano 1,2, ma le nascite sono in discesa), 2,5 cani e 0,1 mucche a testa. Ah, dimenticavo: se avete acquistato cane, mucca, arnie dopo il 31 agosto, non vale. Il censimento ci dirà come eravamo il 31 agosto 2021.

S'informano i gentili lettori che tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 94 della Legge sui media elettronici approvata dal Sabor croato (G.U./N.N. 111/21) viene temporaneamente sospesa la possibilità di commentare gli articoli pubblicati sul portale e sui profili sociali La Voce.hr.