ORLANDERIE Rijeka, vincere al Poljud è come rubare in chiesa

Sono cifre a dir poco crudeli. Nelle ultime sedici partite al Poljud l’Hajduk ha vinto un solo derby dell’Adriatico (lo scorso anno per 4-0), mentre sono sette i pareggi e ben otto le vittorie del Rijeka! Per i fiumani espugnare Spalato è come… rubare in chiesa. Stavolta Igor Tudor, per due volte ex Udinese, ci credeva fermamente, soprattutto dopo aver battuto la Dinamo a Zagabria. Però è rimasto ancora una volta a digiuno, in quella che era la settima sfida personale. L’ha presa davvero male, al punto da non presentarsi alla conferenza stampa del post partita. Sette giorni prima aveva dato lezioni di calcio e di giornalismo a tutti coloro che seguono l’Hajduk, mettendogli il bastone tra le ruote.
Damir Mišković, presidente del Rijeka dal 20 marzo 2012, ha perso appena tre volte in otto anni e mezzo. Domenica era orgoglioso della sua squadra, soprattutto perché imbottita di giovani come Pandur, Lepinjica, Štefulj e Braut. Infortunato Smolčić, in panchina c’era anche Galešić. Simon Rožman, 37.enne allenatore sloveno, sta facendo indubbiamente un buon lavoro. Promuove i giovani e – vince!
Battendo l’Hajduk al Poljud il Rijeka si è rimesso in gioco per la conquista del secondo posto. Deve battere l’Istra 1961 a Rujevica e attendere l’esito della sfida Osijek-Lokomotiva. Un pareggio sarebbe acqua al mulino fiumano prima della finale di Coppa Croazia a Sebenico con la Lokomotiva. Secondo posto e “Sole di Rabuzin”, un epilogo poco immaginabile alcune settimane fa, prima che il Rijeka mettesse alle corde Dinamo, Inter e Hajduk! Il calcio è imprevedibile, di scontato c’è soltanto che il Rijeka è la bestia nera dell’Hajduk…
Simon Rožman l’ha capito dal primo giorno. Domenica ha vinto la sfida con i dalmati per la terza volta consecutiva. Un 9-2 complessivo che non ammette discussioni. Nove gol e nove punti. Quella del Poljud è stata la sfida più equilibrata e drammatica, risolta al 93’ con un’incornata di Galović. Molta confusione e disordine tattico da entrambe le parti, ma il Rijeka ci ha creduto fino in fondo, andando in vantaggio per la terza volta. Poi ha tirato giù la saracinesca ai dalmati.
Dopo cinque turni di astinenza Antonio Mirko Čolak ha ritrovato la via del gol. Quattro centri nelle ultime tre partite (Dinamo, Inter e Hajduk), al punto da raggiungere quota 16 nella classifica dei tiratori scelti del campionato. Mirko Marić (Osijek) è a quota 19, Mijo Caktaš (Hajduk) ne ha invece segnati 18. Dopo la doppietta di Spalato, Čolak è convinto che i conti non siano ancora chiusi. “Il calcio è imprevedible e certe volte scrive storie stupende. Speriamo che sia così anche sabato a Rujevica nella sfida con l’Istra 1961”, ha detto Čolak, che con un’eventuale tripletta raggiungerebbe la vetta della classifica. Nel frattempo ha toccato quota 16, quanti erano stati i gol realizzati da Puljić la scorsa stagione, da Heber due anni fa e da Andrijašević nell’anno dello storico trionfo in campionato.
Tagliati gli stipendi durante il lock-down, nessuno a Rujevica parla di premi per l’eventuale secondo posto o per la vittoria in Coppa. Non sono previsti. Mišković ha fatto intendere, soprattutto per quanto riguarda la Coppa, che in accordo con Rožman deciderà in merito.
Per ora il presidente si gode l’ennesima vittoria sull’Hajduk…

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