Turismo a Fiume: la pandemia ha rovinato una stagione promettente

Dopo un’estate all’insegna dell’emergenza Covid, il comparto ricettivo tira le somme sull’andamento turistico (per lo più deludente) nei mesi più caldi

Ultimi ritocchi esterni per la prossima apertura dell'albergo Bonavia. Foto: Goran Živković

Quella appena conclusa è stata un’alta stagione decisamente anomala, in cui la pandemia (ancora in corso) ha messo a dura prova l’intero comparto turistico, senza esclusione di colpi. I numeri raggiunti sono stati sì buoni, ma ben lontani da quelli che sarebbero potuti essere se non ci si fosse messo di mezzo il coronavirus. Le prime difficoltà si sono fatte sentire già in primavera in seguito al lockdown imposto dal governo, accompagnato dall’applicazione di una serie di rigide norme epidemiologiche volte a contenere i rischi di contagio e a cui, come tutti i cittadini, hanno dovuto attenersi anche e soprattutto gli operatori turistici, indipendentemente dal loro ruolo di categoria. Lo scenario è stato uguale per tutti coloro che lavorano nel settore e che hanno tentato di salvare il salvabile con accorgimenti anche svantaggiosi (come ad esempio il calo dei prezzi dei servizi), pur attenendosi alle disposizioni imposte.
Per quanto riguarda concretamente Fiume, quest’anno Capitale europea della Cultura, il 2020 sarebbe dovuto essere da record, con una miriade di strutture ricettive al servizio dei numerosi ospiti che sarebbero dovuti arrivare in città. Purtroppo, la chiusura della scorsa primavera ha mandato a monte tutto, gettando ombra sui benefici che Fiume avrebbe potuto ottenere se tutto fosse filato liscio e se non fosse sopraggiunto il Covid. Per ben due mesi, gli alberghi, gli ostelli e gli alloggi turistici messi a disposizione dagli affittacamere sono rimasti chiusi mettendo in seria crisi il settore. Con la lenta ripresa di maggio in cui c’è stata una prima timida riapertura verso il mercato, tutti speravano di riuscire a raggiungere almeno il 50 per cento del fatturato ottenuto nel 2019. A Fiume operano quattro alberghi con 381 posti letto, 12 ostelli per complessivi 404 posti, due dormitori con 396 posti e 1.456 unità abitative relative agli affittacamere, con 3.869 posti letto. Oggi, al termine di un’alta stagione all’insegna dell’insicurezza, è giunto il momento di tirare le somme e di pianificare il periodo a venire.
Secondo i dati fornitici dall’Ente per il turismo, le strutture ricettive del capoluogo quarnerino hanno raggiunto, nonostante tutto, dei buoni risultati turistici con arrivi e pernottamenti al 51 p.c. nel mese di luglio e un po’ meno soddisfacenti ad agosto dopo l’introduzione della Croazia nella “lista rossa” da parte di alcuni Paesi dell’Ue e il conseguente rientro dei turisti in patria.

Il Botel Marina

Bonavia, prossima riapertura
Fiume, però, può ancora sperare di rifarsi in questo periodo di bassa stagione, ma anche in quelli a venire, in cui in città, in virtù del titolo di CEC, dovrebbero continuare ad arrivare turisti. Molti di loro opteranno per un soggiorno in uno degli hotel cittadini, in primis il Bonavia, che dopo essere rimasto chiuso dal febbraio scorso, riaprirà i battenti il prossimo 21 settembre. A confermare la notizia è stato l’Ufficio per le pubbliche relazioni del consorzio Plava Laguna, proprietario dello storico albergo sito in pieno centro cittadino. In tanti erano rimasti sorpresi del fatto che una delle più importanti (se non la più importante) struttura ricettiva di Fiume fosse rimasta chiusa dopo l’interruzione del lockdown. I motivi (confermatici ieri dalla direzione) sono da attribuire semplicemente a una serie di lavori di maquillage e disinfestazione a cui è stato sottoposto negli ultimi mesi lo stabile. In questo momento sono in atto gli ultimi ritocchi, che interessano però gli esterni dell’edificio e riguardano concretamente il lavaggio delle pareti in vetro.

Riapertura più rapida, invece, per la catena alberghiera Jadran Hoteli, i cui alberghi Continental, Neboder e Jadran, il motel Lucija a Kostrena, il villaggio turistico Uvala Scott e il campeggio Oštro di Porto re (Kraljevica), hanno riaperto i propri battenti all’inizio di giugno.
“Tutte le nostre strutture hanno registrato un forte calo di presenze in confronto all’anno scorso. Durante l’estate siamo arrivati in media al 60 p.c. (un po’ meglio per il campeggio di Oštro che ha raggiunto un picco del 70 p.c.), mentre i nostri tre alberghi si sono mantenuti al di sotto del 40 p.c.. In agosto la situazione è drasticamente cambiata con il rientro a casa dei turisti sloveni, che formano la maggioranza dei nostri ospiti. Per ora siamo riusciti a mantenere i posti di lavoro e a garantire sicurezza ai nostri dipendenti. Per il futuro pensiamo di mantenere in funzione gli alberghi e di chiudere invece le restanti strutture per un periodo più lungo”, ci ha riferito Damir Balenović, responsabile marketing e vendite della società.

Ostelli e affittacamere, calo drastico
Anche gli ostelli operanti in città hanno registrato un calo degli ospiti. Purtroppo, come ci ha fatto sapere Andrej Kušeta, gestore del Botel Marina, le presenze nei mesi estivi si sono trattenute mediamente sul 50 p.c. di quelle del 2019. “Gli ospiti tradizionali, tedeschi, austriaci, sloveni e italiani, sono stati in luglio la nostra… ancora di salvezza, ma già in agosto la situazione è precipitata con le nuove disposizioni dei governi austriaco e italiano. La stagione estiva per noi è terminata subito dopo il 15 agosto e ora registriamo pochi ospiti giornalieri. Causa il crescente numero di contagiati, la stagione autunnale si prospetta tutt’altro che rosea. E infatti, metà delle prenotazioni sono già state annullate”.

Stando a Nicola Capobianco, proprietario di uno degli ostelli fiumani, le presenze per quanto riguarda questo tipo di strutture ricettive ha registrato in media il 60 p.c. di pernottamenti nei mesi estivi. “La maggioranza dei turisti che ha soggiornato da noi sono arrivi ‘all’ultimo momento’ cioè senza prenotazione. In quanto a provenienza, hanno primeggiato tedeschi, francesi e croati, e pochissimi italiani. Bene o male, siamo riusciti in qualche modo a coprire le spese, ma il futuro non si presenta dei migliori”.

È una stagione da dimenticare, ha affermato infine Luana Amura, presidente dell’associazione cittadina degli affittacamere. “L’anno è iniziato molto bene con tantissime prenotazioni anche per la bassa stagione, ma poi tutto è cambiato. Tanti miei colleghi hanno rimediato affittando le proprie strutture a operai, famiglie o studenti. Pochissimi sono riusciti a chiudere la stagione in positivo. Non vedo prospettive nemmeno per l’autunno, che temo ci deluderà”.

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