«I ristoratori sono ormai allo stremo»

Bar vuoti ad Abbazia. Foto Željko Jerneić

Il nuovo pacchetto di misure antiCovid, scattato lunedì 12 aprile, sono andate a colpire ancora una volta quelle categorie che già si trovavano in ginocchio per le precedenti severe disposizioni e che speravano in una lenta, ma sicura ripresa data dalla riapertura di inizio marzo. Il riferimento è al settore della ristorazione, già fortemente danneggiato e che ora stenta a riprendersi in seguito a questo nuovo “schiaffo”. Ne abbiamo parlato con Vedran Jakominić e Josip Brusić, rispettivamente presidente dell’Associazione dei ristoratori dell’Istria e del Quarnero e presidente di categoria per la Regione litoraneo-montana, i quali hanno espresso tutto il loro malessere per la nuova situazione che sono costretti ad affrontare. “Sono affascinato dalla facilità con cui vengono decretate queste misure per noi così dannose. È un continuo asli e scendi, come si trattasse di un gioco – ha detto Jakominić –. Non posso accettare che le grandi corporazioni, ovvero i centri commerciali continuino a lavorare tranquillamente, mentre noi piccoli imprenditori non possiamo nemmeno tenere le terrazze aperte. Tutto ciò è incomprensibile”.
“Dubito che siamo proprio noi i colpevoli per l’impennata dei contagi, ma alla fine siamo sempre noi a pagare le conseguenze. Va be’, vorrà dire che stringeremo un’altra volta i denti se questo aiuterà a far rientrare l’emergenza, ma non è assolutamente giusto. Ormai siamo stremati, sia fisicamente che psichicamente, e le perdite subite e che ancora subiremo non ce le potrà ripagare nessuno. Stiamo perdendo una grande fetta di personale, costretto a riqualificare le proprie competenze e volare verso altri lidi professionali. Non so quanto ancora riusciremo a resistere”, ha affermato Josip Brusić.

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