Coronavirus. Terzo caso registrato a Fiume

25.02.2020., Rijeka - Ravnatelj rijeckog KBC-a Davor Stimac iznio je najnovije informacije o radnicima koji se nalaze u Rijeci zbog sumnje da su zarazeni koronavirusom u Italiji. Photo: Goran Kovacic/PIXSELL

Terzo caso di coronavirus a Fiume. In Croazia ce ne sono complessivamente 6. La terza persona contagiata nel capoluogo quarnerino sarebbe il fratello della donna risultata positiva al COVID-19. Suo marito, lo ricordiamo, è il paziente 1 a Fiume: si tratta dell’uomo rientrato da Parma venerdì scorso dove lavora. Insomma, si conferma sempre più quanto dichiarato dagli esperti ovvero che il coronavirus in Croazia può essere definito un “virus familiare”, nel senso che gli ammalati sono membri di un nucleo familiare. A Fiume, dunque, i contagiati sono il paziente 1, sua moglie e suo cognato. Quest’ultima persona ha lievi sintomi e si sente bene come pure gli altri due pazienti. A Zagabria, invece, a contrarre il coronavirus sono stati i due gemelli 26.enni e la fidanzata di uno dei due. Durante l’odierna conferenza stampa dell’Unità di crisi della Protezione civile croata reso noto che 176 persone sono state sottoposte al test del COVID-19, si attendono i risultati di due tamponi. “Non c’è motivo di preoccuparsi”, ha ribadito Alemka Markotić, a capo della Clinica per le malattie infettive “Fran Mihaljević” di Zagabria. “1151 persone sono state invitate da parte degli ispettori sanitari confinari a sottoporsi a visite mediche in quanto possibili casi sospetti, alcuni sono stati messi in autoisolamento o sono state intraprese altre misure. Si tratta ad esempio di conducenti di camion che viaggiano per lavoro in Italia. Se venissero messi in autoisolamento, la ditta per la quale lavorano si troverebbe in serie difficoltà e gli scaffali nei negozi in Croazia rimarrebbero vuoti. Queste persone costrette a viaggiare in Italia quotidianamente sono sotto controllo”, lo ha detto il responsabile dell’Istituto croato per la salute pubblica Krunoslav Capak. I membri dell’Unità di crisi della Protezione civile croata hanno suggerito ai cittadini di evitare strette di mano mentre ai gestori di negozi e altri servizi di pulire regolarmente i terminali di pagamento (POS), ovvero i dispositivi elettronici che consentono di effettuare pagamenti mediante carte di credito.

 

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