Ucraina-Russia: cresce la tensione nel Donbass

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Ucraina-Russia: cresce la tensione nel Donbass

(Adnkronos) – Torna a salire la tensione tra Ucraina e Russia. Gli Stati Uniti non credono al ritiro delle truppe di Mosca. Anzi secondo la Nato la Russia ha incrementato di almeno 7mila unità la sua presenza lungo il confine ucraino. Prevista per oggi una riunione del Consiglio europeo sulla crisi ucraina. Mentre il ministro degli esteri Di Maio ha incontrato Lavrov. Intanto in diverse località nel Donbass si registrano scontri fra separatisti filo russi e forze di Kiev.

ORE 12.15 – Il percorso di adesione all’Alleanza atlantica è “lungo”, ma “l’adesione alla Nato è una garanzia di sicurezza, quindi come possiamo scegliere qualsiasi altra strada? Per noi è la garanzia per non perdere la nostra indipendenza”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista alla Bbc, nella quale afferma che “per me, come presidente, la cosa più importante in questo percorso è non perdere il mio Paese”. Quanto alle pressioni da parte di alcuni Paesi europei che preferirebbero che Kiev rimanesse fuori dalla Nato, Zelensky risponde: “Non possiamo chiudere gli occhi e dire che è solo la Russia che non ci vuole lì. Non è vero”. Alcuni Paesi della Ue, dice, “stanno al gioco della Russia e questo è sbagliato”.

ORE 11.51 – Nella crisi ai confini tra Russia e Ucraina “la diplomazia non ha ancora detto l’ultima parola. Abbiamo ancora la speranza che la pace prevalga”. Lo ribadisce la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ricevendo a Bruxelles il premier ceco Petr Fiala, prima del Consiglio Europeo straordinario sull’Ucraina e del summit Ue-Ua.

ORE 1.41 – Scontri fra separatisti filo russi e forze di Kiev sono scoppiati questa mattina lungo la linea di contatto, in diverse località nel Donbass. Entrambe le parti si accusano reciprocamente di aver dato inizio alle ostilità. Kiev accusa i separatisti di aver bombardato con l’artiglieria pesante un asilo a Stanytsya Luhanska, ferendo due educatrici. “La situazione si è velocemente aggravata. Il nemico sta cercando di provocare attività ostili”, denuncia il canale Telegram dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk.

ORE 11.30 – “La fine della de-escalation è un’invenzione della propaganda”. Lo ha detto Sergei Lavrov nella conferenza stampa a Mosca con Luigi Di Maio, affermando che “non siamo noi a fomentare le tensioni”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il ministro degli Esteri russo ha denunciato quello che ha definito un “ingannevole tentativo di scaricare la colpa sulla Russia” ad opera dell’Occidente. “E’ una tattica familiare ma non avrà successo”, ha concluso ribadendo le richieste di Mosca di “rispettare accordi di Minks e il principio della indivisibilità della sicurezza”.

ORE 11 – “La pace è l’unica via che può condurci ad una stabilità duratura”. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, al termine del suo incontro con il ministro russo Sergei Lavrov. “Le armi devono lasciare spazio alla diplomazia”, ha detto ancora Di Maio, aggiungendo che l’Italia è tra i Paesi “più attivi” nella ricerca di una soluzione per evitare un conflitto che avrebbe “conseguenze devatsanti per l’intero continente”.

ORE 10.40 – La Russia invierà oggi agli Stati Uniti la lettera di risposta alle proposte americane sulle richiesta di Mosca sulla sicurezza. Lo ha annunciato Sergei Lavrov durante la conferenza stampa a Mosca con Luigi Di Maio. “Oggi invieremo la lettera alla parte americana, sarà una lettera pubblica, aperta all’opinione pubblica”, ha detto il ministro degli Esteri russo, specificando che “è importante che la gente abbia accesso se teniamo segreti questi documenti l’opinione pubblica dovranno piegarsi alle menzogne che ci sono nello spazio mediatico”. Lavrov ha poi specificato che la lettera verrà inviata “nelle prossime ore” sia in forma cartacea che elettronica.

ORE 10.15 – Il ministro degli Esteri russo Serei Lavrov “ha riferito che c’è tutta la disponibilità russa a trovare una soluzione diplomatica”. o ha detto Luigi Di Maio, al termine del suo incotro con il capo della diplomazia russa. Poi, in rifermento agli incontri avuti martedì a Kiev, il ministro degli Esteri ha riferito che “c’è dunque la disponibilità di entrambe le parti”.

ORE 9.50 – “L’Italia è sempre impegnata in prima fila per una soluzione diplomatica e si può contare sull’Italia per raggiungere una soluzione diplomatica” nella crisi ucraina. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nelle dichiarazioni all’inizio dell’incontro a Mosca con il ministro russo Sergei Lavrov. “Sono molto interessato alla tua valutazione dei fatti e a come procedere verso una soluzione diplomatica che anche tu hai più volte invocato”, ha detto il capo della Farnesina rivolto al responsabile della diplomazia di Mosca.

ORE 9.20 – Le autorità militari russe hanno assicurato che nuove unità corazzate del Distretto militare occidentale hanno iniziato a ritirarsi da un’area vicino al confine con l’Ucraina per rientrare nelle loro caserme, una volta completate alcune manovre in questa zona del Paese. Il ministero della Difesa russo ha indicato sul proprio sito web che queste unità corazzate “hanno iniziato a muoversi verso il loro punto di schieramento permanente dopo aver completato le esercitazioni previste nelle aree di addestramento”. Sebbene non abbia specificato la loro destinazione, il ministero ha evidenziato che percorreranno una distanza di circa mille chilometri.

ORE 9.10 – “Non dobbiamo farci illusioni sul fatto che la Russia possa trascinare tutto questo molto più a lungo con uno stratagemma volto a passare settimane, se non mesi, a sovvertire l’Ucraina e sfidare l’unità dell’Occidente”. A scriverlo, sul Daily Telegraph, è Liz Truss, ministro degli Esteri del governo di Londra. “Non dobbiamo lasciarci cullare da un falso senso di sicurezza perché la Russia afferma che alcune truppe stanno tornando nelle loro caserme, mentre in realtà la mobilitazione militare russa non mostra segni di rallentamento. Al momento non ci sono prove che i russi si stiano ritirando dalle regioni di confine vicino all’Ucraina”, sottolinea.

ORE 9 – La Guardia Nazionale ucraina esorta i concittadini alla calma. “Mantenete la calma e abbiate fiducia nella Guardia Nazionale”, si legge in un messaggio postato dall’agenzia di sicurezza su Twitter mentre cresce la tensione per la mancata de-escalation russa lungo i confini del paese.

ORE 8.30 – Le autorità della seconda città per importanza dell’Ucraina, Charkiv, hanno lanciato un appello alla popolazione esortandola a non cedere al panico, alla ‘propaganda russa’ o agli ‘attacchi psicologici’. I vertici dell’amministrazione hanno tenuto una riunione questa mattina e rivolto l’appello ai residenti “della regione e a tutti gli ucraini”, riporta l’Interfax: “non diffondete il panico, le voci e la propaganda russa, non cedete agli attacchi mediatici e psicologici. La nostra pace aiuta il governo, i diplomatici e le forze di sicurezza a fare il loro lavoro per proteggere lo stato e gli ucraini”.

ORE 8 – Negli ultimi giorni la Russia ha incrementato di almeno 7mila unità la sua presenza lungo il confine ucraino. “Alcune di queste truppe sono persino arrivate oggi”: a ribadire l’accusa a Vladimir Putin sulla mancata de-escalation è stato nella tarda serata di ieri un alto funzionario della Casa Bianca. Gli Stati Uniti ora sanno che l’annuncio di Mosca sul parziale ritiro era falso, ha aggiunto: “Ogni elemento raccolto indica la loro volontà di offrirsi in pubblico di parlare, rivendicare una de-escalation mobilitandosi intanto in privato per la guerra”.

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