Ucraina, Putin: «Non avevamo altre opzioni, raggiungeremo gli obiettivi»

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Ucraina, Putin: «Non avevamo altre opzioni, raggiungeremo gli obiettivi»

Vladimir Putin si dice “convinto” che la Russia riuscirà a “raggiungere gli obiettivi” che si è prefissata in Ucraina “senza dubbio”. “Sarà così, non ci sono dubbi”, ha affermato durante una visita ad una base spaziale, definendo “gli obiettivi” russi, “comprensibili e nobili”. Putin ha quindi fatto presente che in occasione del suo primo discorso sull’invasione dell’Ucraina aveva indicato come obiettivo quello di “aiutare la gente del Donbass”.

“Sappiamo che le nostre forze stanno partecipando ad un’operazione militare speciale”, ha affermato, usando la definizione che Mosca dà dell’invasione dell’Ucraina: “nel Donbass, in Ucraina, portando appoggio alle repubbliche popolari” (le “autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Luhansk). Le forze russe, ha aggiunto “agiscono con coraggio, in maniera competente ed efficiente”.

Con questa operazione, ha poi sostenuto, i russi “adottano misure” atte a garantire la propria sicurezza. “Ovviamente non avevamo altre opzioni, si tratta della decisione corretta”, ha affermato, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Russa Interfax. Putin ha escluso poi il rischio che la Russia “si isoli dal mondo”, qualcosa di “impossibile” a suo giudizio. Dopo aver insistito a più riprese sul fatto che l’invasione dell’Ucraina è stata dettata dalla necessità di proteggere la popolazione russofona dell’est del paese Putin ha infine definito “assolutamente corretta” la scelta di tentare l’occupazione dell’intera Ucraina.

Dall’Iraq, “con l’aiuto di reti di contrabbando di armi iraniane”, munizioni e materiale militare per la Russia, per la sua offensiva militare in Ucraina. Mosca costretta a fare affidamento all’Iran, suo alleato militare in Siria, dopo le nuove sanzioni per l’invasione dell’Ucraina. A scriverlo è il Guardian che cita fonti delle milizie irachene sostenute dall’Iran e servizi d’intelligence della regione. Secondo le notizie del giornale, dall’Iraq sono arrivati in Russia Rpg, missili anticarro e lanciarazzi di progettazione brasiliana. Stando a una fonte che ha contribuito a organizzare il trasferimento del materiale, un sistema missilistico di fabbricazione iraniana Bavar 373, simile al russo S-300, è stato ‘donato’ a Mosca dalle autorità di Teheran, che avrebbero anche ‘reso’ un sistema S-300.

Rpg e missili anticarro nelle ‘disponibilità’ delle Hashd al-Shaabi sono stati trasferiti dall’Iraq in Iran dal valico di Shalamija lo scorso 26 marzo, ha rivelato un comandante, e il carico è stato ‘accolto’ da militari iraniani e poi fatto arrivare via mare in Russia. Le Ḥashd al-Shaabi, stando a una fonte, avrebbero anche inviato a inizio mese, pezzo dopo pezzo, lanciarazzi Astros II (Sajil-60). Secondo il Guardian, tre navi cargo – due battenti bandiera russa e una iraniana – sono partite dal porto iraniano di Bandar-e-Anzali, dirette ad Astrakhan.

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