Quirinale, oggi vertice centrodestra: Berlusconi scioglie la riserva

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Quirinale, oggi vertice centrodestra: Berlusconi scioglie la riserva

(Adnkronos) – Tutto fa pensare che Silvio Berlusconi sia vicino al passo indietro di fronte al pressing sempre più forte di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Spazientiti dai tentennamenti del Cav sulla sua candidatura al Quirinale, Lega e Fdi più volte hanno chiesto un incontro chiarificatore, spuntando per domani a Roma la convocazione di quel vertice di centrodestra che si sarebbe dovuto tenere due giorni fa. Preoccupato dal rischio di ‘bruciarsi’ il ruolo di king maker, il ‘Capitano’,avrebbe deciso di accelerare per convincere il presidente di Forza Italia a darsi una mossa, sgomberando il campo da ogni equivoco. Ha quindi chiamato gli alleati e ottenuto dal presidente di Forza Italia l’ok al summit che l’ex premier, raccontano, avrebbe voluto far slittare a lunedì mattina per prendere ancora tempo.

Da qui la nota congiunta diffusa dopo le 17: ”I leader della coalizione si sono sentiti oggi al telefono, è in programma per domani, a Roma, un vertice”, con l’assicurazione: ”il clima è cordiale e il centrodestra avrà una posizione condivisa e unitaria in occasione delle elezioni del capo dello Stato”.Dopo qualche ora, quasi a rincarare la dose, ovvero il pressing nei confronti di Arcore, Salvini ha fatto uscire un’altra nota per annunciare di “aver contattato tutti i leader (a partire da quelli della maggioranza che sostiene il governo Draghi) per avvisarli del vertice di centrodestra. In particolare, il numero uno di via Bellerio ha usato l’espressione ”lavori in corso” per spiegare che sta lavorando, rivendicando ancora una volta il ruolo di king maker, per una soluzione condivisa senza fare nomi.

”La coalizione avrà l’onore e l’onere di proporre per il Colle una candidatura di alto profilo”. Un passaggio quest’ultimo che alcuni tra gli azzurri hanno interpretato come ‘un benservito a Silvio’, ovvero un modo per dire che il centrodestra è pronto a valutare altre opzioni al posto di Berlusconi. Un segnale da Arcore arriva in serata, quando il capogruppo alla Camera di Fi, Paolo Barelli, uscendo da Villa San Martino, conferma le indiscrezioni delle ultime ore: ”Domani molto probabilmente Berlusconi scioglierà la riserva”. Il presidente dei deputati azzurri non precisa se il suo leader si candiderà o meno, lasciando ancora 24 ore di suspance ma i bookmaker forzisti scommettono sul ritiro del Cav.

Matteo Salvini, riferiscono fonti della Lega, ha contattato tutti i leader (a partire da quelli della maggioranza che sostiene il governo Draghi) per avvisarli del vertice di centrodestra programmato per domani a Roma. ”Lavori in corso”, ha scritto il segretario del Carroccio, che poco prima -confrontandosi con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni- aveva condiviso per l’ennesima volta la necessità di un centrodestra unito e compatto. La coalizione, rivendica Salvini, ”avrà l’onore e l’onere di proporre per il Colle una candidatura di alto profilo”.

Fdi ribadisce il no al Mattarella bis e guarda con fiducia al vertice di centrodestra convocato domani, dove si attende che Silvio Berlusconi scioglierà la riserva. Qualora il Cav, che resta la prima opzione, dovesse rinunciare, il partito di Giorgia Meloni è pronto a lavorare su altri nomi, purché siano condivisi dalla coalizione. ”Sono certo che domani -dice all’Adnkronos il capogruppo alla Camera di Fdi, Francesco Lollobrigida- si scioglierà la riserva in un senso o nell’altro sull’autorevole candidatura di Berlusconi al Colle. Così come sono sicuro, che il centrodestra si dimostrerà all’altezza del momento storico, restando coeso e confermando di essere un punto di riferimento per gli italiani e il futuro del Paese”.

“Finché è in campo Berlusconi -assicura- c’è il nome di Berlusconi. Qualora, invece, il centrodestra dovesse orientarsi su una strada diversa, siamo pronti a contribuire, anche con proposte concrete, alle scelte per il Colle”. Quanto al Mattarella bis, Lollobrigida spiega: ”Il presidente della Repubblica ha ragione a dire no alla sua rielezione nel rispetto dei principi alla base della nostra Costituzione”.

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