Un Giardino del pesce che aiuta la natura

Premio all’innovazione riservato agli imprenditori dell’Unione Italiana. A colloquio con Irena Fonda su un’idea rivelatasi vincente

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Un Giardino del pesce che aiuta la natura
Irena Fonda con il Premio all’innovazione. Foto Roni Brmalj

Il Premio all’innovazione riservato agli imprenditori dell’Unione Italiana è andato al Giardino del pesce Fonda. Un progetto più che un’azienda, che parte dall’amore per il mare e per il pesce e si sviluppa a partire da un allevamento per allargare poi i suoi orizzonti a tanti altri settori, compreso il turismo e l’educazione, avendo però sempre presente, come punto fondamentale, la tutela dell’ambiente.

L’azienda compirà fra poco vent’anni, ma per capire come è nata bisogna guardare ancora più indietro. “A inizio millennio mio padre aveva già passato più di trent’anni a immergersi ogni giorno nei fondali del Golfo di Pirano. Lo faceva per lavoro, in quanto titolare di un’azienda di riparazioni subacquee, ma anche per passione. In questo periodo aveva notato una progressiva carenza di pesce, come pure una riduzione delle dimensioni dei singoli esemplari. Conscio di come noi uomini facciamo molta pressione sul mare: con il turismo, con i trasporti, con l’inquinamento delle fognature e tanto altro, aveva deciso di dover fare qualcosa per salvaguardare la natura. La sua prima idea era di costruire un parco sottomarino. Una specie di riserva dedicata ai pesci, alle alghe e a tutte le creature marine. Costruire qualcosa di simile sott’acqua non era un problema per lui, ma a fermarlo era stata la burocrazia. Il Ministero ci spiegò che non esisteva una legge in grado di regolare quello che si voleva fare. Ovvio, sarebbe stata una novità assoluta: le leggi arrivano sempre dopo le idee. Così dopo qualche anno di tentativi decise di aprire un allevamento di branzini e orate, per aiutare la riproduzione del pesce rientrando nell’ambito dei parametri di legge”, ci racconta Irena Fonda, che ha ritirato il premio.

Un progetto ampio che si occupa pure di istruzione

Oggi il cerchio si è quasi chiuso. Il Giardino del pesce Fonda non è soltanto l’unico allevamento ittico marino della Slovenia, con il nome della famiglia che è sinonimo di qualità, ma è un progetto molto più ampio, che si occupa anche di educazione ed istruzione, con gli interessati che possono venire in sede e partecipare alla Giornata indimenticabile. Quest’esperienza prevede sia una visita agli allevamenti, con un contatto diretto con la natura incontaminata, sia la possibilità di apprendere tutto sul pesce, dalle caratteristiche necessarie per farlo crescere bene, sia in termini di spazio che di tempo richiesto, alla qualità del mangime. Nel tour si forniscono anche risposte a domande che potrebbero sembrare molto basilari, come ad esempio come riconoscere il pesce fresco.
Si tratta di quesiti ai quali i membri della famiglia Fonda hanno notato che molte persone non sanno rispondere.
“Ovviamente abbiamo anche tutta una parte riservata alla gastronomia, con laboratori di cucina dove si insegna come preparare e cucinare il pesce, con ricette semplici e complicate”, ha affermato Irena Fonda.

Premiato con il marchio Esperienza unica della Slovenia

Il Giardino è stato premiato anche con il marchio Esperienza unica della Slovenia e con quello di Sostenibilità del turismo innovativo. E se non vi fidate dei premi istituzionali basta andare su Tripadvisor, dove a votare sono gli utenti, per scoprire che il Giardino del pesce Fonda è una delle cose più interessanti che potete visitare in tutta l’area del Golfo di Pirano.
Innovare facendo un passo indietro
Sembrerà paradossale, ma la filosofia della famiglia è quella di innovare facendo un passo indietro. “Non era nostra intenzione occuparci di turismo. Volevamo semplicemente fare del pesce di qualità tale che chi lo assaggi riconosca subito che si tratta di qualcosa di diverso: di locale, di fresco e di salutare. Poi però sempre più persone hanno iniziato a chiamarci chiedendo se potevano venire a vedere l’allevamento e noi abbiamo sempre risposto di sì a tutti, perché la vedevamo anche come un’opportunità per parlare loro dell’importanza della salvaguardia del mare e delle sue risorse naturali. L’innovazione è venuta in modo spontaneo, comportandoci come abbiamo sempre fatto in famiglia, con la filosofia di non gettare mai nulla, di conservare e di puntare sulla qualità. Di rispettare il ritmo delle stagioni e i processi naturali, di avere pazienza e di lavorare in armonia con la natura”, ha concluso Irena Fonda.

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