La raccolta delle olive, che in Istria è già entrata nel vivo, è uno dei momenti più delicati del ciclo di coltivazione dell’olivo, uno dei momenti più preziosi perché dalla raccolta dipende sia la qualità del prodotto che la manutenzione e la cura della pianta, per non sottoporla a eccessivi stress o storpiature della chioma o rovinarne i rami, pregiudicando in questo modo la salute della pianta e la sua produzione negli anni a venire. La tecnica migliore da utilizzare, anche se decisamente dispendiosa sia in termini di tempo che di risorse, è quindi senz’ombra di dubbio la raccolta manuale. Ed è proprio questa la tecnica utilizzata per la raccolta dal vecchio albero d’olivo dell’isola di Brioni Maggiore, i cui oltre 1.600 anni ne fanno la pianta più vecchia dell’Istria e, forse, non soltanto. L’ormai tradizionale raccolta delle olive dalla longeva pianta, quest’anno, si è tenuta ieri alla presenza del direttore del Parco Nazionale delle Isole Brioni, Marno Milotić e dei responsabili dei vari settori e servizi dell’Ente parco. Alla raccolta hanno assistito e partecipato anche diversi visitatori, ai quali è stato spiegato che il vecchio olivo è una delle piante più longeve del Mediterraneo. Stando ad alcune stime, l’olivo dovrebbe avere più di 1.600 anni. A tale proposito, Milotić ha rilevato che il vecchio olivo è molto probabilmente un ibrido ottenuto dall’incrocio di altre specie presenti in passato e ancora oggi sulle isole dell’arcipelago. Specie che molto probabilmente sono state portate sulle isole di Brioni più o meno 2mila anni fa, forse da Creta oppure dalla Siria, dove la coltivazione degli olivi ha avuto inizio ben 5mila anni fa. Soltanto più tardi l’olivicoltura sarebbe stata adottata anche dai Fenici, dai Greci e infine dai Romani.
Nel prosieguo del discorso, ai presenti è stato ricordato che ai tempi dell’antica Roma l’olio d’oliva era considerato un prodotto molto pregiato, che anche dall’Istria e dalle isole Brioni veniva esportato in tutto l’Impero. Che ai tempi di Roma l’olio venisse prodotto anche sulle Brioni è testimoniato dai diversi resti di antichi frantoi riportati alla luce in diversi punti dell’arcipelago. Stando ad alcuni studi e ricerche, sembrerebbe che ai tempi di Roma sulle Brioni ci fossero circa 70mila piante d’olivo. Oggi, gli olivi presenti sulle isole dell’arcipelago sono circa 800 e, a detta degli esperti si tratterebbe degli “antenati” di piante risalenti all’epoca romana. In conclusione, i responsabili del Parco hanno ricordato che poco lontano dal vecchio olivo, una decina d’anni fa, è stato piantato un nuovo oliveto, che fungerà da base genetica da cui attingere negli anni a venire per mantenere inalterato il ricco patrimonio olivicolo delle isole. (mm)

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