Il presidente Zlatko Mateša ha annunciato le proprie dimissioni dalla guida del del Comitato olimpico. La decisione arriva dopo una crescente pressione interna culminata con le dimissioni dei rappresentanti delle federazioni di pallamano, basket, pallanuoto e pallavolo dal Consiglio del Comitato olimpico. Un gesto politico forte, pensato – secondo quanto dichiarato dal vicepresidente della federazione di pallanuoto Perica Bukić – per accelerare un cambiamento nel funzionamento dell’organismo sportivo.
La crisi interna
In un lungo comunicato straordinario diffuso dal Comitato olimpico, Mateša ha spiegato di aver scelto di lasciare l’incarico per consentire che “tutta l’attenzione pubblica e istituzionale” si concentri sull’accertamento delle responsabilità e delle eventuali irregolarità all’interno del sistema sportivo croato. L’ormai ex presidente ha parlato della necessità di ristabilire fiducia, trasparenza e responsabilità nella gestione dello sport nazionale, sottolineando che i cittadini e gli atleti “meritano un sistema in cui le regole valgano allo stesso modo per tutti, senza eccezioni”. Nel testo della lettera di dimissioni, Mateša ha inoltre invocato una revisione approfondita del funzionamento delle federazioni sportive, in particolare di quelle maggiori, indipendentemente dall’entità dei fondi pubblici ricevuti.
Il caso della Federazione sciistica
Le dimissioni arrivano sullo sfondo dell’inchiesta che nelle ultime settimane ha travolto la Federazione sciistica croata (HSS) e il suo ex presidente Vedran Pavlek. L’indagine dell’USKOK, l’ufficio anticorruzione croato, ipotizza un vasto sistema di distrazione di fondi e utilizzo illecito di milioni di euro attraverso contratti fittizi e società estere. Nel suo comunicato, Mateša ha precisato di aver atteso la conclusione di alcuni procedimenti prima di formalizzare le dimissioni. Secondo quanto affermato, le verifiche avrebbero stabilito che i fondi erogati dal Comitato olimpico alla federazione sciistica non sarebbero stati utilizzati illegalmente. Le eventuali irregolarità contestate riguarderebbero invece altre entrate della federazione. Una precisazione che appare anche come un tentativo di separare la posizione del Comitato olimpico dalle accuse che stanno scuotendo il mondo dello sci croato.
«Un atto di responsabilità morale»
Mateša ha definito la propria scelta “un atto di responsabilità morale” nei confronti dello sport croato, degli atleti e dell’opinione pubblica. “Le istituzioni devono essere al di sopra di ogni individuo”, ha scritto nel passaggio conclusivo della dichiarazione.
La sua uscita di scena apre ora interrogativi sul futuro assetto del Comitato olimpico croato e sulle possibili riforme che potrebbero investire l’intero sistema sportivo nazionale, già fortemente sotto pressione dopo le recenti inchieste giudiziarie.
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