L’Assemblea cittadina di Zagabria ha inserito con procedura d’urgenza all’ordine del giorno una delibera che vieta l’uso, negli spazi e nelle strutture della Città di simboli, slogan e messaggi che esaltino o giustifichino l’odio nazionale, razziale o religioso. Tra questi viene esplicitamente indicato il saluto “Za dom spremni” (Per la Patria pronti), associato al regime ustascia del periodo della Seconda guerra mondiale.
Nel testo, presentato dai gruppi di SDP (Partito socialdemocratico) e Možemo, di cui è membro il sindaco Tomislav Tomašević, si richiama la base costituzionale della misura: i valori antifascisti indicati nel preambolo della Costituzione croata, oltre alle pronunce della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui l’uso del saluto non gode della tutela della libertà di espressione quando promuove discriminazione e ostilità verso gruppi etnici e religiosi.
Il contesto: i concerti e il caso Thompson
La misura era stata anticipata dal sindaco Tomašević nelle scorse settimane, dopo che il cantante Marko Perković Thompson aveva richiesto di organizzare un secondo concerto nella capitale, all’Arena di Zagabria, il 28 dicembre.
“Abbiamo annunciato che introdurremo nei contratti della municipalizzata Zagrebački holding il divieto di utilizzare quel saluto incostituzionale negli eventi ospitati in Arena e in altri spazi cittadini. Fino ad allora non verranno stipulati nuovi accordi”, ha dichiarato il sindaco.
L’obiettivo, ha aggiunto Tomašević, è prevenire il ripetersi degli episodi di cori e slogan registrati durante il concerto al parco ippico di Zagabria lo scorso luglio, alla presenza di 500mila fans.
«Risposta a dinamiche recenti»
Nel suo intervento, la consigliera di Možemo, Iva Ivšić, ha richiamato il clima politico e sociale attuale: “Alla luce degli eventi recenti, sia a Zagabria che nel resto del Paese (lea aggressioni ai partecipanti alle Giornate della cultura serba e la sventata aggressione ai karateki serbi a Fiume), riteniamo necessario applicare senza rinvii le misure previste dalla delibera”.
Il provvedimento, se approvato definitivamente, diventerà vincolante per tutte le sedi, sale, impianti sportivi e aree controllate dalla Città o dalle società partecipate.
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