Un venerdì di calcio in Croazia si è trasformato in uno scandalo che ha fatto rapidamente il giro dei media locali e internazionali. Laminie Ba, difensore del Varaždin, è stato vittima di pesanti insulti razzisti durante la partita disputata all’Aldo Drosina di Pola contro l’Istra 1961, vinta dai padroni di casa per 1-0 (gol vittoria di Lončar al 64′).
Il giocatore mauritano ha raccontato lui stesso l’episodio sui social: dagli spalti qualcuno gli avrebbe gridato “banana”, provocando la sua immediata reazione e un acceso confronto verbale con una parte del pubblico. La tensione è stata tale da costringere Ba a fermare il gioco per segnalare la vicenda agli arbitri.
La risposta delle società è arrivata subito e con toni durissimi. L’Istra 1961 ha parlato di “isolato episodio” ma ha ribadito “la politica di tolleranza zero contro ogni forma di razzismo”, precisando che il responsabile è stato immediatamente identificato dalla sicurezza e verrà perseguito secondo la legge. “Lo stadio Aldo Drosina deve rimanere un luogo di rispetto e unità”, ha dichiarato il club.
Dello stesso tenore la nota del Varaždin: “Il nostro calciatore è stato colpito da cori inaccettabili. Il razzismo non ha e non può avere posto nello sport. Siamo al fianco di Laminie Ba e chiediamo reazioni chiare da tutte le istituzioni”.
Durissima anche la condanna da parte della Federazione croata (HNS), che ha promesso la massima collaborazione con le autorità per assicurare il colpevole alla giustizia. “Invitiamo la comunità sportiva a unirsi nella lotta contro ogni forma di discriminazione”, ha dichiarato il massimo organo calcistico del Paese.
Un episodio vergognoso che macchia la vittoria dell’Istra e che ripropone con forza un problema mai del tutto risolto nel calcio europeo: quello del razzismo sugli spalti.
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