Un’aula a cielo aperto: la forestazione urbana diventa lezione di ecologia e comunità

Quattro giovani querce messe a dimora nel circondario delle scuole italiane di Pola

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Un’aula a cielo aperto: la forestazione urbana  diventa lezione di ecologia e comunità
Foto Arletta Fonio Grubiša

Prima di tutto unisciti al raduno nell’atrio scolastico, poi togli il chiavistello del ripostiglio sotto la scalinata, estrai guanti, zappe, rastrelli e innaffiatoi e quindi vai con la gran missione mattutina: erano i primi compiti assegnati a ciascun membro della squadra ingaggiata da due istituzioni formative che, nel loro piccolo, senza esagerazione di sorta hanno deciso di offrire il proprio valido contributo alla “forestazione” urbana di Pola.

Non vi è mai albero di troppo, ed esulare in questa forma dal classico programma di insegnamento quotidiano è sempre un arricchimento per tutti. La Scuola Elementare italiana “Giuseppina Martinuzzi” e la Scuola Media Superiore “Dante Alighieri” hanno ancora una volta dimostrato quanto fruttuosa possa essere la condivisione di una medesima area esterna e quanto ben vengano alimentati i rapporti di buon vicinato, tanto da accrescere quel comune senso di appartenenza a una stessa comunità scolastica che sale di gradino in gradino, anche sul percorso di un’istruzione… green. Mettendo a dimora quattro giovani alberi di quercia forniti dall’ente “Hrvatske šume” – gli scolari e allievi da soli, senza supporto professionale ma comunque previa consultazione di esperti arboricoltori – manco si sono resi conto che l’intervento da loro appena fatto sia proiettato al futuro: quelli che sono oggi alberelli, tra una decina di anni avranno sviluppato chiome già in grado di assorbire molto meglio gli agenti inquinanti e produrre ossigeno.

I loro docenti mentori sanno bene quanto sia fondamentale agire adesso per fornire alle nuove generazioni delle scuole della Comunità Nazionale Italiana condizioni migliori con cui contrastare i cambiamenti climatici in atto per quanto possibile, se non altro nella loro area affacciata ad una delle strade più trafficate di Pola.

Foto Arletta Fonio Grubiša

Vai con l’investimento alberato

Oltre a mettere in pratica l’idea di investire nel verde scolastico-urbano con funzioni ecologico-ambientali e sanitarie, l’opera compiuta, in barba ai nuvoloni grevi di pioggia in arrivo, ha esibito soprattutto il suo aspetto educativo e socializzante, in quanto occasione per incontrarsi tra generazioni diverse e confrontarsi sui temi della tutela ambientale e della transizione ecologica, entro un “clima” di battute ed allegria collettiva. Vigili e presenti da lontano i due dirigenti scolastici Luka Brussich (Martinuzzi) e Debora Radolović (Dante). “Cercate di non sporcarvi le scarpe”: è stato detto ai ragazzi, per quanto illogico, tuttavia i sacchetti nylon indossati sopra le calzature, su precise istruzioni della prof. di chimica e biologia Mira Banković (ecco a voi un modello Balenciaga…), ha dabbene ridotto i livelli d’imbrattatura finale. E dopo aver capito che il prof. di biologia Luka Brussich aveva soltanto scherzato nell’indicare che le buche da scavare avrebbero dovuto essere profonde più di un metro, ecco che il lavoro non si è poi mostrato tanto difficoltoso. Sono bastate una quarantina di centimetri. Chi di qua, chi di là, due tengono fusti e pali, altri due zappano e rastrellano, realizzando in alternanza (quercia-oleandro-quercia-oleandro-quercia…), tutto un nuovo filare davanti al vasto piazzale dell’edificio della Martinuzzi, in direzione di quello della Dante.

Lavorare in natura per la natura

Vi state divertendo? É meglio questo o stare in classe e fare controllo di matematica? Lo chiediamo a Ulika Razzi e a Gabriel Peršić, allievi del liceo scientifico, classe IIIa. “Questo di sicuro!” sbotta la prima. Perché state facendo quest’opera di messa a dimora? “Siamo del liceo scientifico e quindi…” Ah quindi, il prof. Brussich vi ha costretto a piantare alberi, dite la verità… “ Ma, nooo… Piace tanto l’idea a tutti, perché ci rendiamo ben conto che questa è un’iniziativa molto utile per l’ambiente ed è proprio l’ora del laboratorio di biologia. Ho capito dalle foglie che queste sono querce. Spero tanto che attecchiscano e crescano velocemente”. Hai faticato a praticare una buca così grande, con una zappa così piccola?

“Mica tanto – dice Gabriel – Un po’ di attività fisica non fa di certo male. La botanica non è esattamente la mia passione, tuttavia ritengo sia cosa utile lavorare in natura con la natura ed a suo favore. E poi stiamo dando l’esempio a chi è di passaggio da queste parti”.

Foto Arletta Fonio Grubiša

Anche frutta, tigli, catalpe…
Il prof. Brussich invece, spiega che l’iniziativa in comune collaborazione tra Dante e Martinuzzi, fa parte di un progetto ambientale più ampio e di tipo perenne, che è quello di migliorare la qualità della permanenza degli alunni e degli studenti nell’area scolastica. “Negli ultimi due-tre anni abbiamo messo a dimora quasi una cinquantina di piante, alberi da frutto in particolare, nell’area interna del circondario scolastico. Tutto ciò allo scopo di migliorare la biodiversità, la qualità dell’aria, perché sappiamo che le piante nel periodo estivo mitigano la temperatura e che nei mesi di scuola, più caldi possono rendere la zona molto più vivibile. La sistemazione delle aree verdi e dei cortili si rende possibile grazie ad una felice cooperazione instaurata con la serra dell’Istrasijeme, l’impresa comunale Herculanea ed il vivaio Franceschia”. Basterebbe osservare e conteggiare quanto indicatoci: una ventina di alberi da frutto (peri soprattutto, ma anche ciliegi, cachi, meli ecc…) e poi 18 tigli, altre querce, catalpe ecc.ecc.

“Gli alunni – afferma Mira Banković – fanno queste attività sempre molto volentieri. Amano stare all’aperto, e anche un po’ sporcarsi, ogni tanto. Stanno lasciando un’eredità, una propria impronta alle generazioni che verranno e imparando l’importanza del mantenere un ambiente naturale sano. Oggi sono ingaggiati gli allievi delle ottave e della terza del scientifico, però sono tantissimi i frequentatori coinvolti nel progetto allargato”.

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