Turismo croato, primi cinque mesi da record: ora la prova decisiva dell’estate

Oltre 4,5 milioni di visitatori hanno scelto la Croazia nei primi cinque mesi dell’anno. L'Istria, con Rovigno e Parenzo, tra le mete preferite

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Turismo croato, primi cinque mesi da record: ora la prova decisiva dell’estate
Una splendida immagine di Rovigno. Foto Željko Jerneić

La stagione turistica croata entra nel vivo con numeri che confermano la solidità del settore e rafforzano l’ottimismo in vista dei mesi estivi. Nei primi cinque mesi del 2026 il Paese ha registrato una crescita sia degli arrivi sia dei pernottamenti, consolidando la propria posizione tra le destinazioni più richieste del Mediterraneo.

Secondo i dati diffusi dall’Ente Nazionale Croato per il Turismo (HTZ), elaborati attraverso i sistemi eVisitor ed eCrew, da gennaio a fine maggio la Croazia ha accolto 4,5 milioni di visitatori, che hanno generato oltre 14 milioni di pernottamenti. Rispetto allo stesso periodo del 2025, gli arrivi sono aumentati del 5%, mentre i pernottamenti hanno registrato una crescita del 7%.

Si tratta di risultati particolarmente significativi perché arrivano in un contesto internazionale caratterizzato da forti incertezze geopolitiche e da una domanda turistica meno dinamica rispetto agli anni immediatamente successivi alla pandemia.

L’Adriatico traina la crescita

La gran parte del movimento turistico continua a concentrarsi lungo la costa adriatica. Delle oltre 14 milioni di notti registrate nei primi cinque mesi dell’anno, ben 12,2 milioni sono state realizzate nelle destinazioni costiere, con una crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Anche il turismo continentale continua a mostrare segnali positivi, seppur con ritmi più moderati. Le destinazioni dell’entroterra hanno infatti registrato un incremento del 3% dei pernottamenti, confermando la strategia perseguita negli ultimi anni di diversificare l’offerta e ridurre la dipendenza dalla sola stagione balneare.

Per il ministro del Turismo e dello Sport, Tonči Glavina, i dati rappresentano la conferma che le politiche adottate negli ultimi anni stanno producendo effetti concreti. L’obiettivo del governo è infatti quello di rafforzare la pre-stagione e la post-stagione, distribuendo i flussi turistici lungo tutto l’arco dell’anno e riducendo la pressione concentrata nei soli mesi di luglio e agosto.

La sfida dell’estate

Nonostante il buon andamento registrato finora, il settore guarda con attenzione ai prossimi mesi, che rappresentano tradizionalmente il cuore della stagione turistica croata.

Secondo Glavina, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno spinto il governo e gli enti turistici a ricalibrare le campagne promozionali sui mercati internazionali, mettendo in evidenza due elementi considerati decisivi nella scelta delle vacanze: la vicinanza della Croazia ai principali mercati europei e la percezione di sicurezza del Paese.

A questi fattori si aggiunge un altro tema sempre più centrale nelle decisioni dei viaggiatori: il rapporto tra qualità dell’offerta e costo della vacanza.

Negli ultimi mesi diversi operatori del settore hanno infatti sottolineato come l’aumento dei prezzi registrato negli anni scorsi abbia reso necessario un maggiore equilibrio tariffario per mantenere competitività rispetto alle altre destinazioni mediterranee.

Il ministro ha invitato gli operatori a proseguire su una linea di prezzi responsabili, puntando su pacchetti turistici e servizi in grado di soddisfare le aspettative dei visitatori senza compromettere l’appeal della destinazione.

Istria in testa, bene Dalmazia e Quarnero

Dal punto di vista territoriale, l’Istria continua a essere la regione leader del turismo croato. Nei primi cinque mesi dell’anno ha totalizzato 4,1 milioni di pernottamenti, precedendo la Regione spalatino-dalmata con 2,2 milioni e il Quarnero con 2,1 milioni.

Tra le singole destinazioni spiccano Ragusa (Dubrovnik), Zagabria, Rovigno, Spalato, Parenzo e Zara, che si confermano tra le mete più apprezzate dai visitatori stranieri e domestici.

Tedeschi primi, crescono anche gli americani

La Germania si conferma il principale mercato turistico per la Croazia. I visitatori tedeschi hanno generato 2,7 milioni di pernottamenti nei primi cinque mesi dell’anno. Al secondo posto figurano i turisti croati, con 2,5 milioni di pernottamenti, seguiti da sloveni, austriaci, britannici e statunitensi.

Particolarmente interessante il dato relativo agli Stati Uniti, che hanno superato quota 540mila pernottamenti, confermando il crescente interesse del mercato nordamericano verso la Croazia.

Alberghi protagonisti

I dati evidenziano inoltre il ruolo centrale del settore alberghiero. Pur rappresentando soltanto il 15% della capacità ricettiva complessiva del Paese, gli hotel hanno generato il 43% di tutti i pernottamenti. I campeggi, che dispongono del 20% dei posti letto disponibili, hanno registrato il 16% delle presenze. Gli alloggi privati, che costituiscono oltre la metà della capacità ricettiva nazionale, hanno invece prodotto il 23% dei pernottamenti complessivi. Un segnale che conferma come le strutture alberghiere continuino a rappresentare il segmento più performante dell’offerta turistica croata.

Il ponte del Corpus Domini conferma il trend

Indicazioni incoraggianti arrivano anche dai dati relativi al lungo fine settimana del Corpus Domini. Durante il ponte festivo la Croazia ha registrato 378mila arrivi e 1,7 milioni di pernottamenti. I visitatori sono arrivati soprattutto da Germania, Austria, Polonia, Slovenia, Regno Unito, Stati Uniti e dallo stesso mercato interno croato.

Anche in questo caso l’Istria, la Dalmazia e il Quarnero hanno guidato la classifica delle destinazioni più richieste, con Rovigno, Ragusa (Dubrovnik), Parenzo, Spalato e Medolino tra le località più visitate.

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