Nel cuore della stagione turistica, il termometro della fiducia nell’economia croata segna una flessione. È quanto emerge dai dati diffusi ieri dalla Commissione europea, secondo cui a luglio si è registrato un sensibile peggioramento delle aspettative nel settore economico nazionale. Un campanello d’allarme che arriva proprio quando ci si attendeva il massimo della spinta dai flussi turistici, fondamentali per il PIL del Paese.
L’indice del clima economico (ESI – Economic Sentiment Indicator) è sceso a 103,3 punti, 1,2 in meno rispetto al valore rivisto di giugno. È il primo calo da marzo e riguarda in particolare il settore dei servizi, colpito da un inatteso raffreddamento della domanda.
Secondo i risultati del sondaggio, i manager del comparto hanno espresso valutazioni negative sia sull’andamento degli affari negli ultimi tre mesi, sia sulle previsioni per il breve periodo. Il calo dell’indice nel settore è stato marcato: -7,9 punti, un valore che sorprende soprattutto in un contesto stagionale in cui il turismo dovrebbe fare da traino.
La fotografia, tuttavia, non è del tutto negativa. Il commercio al dettaglio mostra un volto decisamente più ottimista. L’indice del settore è salito di ben 8,6 punti, riflettendo un miglioramento dell’attività recente e aspettative di ulteriore crescita, anche in termini di ordini futuri. A beneficiarne potrebbero essere tanto i consumatori quanto le catene di distribuzione.
Segnali positivi arrivano anche dal comparto edilizio, dove il clima di fiducia è aumentato di tre punti. Le imprese segnalano una crescita delle commesse e un miglioramento della visibilità sui prezzi, in un contesto che continua a beneficiare della domanda legata agli investimenti infrastrutturali e residenziali.
L’industria, invece, resta più cauta. Il miglioramento dell’indice è marginale (+0,5 punti), e mentre i manager segnalano una buona performance recente, le prospettive per i prossimi mesi si mostrano più incerte.
I consumatori croati, da parte loro, sembrano aver mantenuto un atteggiamento stabile, con aspettative simili a quelle registrate all’inizio dell’estate.
Un dato interessante riguarda l’occupazione: l’indicatore EEI, che misura le intenzioni di assunzione, ha registrato una decisa crescita (+7,2 punti). Le imprese, insomma, sembrano voler rafforzare gli organici, forse anticipando un autunno più dinamico. A ciò si aggiunge una percezione di minore incertezza rispetto ai mesi precedenti.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.











































