Thompson vietato in Svezia. Plenković contro l’EHF: «Qual è il problema?»

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Thompson vietato in Svezia. Plenković contro l’EHF: «Qual è il problema?»
I tifosi croati a Malmo. Foto: Petter Arvidson/PIXSELL

La decisione della Federazione europea di pallamano (EHF) di vietare la diffusione della canzone “Ako ne znaš što je bilo” di Marko Perković Thompson durante il Campionato europeo di pallamano ha scatenato un acceso dibattito politico e sportivo in Croazia. Una scelta che ha trovato la netta opposizione dei vertici istituzionali, dal governo al Parlamento, fino al ministero dello Sport.

Il primo a intervenire è stato il premier Andrej Plenković, che ha dichiarato di non comprendere le ragioni del divieto. A suo giudizio, “si tratta di una canzone popolare, molto amata dai giocatori, capace di motivarli e di rafforzare il senso di appartenenza nazionale”.

“Che cosa dovrebbero ascoltare, se non canzoni che li spingono a difendere i colori del loro Paese?”, ha detto Plenković, sottolineando come il brano abbia spesso accompagnato e sostenuto la nazionale croata. Il primo ministro ha escluso problemi legati al contenuto del testo, ma non ha nascosto il sospetto che dietro la decisione dell’EHF possa esserci una dinamica politica o “di corridoio”. “Noi siamo contrari a qualsiasi divieto”, ha aggiunto, auspicando che la canzone venga nuovamente suonata, soprattutto per i giocatori. “Di certo – ha concluso – non è stata segnalata da qualcuno che ama l’autore e la Croazia”.

Jandroković: «La canteremo ancora più forte»

Sulla stessa linea il presidente del Parlamento, Gordan Jandroković, che ha commentato la vicenda affermando che la decisione dell’EHF non cambierà l’atteggiamento dei croati. Anzi, secondo lui avrà l’effetto opposto.

“Per noi è una delle più belle canzoni patriottiche e continueremo a cantarla ancora più forte. Per farlo, però, servono le vittorie”, ha detto Jandroković prima della riunione della presidenza e del comitato nazionale dell’HDZ. Ha riconosciuto che la Federazione europea ha le proprie regole, ma ha ribadito che, dal punto di vista croato, il brano è un vero e proprio inno non ufficiale della nazionale di pallamano. Quanto a una possibile motivazione politica della scelta, Jandroković ha detto di non saperlo, ma ha liquidato la questione come secondaria. Per lui, la priorità resta il campo.

Glavina: «Ci opponiamo a qualsiasi divieto»

A intervenire è stato anche il ministro del Turismo e dello Sport, Tonči Glavina, che ha confermato di essere in contatto con il presidente della Federazione croata di pallamano. Secondo quanto riferito, la Federazione nazionale non avrebbe ricevuto alcuna comunicazione ufficiale su un eventuale divieto.

“Ci opponiamo a qualsiasi divieto”, ha dichiarato Glavina, definendo “del tutto inaccettabile” l’idea di vietare una canzone che rappresenta una sorta di inno informale per l’attuale generazione di pallamanisti croati. Il ministro ha ricordato come il brano sia stato cantato senza problemi nelle arene durante grandi competizioni internazionali, incluso il Mondiale dello scorso anno organizzato dalla Federazione mondiale, sia a Zagabria sia in Norvegia.

Il sospetto di una mossa non casuale

Glavina ha aggiunto che, se qualcuno avesse avuto dubbi su quella che ha definito “una bellissima canzone patriottica amata da tutti”, avrebbe potuto rivolgersi direttamente alla Croazia o contattare gli autori del brano, il paroliere Nenad Ninčević e lo stesso Thompson.

Il ministro non ha escluso che la vicenda non sia casuale, considerando l’importanza della partita imminente, e ha invitato i cittadini a sostenere la nazionale.

Alla domanda se si possa parlare di sabotaggio, Glavina ha risposto che è possibile che qualcuno tenti di distogliere l’attenzione e la concentrazione dei giocatori, della federazione e dell’opinione pubblica da una sfida cruciale. “Ma non lo permetteremo”, ha assicurato.

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