Che gli arbitri possano sbagliare è una considerazione sacrosanta, ma il più delle volte anche un pretesto per fuggire dalla responsabilità di affrontare un problema concreto e celare errori macroscopici. O semplicemente per nascondere l’incapacità, o peggio ancora la cosiddetta sudditanza psicologica di chi dovrebbe essere imparziale e non lo è. Sviste che incidono spesso e volentieri in maniera determinante sulla dinamica di una partita e soprattutto sugli umori dei protagonisti in campo, dei tifosi e dell’opinione pubblica, con annesse tutte le code polemiche e i veleni nei giorni a seguire.
“L’arbitro bravo deve essere quello che capisce che tipo di partita ha di fronte. Un arbitro che non fischia quando le due squadre hanno tanti contatti, sta sbagliando”, ha detto recentemente Gianluca Rocchi, designatore arbitrale della Serie A e della Serie B, commentando alcuni importanti episodi che hanno visto protagonisti gli arbitri nelle prime giornate di Serie A. Scopriremo oggi cosa avrà da dire in merito il francese Bertrand Layec, a capo della Commissione arbitraledell’HNS, a proposito della direzione di Igor Pajač nel derby tra Dinamo e Rijeka. Il direttore di gara di Sveti Ivan Zelina ne ha combinate di tutti i colori al Maksimir prendendo una serie di decisioni inspiegabili esclusivamente ai danni della squadra fiumana. Un rigore non concesso (fallo di McKenna su Čop, intenzionale o no non conta proprio…), un recupero che più breve non si può (quattro minuti) e una gestione della partita approssimativa potrebbero anche venir interpretati come una giornata storta, una di quelle che ogni tanto capitano perché, come detto, anche gli arbitri possono sbagliare. Il clamoroso episodio è accaduto a poco più di dieci minuti dal fischio finale, e qui torna in mente la celebre frase attribuita a Giulio Andreotti, celebre per la sua ironia, che dice: “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. L’episodio incriminato è quello della mancata espulsione (doppia ammonizione o rosso diretto non c’entra…) di Josip Mišić, ex giocatore del Rijeka e oggi capitano della Dinamo, colto da un inspiegabile raptus di follia: prima il fallaccio su Fruk, poi la manata in faccia a Lasickas e, non “contento”, anche a Majstorović. I due fiumani chiedevano spiegazioni del perché di tanta irruenza, per non dire cattiveria, nei confronti del gioiello del Rijeka. Forse perché il risultato era di 1-1… Il teatrino dell’assurdo si è consumato davanti agli occhi dell’arbitro, che ha ritenuto opportuno soltanto ammonire Mišić (mi raccomando, non farlo più…), ma pure Lasickas e Zlomislić. Certo, ha sbagliato eccome anche la sala VAR, che nella migliore delle ipotesi si è voltata dall’altra parte…
Dispiace, perché Igor Pajač è considerato tra i migliori, se non il migliore arbitro croato. Nell’ultima finestra di Champions League ha diretto anche il match tra Athletic Bilbao e Qarabag a dieci anni dall’ultima “presenza” europea del fiumano Ivan Bebek.
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