Il numero delle vittime degli incidenti stradali in Croazia continua a crescere. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nei primi nove mesi del 2025 sono morte 213 persone, 28 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. I motivi principali restano invariati: eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, mancato uso delle cinture di sicurezza e distrazione causata dai telefoni cellulari.
Solo nell’ultima settimana, sei vite si sono spezzate sulle strade del Paese: quattro cittadini maltesi hanno perso la vita in un tragico incidente vicino a Segna (Senj), mentre sull’isola di Veglia (Krk) sono morti due giovani, una ragazza di 21 anni e un ragazzo di 24.
Oltre 660 mila infrazioni in nove mesi
Da inizio anno la polizia ha registrato circa 660mila violazioni del Codice della strada. “Aumenteremo le sanzioni per eccesso di velocità, mancato uso della cintura, uso del cellulare alla guida e trasporto non conforme dei bambini. Sono infrazioni chiave per la sicurezza stradale”, ha annunciato Josip Mataija, capo del Servizio per la sicurezza del traffico del Dipartimento di polizia, come riportato dalla televisione pubblica HRT.
Le nuove misure riguarderanno anche i genitori che permettono ai figli di utilizzare veicoli o monopattini in modo non consentito. “È inaccettabile che genitori comprino monopattini a bambini sotto i 14 anni, che per legge non possono guidarli. Introdurremo multe anche per il mancato uso del casco”, ha aggiunto Mataija.
Gli esperti: «Le multe non bastano»
Gli esperti di traffico sostengono che la sola repressione non è sufficiente. Serve una strategia di educazione e prevenzione, ma anche un sistema giudiziario più attivo. “Si interviene con la detenzione solo dopo che qualcuno è morto, ma a quel punto è troppo tardi: due o più famiglie sono già distrutte. Serve agire in anticipo, attraverso la giustizia, la fiscalità e il sistema assicurativo”, ha spiegato Marko Ševrović della Facoltà di Trasporti di Zagabria.
Il pilota automobilistico Juraj Šebalj ha invece richiamato l’attenzione sulle carenze tecniche delle infrastrutture: “I pali lungo le strade non dovrebbero essere rigidi; in caso d’impatto dovrebbero cedere, come accade in Inghilterra. Lo stesso vale per l’asfalto, che da noi non è sempre di qualità sufficiente per garantire sicurezza”.
Motociclisti tra le vittime più numerose
Cresce anche la quota di motociclisti nelle statistiche degli incidenti mortali. Gli esperti chiedono standard di sicurezza più elevati almeno sulle strade più trafficate e pericolose. “Non possiamo permetterci infrastrutture di massimo livello ovunque, ma sulle arterie più rischiose è indispensabile”, ha ribadito Ševrović.
Tutti concordano su un punto: solo una combinazione di misure repressive, infrastrutture migliori, educazione e responsabilità individuale può ridurre il numero delle vittime. “Senza prudenza al volante e rispetto delle regole – avvertono gli esperti – sulle strade croate continueremo a contare vite spezzate”.
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