Smart working in Croazia: modifiche alla legge appena nel 2022

Foto: IPA/PIXSELL

“Forse sarà uno dei pochi se non l’unico effetto positivo dell’emergenza sanitaria. Credo che anche dopo che la pandemia sarà passata una parte dei dipendenti continuerà a lavorare da remoto”. Lo ha dichiarato il ministro del Lavoro e del Sistema previdenziale, Josip Aladrović. Perciò, il governo ha deciso di “avviare un procedimento che porterà a delle sostanziali modifiche e integrazioni alla Legge sul lavoro, le cui nuove disposizioni regoleranno anche questo tipo di lavoro”. A detta del ministro, queste modifiche e integrazioni potrebbero entrare in vigore nel 2022, anche se “già ora creiamo dei gruppi di lavoro che si occuperanno della questione”. “La speranza è di armonizzare questa parte della legge con le migliori prassi europee, permettendo all’economia croata di essere concorrenziale sul mercato del lavoro, che è anche l’obiettivo principale delle modifiche e integrazioni”, ha ribadito Aladrović.
Secondo il ministro del Lavoro e del Sistema previdenziale, la nuova Legge sul lavoro “non comporterà una diminuzione degli stipendi”. Anzi, “sono più che sicuro che i salari cresceranno”. Uno dei più grandi effetti dello smart working è quello inerente alla valorizzazione dei costi che si verificano nel lavoro da casa o in un’altra sede distaccata. “In collaborazione con i Sindacati, siamo propensi che una parte di queste spese, come riscaldamento o connessione Internet, sia pagato attraverso la parte non imponibile dello stipendio”.

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