Schengen. Compatti gli eurodeputati croati

Lettera congiunta inviata alla Commissione UE per invitarla a dare il via libera tecnico a Zagabria e a non cedere alle pressioni slovene

Fino a quando i controlli ai valichi di confine croato-sloveni? Foto Zeljko Lukunic/PIXSELL

Gli europarlamentari croati hanno fatto fronte comune a Bruxelles a difesa delle aspirazioni di Zagabria di aderire al regime di Schengen. Biljana Borzan, Valter Flego, Mislav Kolakušić, Predrag Fred Matić, Tonino Picula, Karlo Ressler, Ivan Vilibor Sinčić, Tomislav Sokol, Dubravka Šuica, Ruža Tomašić e Željana Zovko hanno inviato una lettera congiunta alla Commissione europea, invitandola a confermare oggi il via libera tecnico alla Croazia per l’ingresso nella zona senza confini e a “opporsi alla politicizzazione della questione da parte degli eurodeputati sloveni”.
Come noto, una lettera congiunta di tono ben diverso è stata giorni fa inoltrata all’Esecutivo comunitario da sei dei nove europarlamentari eletti in Slovenia, ovvero Ljudmila Novak, Franc Bogovič, Irena Joveva, Klemen Grošelj, Tanja Fajon e Milan Brglez, tutti facenti capo ai partiti vicini al premier Marjan Šarec. La missiva non è stata sottoscritta unicamente dagli eurodeputato del Partito democratico sloveno di Janez Janša.
I parlamentari in linea con il governo di Lubiana hanno chiesto alla Commissione uscente guidata da Jean-Claude Juncker di non concedere oggi alla Croazia l’assenso tecnico sull’adesione al sistema di Schengen e a rimettere la decisione nelle mani del futuro Esecutivo che sarà presieduto da Ursula von de Leyen. Ovviamente a spingere la politica slovena ad assumere questa posizione è il contenzioso confinario, ovvero la mancata accettazione da parte di Zagabria della sentenza del Tribunale d’arbitrato.
La Croazia, come è noto, considera irrimediabilmente compromesso il processo d’arbitrato a causa del comportamento sloveno.
Nella loro missiva gli europarlamentari croati sottolineano compatti che Zagabria ha ottemperato a tutte le condizioni tecniche per l’ingresso nell’area di Schengen e affermano che un eventuale rinvio dovuto a motivazioni o pressioni politiche oppure a tesi non provate sul presunto inadeguato livello di preparazione della Croazia non farebbe altro che minare la credibilità della Commissione e la fiducia dei cittadini nell’Unione europea.

Facebook Commenti