San Canziano, riconosciuto il valore storico del cimitero

Il decreto di tutela accolto unanimamente al Consiglio comunale

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San Canziano, riconosciuto il valore storico del cimitero
La parte antica del cimitero di San Canziano (foto: AIA)

CAPODISTRIA

I consiglieri comunali hanno approvato all’unanimità una modifica normativa che rafforza la tutela del cimitero di San Canziano, riconoscendone ufficialmente il valore storico, culturale e identitario. Il provvedimento segna un passaggio importante nella salvaguardia di uno dei luoghi della memoria più significativi del territorio, che ha oltre 200 anni di storia. Con l’integrazione al decreto sui beni di interesse culturale, il cimitero di San Canziano viene ora classificato come monumento di interesse locale. La decisione mira a garantire una protezione più solida del complesso, preservandone le caratteristiche architettoniche, artistiche e storiche. Secondo quanto emerso durante la seduta consiliare di giovedì sera, il sito rappresenta un punto di riferimento per la storia cittadina e per la presenza della Comunità italiana nell’area. Il nuovo status comporterà maggiore attenzione nella pianificazione degli interventi di manutenzione e restauro. L’Amministrazione comunale ha sottolineato che il provvedimento non ha soltanto valore formale, ma risponde all’esigenza di tutelare la memoria collettiva. Nel cimitero, infatti, sono custodite testimonianze di diverse epoche storiche e il ricordo di personalità che hanno segnato la vita civile e culturale della città.

Uno dei monumenti funebri più importanti a San Canziano (Foto: AIA)
Uno dei monumenti funebri più importanti a San Canziano (Foto: AIA)

La protezione normativa, inoltre, dovrebbe favorire future iniziative di valorizzazione come ad esempio percorsi storico-culturali, attività didattiche e progetti di recupero conservativo. Tra gli obiettivi indicati figura anche la volontà di candidare il camposanto di Capodistria all’Associazione dei cimiteri significativi in Europa, rete che riunisce siti funerari di particolare rilevanza storica e artistica e di cui fa parte anche quello di Pirano. Un eventuale ingresso consentirebbe maggiore visibilità internazionale e opportunità di cooperazione culturale. Il nuovo riconoscimento si inserisce nel sistema locale che disciplina i servizi funerari e cimiteriali, già considerati servizio pubblico essenziale. Il decreto comunale regola la pianificazione degli spazi, la manutenzione delle strutture, nonché concessioni e gestione del catasto cimiteriale. Dopo un lungo lavoro che ha coinvolto anche la CAN comunale, rappresentata dalla presidente Roberta Vincoletto, le tombe della parte antica di San Canziano sono state suddivise in tre fasce. Della prima, comprendente circa 400 siti, fanno parte i sepolcri dove saranno vietate ulteriori inumazioni, fatta eccezione per gli eredi delle famiglie proprietarie.

Una delle pregevoli sculture su una tomba (Foto: AIA)
Una delle pregevoli sculture su una tomba (Foto: AIA)

Dopo la loro scomparsa le tombe diventeranno monumento locale e quindi non potranno più essere cedute ad altri locatari. Ciò sarà possibile per un gruppo di altre tombe antiche, che però dovranno mantenere la stessa sistemazione e i riferimenti a chi vi ha trovato riposo. I monumenti funerari della terza fascia considerati in stato di grave abbandono, saranno spostati nel lapidario e i luoghi di sepoltura affittati a nuovi interessati. Comprensibile soddisfazione in seno alla Comunità Nazionale Italiana, espressa dal vicesindaco Mario Steffè e dalla consigliera Roberta Vincoletto. L’approvazione unanime del decreto rappresenta un segnale politico e culturale forte: il cimitero di San Canziano viene riconosciuto come patrimonio storico della comunità intera. Nei prossimi mesi l’attenzione si concentrerà sull’attuazione concreta delle misure di tutela e sui possibili progetti di valorizzazione del sito. La CNI continuerà ad insistere affinché il massimo grado di tutela sia esteso anche ai cimiteri dell’entroterra che, pur essendo piccoli, rappresentano una chiara testimonianza della permanenza sul territorio della componente italiana.

Consiglieri comunali in seduta (Foto: Comune Città di Capodistria)
Consiglieri comunali in seduta (Foto: Comune Città di Capodistria)

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