L’Unione Italiana si deve confrontare ancora una volta con l’inadeguatezza dei propri atti, per alcuni aspetti lacunosi per altri troppi rigidi. In questo caso, a penalizzare i lavori è stata sì la scarsa partecipazione da parte dei consiglieri, ma anche l’assenza di meccanismi che consentano a chi è presente di essere operativo. Questa sera, venerdì 12 dicembre la riunione dell’Assemblea UI è stata aggiornata alla prossima settimana per mancanza di quorum. Si giocava sul filo del rasoio: bastava che a Palazzo Manzioli di Isola giungesse ancora uno solo (arrivando a quota 37), purtroppo ciò non è avvenuto nell’ambito della pausa di 30 minuti che il presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin, si era dato per ovviare all’impasse. Capita anche ad altre istituzioni che ci siano la prima e la seconda convocazione, ma quanto avvenuto ieri sera “è un monito”, ha concluso Demarin.
Oltre a cercare di capire le motivazioni dell’apparente disinteresse di chi è stato eletto a portare avanti un determinato impegno che si è preso – in sala non ci sono mai stati tutti i 75 consiglieri UI, ma ci sono alcuni che ultimamente disertano proprio l’aula – sarà quindi opportuno aggiornare i regolamenti interni, ossia trovare il sistema che chi viene alle riunioni, con grande responsabilità, possa poi anche decidere sulle questioni che interessano la Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia. Robi Štule, alla guida della Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi” di Isola, si è detto molto triste e ha ribadito che l’Assemblea è la sede in cui tutte le persone possono intervenire, il luogo in cui si discute delle questioni e degli interessi che riguardano la CNI, dei problemi che l’assillano. “Se c’è la volontà, troveremo le soluzioni”, ha affermato. Saluti e grandi auspici anche da parte del presidente dell’altra CI isolana, la “Dante Alighieri”, Michele Fatigato.
La CI di Lesina
La lontananza e il fatto di non essere ancora formalmente membro associato all’UI non hanno impedito alla presidente della Comunità degli Italiani “Gianfrancesco Biondi” di Lesina, Alessandra Tudor, di raggiungere Isola e testimoniare la volontà del suo sodalizio di unirsi alla massima associazione rappresentativa della CNI di queste terre. “La nostra Comunità esiste dal 2006 e fin dagli inizi, quando a guidarla era il nostro stimato presidente onorario Sime Fio, si parlava di una possibile entrata nell’Unione Italiana. Il fatto di essere in pochi associati, specialmente i primi tempi, e di essere geograficamente isolate, ci ha sicuramente ostacolato nel nostro intento, ma contiamo di essere a un passo fisicamente anche noi dal poter dire di essere alla pari con tutte le altre Comunità degli Italiani in Croazia”, ha concluso Alessandra Tudor. All’ordine del giorno, l’ingresso nella famiglia UI tanto della CI di Lesina quanto della “nuova” CI di Zara, intestata a Girolamo Luxardo.
La vicepresidente della Regione istriana in quota CNI, Jessica Acquavita, si è appellata alla necessità di ritrovare il senso di comunità, come connazionali, come parte dell’UI e di altre sue istituzioni, superando le tensioni interne per concentrarsi sugli interessi veri e reali dei connazionali. Ai presenti si è rivolto pure il presidente dell’Università Popolare di Trieste, Edvino Jerian, a Palazzo Manzioni insieme con il segretario generale dell’ente, Fabrizio Somma. Jerian si è richiamato alle celebrazioni del sessantesimo della collaborazione tra la CNI e l’UPT, ha parlato del trovarsi assieme, come una famiglia, perché “dobbiamo darci tutti una mano”. “Aiutateci a capire come possiamo essere utili, come possiamo essere più vicini a voi”, ha detto, ricordando che l’ente è qui per sostenere la cultura italiana.
Alla fine, non è rimasto altro che sciogliere la riunione, ai sensi dell’articolo 58 del Regolamento di procedura, e guardare con fiducia alla prossima settimana. Rimane tanto disappunto e anche amarezza. Ci sono degli obblighi precisi che i consiglieri devono rispettare, c’è da licenziare la manovra 2026 (il titolo completo del testo recita: “Programma di lavoro e Piano finanziario dell’Unione Italiana per il 2026 – Programmazione delle attività, delle iniziative e degli interventi da finanziarsi con i mezzi della Legge 73/01, con i mezzi della Regione FVG, con i mezzi del Piano permanente, con i mezzi del Consiglio delle Minoranze Nazionali e dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e per i diritti delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, con i mezzi della Regione Istriana, con i mezzi dell’Ufficio per le minoranze della Repubblica di Slovenia e con Entrate proprie e altre entrate a favore della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e Slovenia per il 2026”) e ciò va fatto nei termini previsti dalla legge (entro il 31 dicembre dell’anno corrente). Stasera si doveva anche affrontare il nodo UI di Capodistria.


















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