Dopo più di sessant’anni, il calabrone orientale (“Vespa orientalis”), specie autoctona della regione mediterranea, è tornato a farsi vedere in Croazia. Il Ministero della Transizione verde e della Tutela ambientale ha confermato che negli ultimi mesi sono stati registrati nuovi avvistamenti ain Dalmazia e in Istria, nei pressi di Cittanova.
Secondo gli esperti, la specie non era stata osservata regolarmente nel Paese dal 1963. I primi ritrovamenti documentati risalgono addirittura al 1897, mentre gli avvistamenti più recenti, prima di quest’anno, erano stati segnalati solo nel 2010 sull’isola di Veglia (Krk).
Un ritorno naturale, non un’invasione
Il Ministero precisa che non si tratta di una specie invasiva, ma di un ritorno di una popolazione locale che vive ai margini del proprio areale naturale. La costa croata rappresenta infatti il limite settentrionale della distribuzione della “Vespa orientalis”, la cui presenza si estende dall’India e dal Nepal fino all’Algeria, alla Sicilia e al sud dei Balcani.
“Come gli altri calabroni, anche l’orientale ha un’importante funzione ecologica”, spiega il Ministero. “Si nutre di altri insetti, spesso parassiti agricoli, contribuendo così all’equilibrio naturale dell’ecosistema”.
Nonostante il riscaldamento globale abbia innalzato le temperature del Mediterraneo, al momento non ci sono prove scientifiche che colleghino direttamente il ritorno del calabrone orientale ai cambiamenti climatici.
La “Vespa orientalis” ha dimensioni simili al più diffuso calabrone europeo (“Vespa crabro”), ma si distingue facilmente per la colorazione. Il suo addome è prevalentemente marrone con pochi anelli gialli e un caratteristico apice arancione, preceduto da una fascia scura. Il calabrone europeo, invece, presenta un addome giallo con una macchia nera alla base.
Entrambe le specie si distinguono nettamente dal calabrone asiatico (“Vespa velutina”), invasivo e molto più scuro, con zampe giallo chiaro e corpo quasi interamente nero.
Il Ministero invita i cittadini a segnalare la presenza del calabrone orientale e di altre specie autoctone tramite l’applicazione “iNaturalist”, che alimenta automaticamente i dati del “BioAtlas”, l’Atlante della biodiversità croata.
Le specie invasive, invece, come il calabrone asiatico, possono essere segnalate attraverso l’app “Specie invasive in Croazia”, disponibile per tutti i cittadini.
“Il ritorno del calabrone orientale non deve spaventare – conclude il Ministero – ma ricordarci quanto sia importante osservare e comprendere la biodiversità che ci circonda”.
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