Rijeka attento. Osijek con Bjelica in cerca di riscatto

Alle 17 al Gradski vrt la squadra di Rožman in campo con gli slavoni guidati dal nuovo tecnico. Ci sono conti in sospeso

Una fase di Rijeka-Osijek nella semifinale di Coppa vinta dai fiumani per 3-2

FIUME
La quarta giornata del campionato di Prima Lega offre oggi due scontri di vertice dopo la sosta per gli impegni delle nazionali nella Nations League. Al Poljud dalle 19.05 giocano Hajduk e Dinamo, mentre al Gradski vrt il Rijeka è ospite dell’Osijek. I fiumani hanno conquistato 6 punti in tre gare, perdendo in casa della Lokomotiva e aggiudicandosi le partite interne contro Šibenik e Istra 1961, ma senza incantare. Dall’altra parte l’Osijek si presenta all’appuntamento con un solo punto, quello del primo turno in casa con lo Slaven Belupo. Gli slavoni, però, le due sconfitte le hanno rimediate contro Hajduk e Dinamo.
Il tecnico del Rijeka, Simon Rožman, durante la pausa in campionato ha avuto gli uomini contati preparandosi per la difficile sfida a Osijek in quanto molti giocatori della rosa sono stati impegnati con le rispettive nazionali. Tutti sono tornati a casa in buone condizioni di salute. Nell’organico fiumano manca Tibor Halilović che a causa della lesione al ginocchio resterà fuori per almeno due mesi. Dopo il lockdown Halilović è stato probabilmente il miglior giocatore nelle file del Rijeka, con gol, assist e molta sostanza sia in copertura che in fase di impostazione delle iniziative offensive. Meno grave è l’infortunio dell’attaccante centroafricano Sterling Yatéké, che durante la sosta è stato sottoposto a un intervento in artroscopia. Ne avrà, comunque, per qualche settimana.

Nenad Bjelica e Simon Rožman in una foto d’archivio

In Slavonia è sempre dura
“Ultimamente, lì abbiamo raccolto poco”, ricorda l’allenatore Rožman, che poco dopo il suo arrivo a Fiume aveva dovuto digerire una brutta sconfitta per 3-2. Dopo la vittoria interna, poco prima dell’interruzione di tutte le competizioni, il 22 febbraio, i fiumani erano riusciti a vincere per 1-0. All’inizio di luglio, ma senza pubblico, gli slavoni si erano imposti pure per 1-0. In precedenza la squadra di Rožman aveva battuto a fine maggio nella semifinale di Coppa l’Osijek a Rujevica, tra tante polemiche che hanno alimentato e continuano a farlo una grande rivalità. “Devo sottolineare che negli ultimi dieci giorni abbiamo lavorato in condizioni tutt’altro che ideali. Niente spogliatoio e obbligo dei test per il coronavirus. I ragazzi che si sono allenati in questo periodo, otto in tutto, si sono impegnati a fondo. Tra quelli che si sono aggregati dopo gli impegni con le nazionali ce ne sono alcuni che hanno giocato due partite per tutti i novanta minuti e altri che non sono nemmeno scesi in campo. Il quadro, quindi, è piuttosto variopinto. Non c’è molto tempo per prepararci. Naturalmente, non andiamo a Osijek con la bandiera bianca perché l’atmosfera è buona con gli ultimi arrivati che si stanno inserendo molto bene. Ci sono molti interrogativi ala vigilia di questa partita, che ci vedrà impegnati contro una squadra che ha appena cambiato allenatore. Questo ci priva sicuramente di qualche punto di riferimento”.

Un tecnico con il dente avvelenato
Se quelli dell’Osijek ce la possono avere con i fiumani per l’eliminazione, da loro contestata, in Coppa Croazia, anche il loro tecnico Nenad Bjelica, appena arrivato, ha dei buoni motivi per vincere contro il Rijeka. Lo scorso anno nella finale di Coppa a Pola la Dinamo allenata da Bjelica era la squadra favorita, ma furono i fiumani a spuntarla. Quest’anno, la Dinamo sotto la guida di Bjelica, è stata eliminata in Coppa dal Rijeka nei quarti. Di lì a poco sarebbe iniziata l’emergenza sanitaria, l’interruzione delle competizioni e il divorzio tra l’allenatore e la Dinamo, non a causa dei risultati, ma per i mancati accordi sulle retribuzioni nel periodo di crisi sanitaria. “Non sappiamo in che modo giocherà l’Osijek per cui dobbiamo concentrarci su noi stessi e sapere come vogliamo giocare noi. Ci troviamo davanti un mese in cui dovremo saperci esprimere al massimo. Adesso dobbiamo decidere chi far scendere in campo, ma con la consapevolezza che anche gli esclusi sono pronti a mettercela tutta quando arriverà il loro turno. Con il cambio dell’allenatore i giocatori dell’Osijek avranno una nuova spinta, una grande volontà per presentarsi in buona luce. È inutile sottolineare che l’Osijek dispone di una rosa composta da ottimi elementi. Anche noi sentiamo il bisogno di riscattarci”, annuncia Rožman, riferendosi a quel 3-2 a cui abbiamo accennato, maturato dopo un primo tempo straordinario concluso in vantaggio per 2-0 e una seconda frazione molto diversa.

Come ad agosto
Siamo a metà settembre, ma oggi alle 17 al Gradski vrt sarà come giocare a metà agosto. “Una volta ancora, la quarta consecutiva, ci tocca giocare in questa fascia oraria – si lamenta un po’ Rožman –, ma ci faremo trovare pronti. Dobbiamo esserlo soprattutto con la testa. Ci attende un periodo di sfide cruciali, quelle che, tra l’altro, non vediamo l’ora di poter affrontare”. Quella del 24 settembre a Rujevica, nel terzo preliminare di Europa League, è una di queste.

Facebook Commenti