Martinuzzi. Zaini, sorrisi e nuove amicizie: il primo giorno di scuola
Ci sono giorni che restano impressi nella memoria, e il primo giorno di scuola è sicuramente uno di questi. Per i bambini che oggi sono entrati per la prima volta in classe, ogni cosa è una scoperta: il nuovo zaino, i compagni, la maestra, quell’aula che presto diventerà familiare. Un piccolo passo per loro, ma un’emozione grandissima per tutta la famiglia.
Così è stato per i bambini delle classi IA e IB della Scuola Elementare Italiana Giuseppina Martinuzzi di Pola: c’è chi ha affrontato il primo ingresso a scuola con il sorriso e grande coraggio, chi ha preferito stringere forte la mano di mamma e papà e chi, ancora un po’ timido, ha osservato tutto con curiosità. Emozioni diverse, ma lo stesso importante primo passo. A ricevere i piccoli alunni, insieme al direttore Luka Brussich, le loro capoclassi Barbara Jurman e Barbara Markulinčić, pronte ad accompagnarli in questa nuova avventura tra i banchi. A rendere ancora più speciale il primo giorno è stato anche il momento musicale affidato agli alunni delle classi quinte, protagonisti di uno spettacolo corale e flautistico preparato insieme all’insegnante di musica Samantha Rocco-Popović.
Sono 37 in tutto i nuovi alunni della Martinuzzi: 19 nella classe IA, affidata a Barbara Jurman, e 18 nella classe IB, con capoclasse Barbara Markulinčić. Nella IA ci sono Adin Alunović, Renata Bursaća, Ida Cergnul, Ivano Demarin, Gloria Dobran, Enea Fiorido, Timia Frančula, Sven Franjul, Ariel Giudici, Julija Jurkić, Adriana Kuzmanović, Zoe Marović, Lael Pia Miš, Kaia Moscarda, Marul Palaversić, Una Schiptter, Noemi Schira Rapić, Ivan Sekušak e Sofia Terzija; nella IB Sofia Androšić, Lena Đurković, Mia Ferjančić, Noemi Fuštić, Mateo Kvastek, Nigel Lopez, Mia Macuk, Eva Maksimović, Marin Maksimović, Sofia Okmažić, Amelie Pacheco-Vinković, Nereo Pamić, Melissa Perković, Nina Pikot, Perun Prica, Mark Turk, Caterina Uliana e Veronika Versa Kordić.
Ma cosa ne pensano genitori e alunni di questo primo giorno? Gioconda Milotti, mamma di Adriana, racconta così la scelta della Martinuzzi: “Ho scelto questa scuola per vari motivi. Innanzitutto per tradizione, perché io, come la maggior parte dei genitori che vedo qui, frequentavo questa scuola da bambina. Siamo, direi, una famiglia. Poi per la lingua, essendo l’italiano la nostra lingua madre, ma anche per tante altre ragioni: ad esempio, il fatto che sia un ambiente più piccolo, dove i bambini crescono in un contesto familiare. E poi il bilinguismo e il multiculturalismo, che ritengo particolarmente importanti nella società di oggi”. E guardando ai prossimi otto anni, le aspettative sono soprattutto quelle di una crescita serena: “Mi aspetto che crescano spensierati, con tanti bei ricordi, proprio come li abbiamo noi, ma anche che diventino bambini responsabili, sensibili e attenti alla società e ai loro compagni”.
A raccontare le prime impressioni sono anche le nuove alunne. “Mi chiamo Ariel, della IA. Per il primo giorno di scuola mi sento bene. Ho imparato che saremo felici e che l’insegnante ci aspetterà davanti alla scuola. Abbiamo già dei libri che mi piacciono”. Anche Adriana, compagna di classe, affronta l’inizio con entusiasmo: “Sono felice e più di tutto mi piace disegnare. Ho fatto tante amicizie. Ho anch’io sfogliato i libri e mi piacciono perché sono tutti belli e colorati”.
Positivo il bilancio del primo giorno anche per il direttore Luka Brussich: “È andata molto bene. C’era una grandissima emozione nell’aria: erano emozionati i neoalunni, i genitori e i parenti, ma anche tutti noi, io come direttore, le due capoclassi e le collaboratrici professionali. Il primo giorno di scuola, in pratica, non si scorda mai”. Un momento fondamentale, sottolinea Brussich: “È un giorno importante perché qui gli alunni iniziano un percorso che durerà otto anni. In questa scuola riceveranno una formazione di base, ma creeranno anche amicizie che potranno durare per tutta la vita. Siamo quindi contenti che sia andato tutto molto bene e nel verso giusto”. A rendere particolarmente soddisfatta la scuola è anche il numero dei nuovi iscritti: “I 37 alunni sono un numero che ci fa molto contenti, un aumento considerevole rispetto agli altri anni. Qui vengono messi a frutto il lavoro degli insegnanti e gli investimenti dell’Unione Italiana. Anche questo ci rende molto fiduciosi per il futuro, tanto che le nostre stime parlano di un ulteriore aumento negli anni a venire”.
Per i nuovi alunni, ora, è il momento di prendere confidenza con la scuola e con i suoi ritmi: “Mi aspetto che si ambientino velocemente nel nostro complesso scolastico. Mi auguro anche un po’ di clemenza dal meteo, con temperature più consone al periodo dell’anno. Poi dovranno abituarsi fin da subito al lavoro e ai ritmi di una scuola che è un sistema abbastanza rigido: il campanello suona alle 8 e si va avanti fino a mezzogiorno, seguono il pranzo e il tempo necessario per le attività ludiche e, infine, i compiti. È quindi una scaletta fitta di impegni”, ha concluso Luka Brussich.


Dignano. Nella sezione italiana 7 nuovi scolari
L’estate può anche essere arrivata ai suoi ultimi tuffi, ma per sette piccoli dignanesi oggi è cominciata un’avventura tutta nuova. Altro che pinne e secchielli: è arrivato il momento di fare spazio a zaini, quaderni, matite e… primi compiti. Alle 11 in punto, alla Scuola elementare di Dignano, Mihael Bilić, Lea Hekić, Kali Luna Pauletić, Stefano Delzotto, Vida Mršić, Emi Drdanovski e Andy Sgagliardi hanno varcato per la prima volta la soglia della scuola da veri scolari, da scolari della sezione italiana. Sette volti, sette personalità e un bel carico di emozioni: un po’ di entusiasmo, qualche comprensibile occhiata preoccupata e quella curiosità tipica di chi sta per scoprire qualcosa di completamente nuovo. Ad aspettarli c’era il loro capoclasse, Cristian Fioranti, pronto ad accompagnarli in questo viaggio che durerà quattro anni. Ma i sette neoalunni della sezione italiana della Scuola elementare di Dignano non erano certo soli. A dare loro il benvenuto c’era infatti l’intero team degli insegnanti e, soprattutto i loro compagni più grandi, che hanno pensato bene di rompere immediatamente il ghiaccio con una canzone di benvenuto e l’ormai immancabile inno della Scuola. Missione compiuta: in pochi minuti la tensione ha lasciato spaio a sorrisi, curiosità e tanta voglia di scoprire cosa nasconde quella nuova realtà fatta di lezioni, giochi, amicizie, regole e… campanelle. A rendere ancora più speciale la mattinata ci ha pensato anche la vicesindaca di Dignano in quota CNI, Manuela Geissa, arrivata per rivolgere ai scolari della sezione italiana, e ovviamente anche a tutti quelli della sezione croata, un sincero augurio per il loro nuovo percorso.
“Studiate, ma non dimenticatevi di divertirsi”, è stato il consiglio della rappresentante dell’amministrazione cittadina. E, a giudicare dai sorrisi comparsi già durante l’accoglienza, sembra proprio che tutti i piccoli abbiano l’intenzione di prendere molto sul serio almeno la seconda parte dell’invito. “Porgo i miei più calorosi auguri a tutti i bambini e le bambine delle classi prime, che oggi iniziano un nuovo importante percorso. Vogliatevi bene, siate uniti, aiutatevi a vicenda e, soprattutto, non perdete mai la curiosità, perché essere curiosi significa avere il desiderio di scoprire, conoscere e imparare ogni giorno qualcosa di nuovo”, è il consiglio rivolto ai piccoli da Manuela Geissa, che nel prosieguo del suo intervento ha ricordato come la Città di Dignano abbia dimostrato ancora una volta la propria vicinanza alle famiglie, attraverso contributi messi a disposizione dei genitori e degli alunni. La vicesindaca ha quindi svelato che l’amministrazione cittadina ha voluto fare un piccolo regalo ai neoscolaretti, consegnando a ciascuno un piccolo regalo per affrontare con entusiasmo la nuova avventura.
Ovviamente, i neoscolari sono stati accolti non soltanto dai loro capoclasse, ma anche dalla direttrice della SE di Dignano, Barbara Buršić Križanac, che ha augurato a tutti i bambini un buon anno scolastico 2026/2027. A salutare i piccoli è stata anche la responsabile della sezione italiana dell’elementare dignanese, Manuela Verk. “Auguro a tutti i neoscolaretti il benvenuto. Cari bambini, davanti a voi si apre un mondo nuovo, fatto di tante cose, scoperte, parole, numeri colori, ma anche amicizie e nuove esperienze. Potranno esserci giorni più facili, altri più difficili, ma ricordatevi che a scuola non siete mai soli: i vostri insegnanti saranno sempre al vostro fianco per accompagnarvi, aiutarvi e incoraggiarvi”, ha detto. È arrivato poi il momento di entrare davvero in classe.

Parenzo. Un inizio con tante novità
Nuovo anno scolastico, nuovi alunni, nuova direttrice, alcuni nuovi insegnanti e, tra breve, una facciata rinnovata alla Scuola elementare italiana “Bernardo Parentin”. Dinanzi alla scuola di Riveta si sono ritrovati oggi alunni, genitori, insegnanti, autorità e ospiti per dare inizio all’anno scolastico 2026/2027 e alla nuova fase, con alla direzione la neoeletta Virna Ovčarić.
Accolti dalla nuova direttrice, insediatasi pochi giorni fa, e dalla capoclasse Mirella Benussi Malusà e dagli alunni iscritti negli anni scorsi che hanno inscenato lo spettacolino “Primo giorno di scuola” sono entrati per la prima volta nell’aula scolastica Benjamin Alić, Wynna Herak, Elian Ignjatović, Roko Matišić, Annabelle Pincin Baldaš, Kaia Pribetić, Mauro Stjepanović e Loris Zacchinati Besckers.
La preside Virna Ovčarić li ha accolti con calorose parole di benvenuto, ricordando loro di essere entrati in una nuova fase di vita, in cui incontreranno nuovi amici e acquisiranno nuovi saperi. Un caloroso applauso è andato ai nuovi alunni e alla direttrice fresca di pensionamento Ester Zarli. A salutare i nuovi alunni è stato anche il sindaco di Parenzo Loris Peršurić, il quale ha voluto essere presente anche per dare un primo segnale d’appoggio alla Ovčarić. Pure il vicesindaco in quota CNI e presidente della locale Comunità degli Italiani Ugo Musizza ha salutato i neoalunni e la nuova direttrice.
Erano presenti anche la vicesindaca Nataša Basanić Čuš, l’assessora municipale alle Attività sociali Tihana Mikulčić, come pure Nadia Štifanić Dobrilović, responsabile del settore per l’educazione prescolare, l’educazione, la cultura, la cultura tecnica, lo sport e la ricreazione.
Nei giorni scorsi, oltre che dalla direttrice Ester Zarli, la scuola si è accomiatata, per pensionamento, dalle insegnanti Mirella Bulatović e Vilma Pulin Sirotich: tre pietre preziose della “Bernardo Parentin” che, con il loro lavoro, dedizione, impegno e affetto, hanno lasciato un segno indelebile nella storia della Scuola e in tante generazioni di alunni.
Inoltre, verso la fine del mese di luglio è stato siglato il contratto per l’avvio del progetto di ristrutturazione della facciata dell’edificio scolastico che ospita pure la sede centrale dell’Asilo “Paperino”, con il sostegno finanziario dell’Unione Italiana e del fondatore, la Città di Parenzo.
I lavori, che prenderanno il via prossimamente, restituiranno alla scuola una facciata rinnovata e più accogliente, accompagnando simbolicamente l’inizio di questa nuova fase. Tra novità e continuità, la “Bernardo Parentin” si prepara, dunque, ad affrontare l’anno scolastico 2026/2027 con entusiasmo, fiducia e attenzione alla crescita dei suoi alunni, mantenendo saldi i valori della lingua e della cultura italiana a Parenzo.

SMSI Dante. Il benvenuto a 30 matricole
“Ho fatto la scelta giusta? A che cosa serve studiare? Quale futuro mi aspetta?”: non è da tutti i dirigenti scolastici “tradire” il tono formale del discorso ufficiale e tradurre a viva voce i pensieri che occupano la mente delle nuove matricole dei liceali e dei nuovi frequentatori degli indirizzi di una scuola media-superiore. Ma è così che stavolta, Debora Radolović, preside dell’italiana, Dante Alighieri, di Pola ha dato il benvenuto e letto la mente dei trenta neo-iscritti alle prime sezioni, che ieri mattina, nel giorno inaugurale dell’anno scolastico 2026/27, si sono mescolati agli allievi del resto della scolaresca.
Il bello sta nel comprendere che gli interrogativi di cui sopra non sono semplici dubbi passeggeri, ma sensazioni che vivono gli adolescenti in cerca di un senso nel loro percorso di crescita e maturazione. Il saper verbalizzare le emozioni del primo giorno di scuola è saper ascoltare il rumore di fondo che abita tra i ragazzi: un misto di entusiasmo, timore, curiosità e speranza di aver optato per l’indirizzo giusto, tra il variegato menù formativo che la Dante ha offerto: liceo generale, scientifico, linguistico, rami per tecnici in economia aziendale, per tecnici in informatica e indirizzi professionali per commessi, automeccatronici e tecnici addetti alla manutenzione. La risposta recondita sta nel dato di fatto che ogni percorso al liceo modella la mente, insegna a ragionare e offre strumenti che torneranno utili anche se oggi sembrano un po’ pesanti. A che cosa serve studiare? Il valore è invisibile, ma c’è eccome: sviluppare il pensiero pragmatico e critico che è libertà e cancella l’ombra dell’incertezza verso il futuro. “Studiare – ha pure comunicato la dirigente scolastica – non significa soltanto arricchire il proprio bagaglio culturale. Significa imparare a pensare, a ragionare, a porre domande, a cercare risposte e a utilizzare al meglio le proprie capacità. La scuola non vi offre soltanto nozioni, vi insegna, poco alla volta, a diventare persone autonome, responsabili e in grado di affrontare il mondo”. Da qui l’invito a lasciarsi consigliare e aiutare dagli adulti, dai genitori, dai docenti e da tutti i collaboratori professionali ben disposti ad accompagnare i ragazzi.
Il giorno iniziale nell’anno scolastico 2026/27 ha già offerto una preziosa occasione di crescita e arricchimento personale e collettivo, per cui tutta la scolaresca della Dante (salvo i maturandi in gita a Barcellona), ha avuto modo di visitare a scaglioni la mostra “Una tragedia dimenticata: Vergarolla e il suo eroe, il dottor Geppino Micheletti” alla Galleria civica, unendo i libri alla realtà e lo studio della storia alla memoria cittadina. A guidarli attraverso la validissima mostra ed a aiutarli nella comprensione del valore etico insito nella figura del medico, ci ha pensato il vicesindaco in quota CNI e prof. Vito Paoletić. È stata per tutti una lezione di umanità, un buon inizio di scuola, costruendo la coscienza critica e colmando il vuoto della tragedia tuttora esclusa dai libri di testo scolastici, che ora si prenderanno in mano.

Belvedere. Al via il nuovo anno scolastico per 19 primini
Un inizio d’anno all’insegna dei sorrisi e della condivisione. Oggi, la Scuola Elementare Italiana Belvedere ha riaperto le sue porte per accogliere gli alunni tra i banchi, salutando con particolare affetto i primini che per la prima volta hanno varcato la soglia dell’istituto.
La mattinata è iniziata alle ore 10.00 nel cortile interno con un vivace spettacolo di benvenuto. Davanti ai bambini della prima classe e ai loro genitori, si sono esibiti gli alunni delle sezioni italiane e croate, dando prova del forte spirito di convivenza che unisce la scuola. I canti e le recitazioni che hanno allietato l’evento sono stati preparati con cura dalle classi seconda, terza e quarta.
A rivolgere il primo saluto ufficiale è stata la direttrice, Ivana Kastelc, che ha espresso grande gioia per l’inizio di questo nuovo capitolo. Nel suo discorso, la dirigente ha augurato a tutti i bambini, alle famiglie e al corpo docente un anno sereno, tranquillo e ricco di soddisfazioni. Rivolgendosi direttamente ai più piccoli, Kastelc ha ricordato loro che la scuola sarà un luogo formativo e interattivo, dove apprenderanno tantissime cose nuove, stringeranno amicizie e vivranno momenti bellissimi insieme alle loro maestre.
L’istituto accoglie quest’anno un totale di 19 primini, distribuiti tra gli 8 allievi della sezione italiana (1.a) e gli 11 della sezione croata (1.b). Proprio questi diciannove piccoli protagonisti, una volta terminato il programma in cortile, sono stati al centro del momento più emozionante della mattinata. Accompagnati dalle rispettive insegnanti, i piccoli hanno percorso il corridoio principale per raggiungere le aule. È stato a quel punto che tutti gli studenti della scuola, dalla seconda all’ottava classe, si sono schierati lungo il percorso per tributare ai nuovi arrivati un lunghissimo e commovente applauso di benvenuto. Questo tradizionale gesto simbolico ha avvolto i piccoli in un’atmosfera di profondo affetto e serenità, accompagnandoli verso l’ingresso in aula, dove ad attenderli c’erano dei simpatici regalini.
Per permettere ai bambini di abituarsi ai nuovi ritmi, l’orario delle lezioni per questa prima settimana sarà leggermente ridotto. Da lunedì prossimo, invece, le attività riprenderanno a pieno regime con l’orario regolare, che comprenderà lo svolgimento completo delle lezioni, il servizio mensa e il doposcuola.

Un inizio carico di emozioni alla SEI Gelsi
Il primo giorno di scuola porta sempre con sé un carico di emozioni uniche, ma quest’anno, alla Scuola Elementare Italiana Gelsi, l’atmosfera è stata ancora più vibrante e ricca di significato. La biblioteca dell’istituto ha fatto da cornice al cordiale benvenuto dedicato alla nuova generazione di scolari: 16 primini in totale, di cui 6 iscritti alle sezioni italiane e 10 a quelle croate. Ad attenderli, in un clima di contagiosa serenità, c’erano i compagni delle classi successive – dalla seconda alla quarta – che si sono impegnati a fondo per offrire un momento di accoglienza memorabile, iniziato alle ore 11.00. Tra le mura della biblioteca sono così risuonate melodie allegre, poesie dedicate all’occasione e recitazioni in dialetto ciacavo, tutte pensate per far sentire i nuovi alunni immediatamente parte di una grande famiglia.
La mattinata è poi proseguita con il discorso della direttrice, Soraja Matulja Sošić, visibilmente toccata dal significato di questo nuovo inizio. Con grande spontaneità, la dirigente ha condiviso la propria emozione, ricordando ai presenti come anche per lei si trattasse di una “prima volta” in questa veste. Questo accenno sincero ha creato subito un istante di autentica empatia con i piccoli alunni, superando la naturale timidezza iniziale e rendendo l’atmosfera ancora più accogliente e familiare per tutti.
Nel rivolgere il proprio saluto ai piccoli, ai professori e ai numerosi genitori, la direttrice ha espresso la profonda gioia del momento attraverso parole di affettuosa rassicurazione. “Questo è un grande passo per voi”, ha sottolineato, ricordando ai bambini che in tale affascinante viaggio non saranno mai soli, poiché potranno contare su una rete solida e premurosa composta dalle loro famiglie e dalle maestre. Inoltre, la dirigente ha annunciato con entusiasmo che per questo anno scolastico sono in cantiere numerosi progetti e svariate attività stimolanti, dicendosi certa che i nuovi iscritti si integreranno alla perfezione.
Conclusi i canti e i calorosi applausi, ha avuto inizio il tanto atteso momento del passaggio di consegne. Le insegnanti hanno preso la parola richiamando ciascuna il proprio gruppo, tra sezioni croate e italiane; dopo una breve presentazione in cui i piccoli si sono fatti conoscere, i nuovi scolari hanno seguito le rispettive maestre lasciando la biblioteca. I bambini hanno così raggiunto le loro nuove aule, pronti a sedersi per la prima volta tra i banchi. Un momento di grande tenerezza e bellezza, il quale segna l’inizio di un percorso scolastico che si preannuncia sereno, dinamico e ricco di scoperte per tutta la comunità della SEI Gelsi.

San Nicolò in festa per l’arrivo dei nuovi alunni
Sembrava quasi di essere tornati sui banchi a Ferragosto. Temperature decisamente insolite per il primo giorno di scuola hanno accompagnato oggi il ritorno in classe degli alunni della Scuola elementare italiana “San Nicolò”. Il caldo estivo non ha però tolto nulla all’emozione di una mattinata che, soprattutto per i più piccoli, resterà tra quelle da ricordare.
La prima campanella dell’anno scolastico è suonata alle 8.30 per quasi tutti. I diciannove alunni della prima classe hanno avuto invece un appuntamento speciale, fissato alle 10.30. Sono arrivati tenendo per mano mamma e papà e, in molti casi, accompagnati anche dai nonni, presenza discreta ma immancabile in una giornata che segna un passaggio importante non soltanto per i bambini, ma per tutta la famiglia. Qualche sorriso impaziente, un po’ di comprensibile timidezza e l’emozione degli adulti hanno fatto da cornice all’ingresso dei nuovi arrivati nel mondo della scuola.
Ad attenderli c’erano gli insegnanti e gli alunni più grandi, che avevano preparato per loro un breve spettacolo di benvenuto. Un modo semplice e gioioso per rompere il ghiaccio e rendere più lieve il distacco dai genitori, prima di passare a uno dei momenti più attesi: il primo appello. Per la prima volta ciascuno ha sentito pronunciare il proprio nome tra le pareti dell’aula che diventerà, negli anni a venire, uno dei luoghi più familiari della quotidianità.
Come ci ha spiegato Sara Vrbaški, che per l’occasione ha sostituito la direttrice Iva Bradaschia, assente giustificata, l’accoglienza è proseguita secondo una consuetudine ormai cara alla “San Nicolò”. I bambini della prima hanno percorso i corridoi dei due piani dell’edificio, passando davanti alle aule dei compagni più grandi. Ad accompagnare i loro primi passi nella nuova comunità scolastica sono stati gli applausi degli altri alunni: un piccolo corridoio d’onore che ha trasformato l’iniziale esitazione in sorrisi e salutini, facendo capire ai nuovi arrivati di essere già parte di una grande famiglia.
La “San Nicolò” ha iniziato il nuovo anno con complessivamente 151 alunni, distribuiti in undici classi, tre delle quali con lingua d’insegnamento croata. Sono 127, invece, gli alunni che frequentano le sezioni con lingua d’insegnamento italiana. Numeri che raccontano la realtà dell’istituto, ma che ieri hanno lasciato spazio soprattutto ai volti, alle emozioni e alla curiosità.
Dopo le fotografie, gli ultimi abbracci e qualche raccomandazione sussurrata sulla porta, per i diciannove piccoli alunni è arrivato il momento di entrare davvero in classe. Fuori sembrava ancora piena estate, ma tra quaderni nuovi, zaini ordinati e matite appena temperate era già cominciata una stagione diversa: quella delle prime lettere, delle nuove amicizie e delle tante scoperte che li attendono.

Dolac, una nuova casa per ventitré alunni
Una nuova casa nella quale crescere e andare alla scoperta del mondo. Con questo augurio la Scuola Elementare Italiana Dolac ha accolto i suoi ventitré primini, tredici iscritti alla sezione italiana e dieci a quella croata. Un inizio al quale l’istituto ha voluto dedicare un momento di festa, affiancando al saluto della direttrice uno spettacolo di benvenuto pensato per i nuovi arrivati.
Nel rivolgersi ai bambini, la dirigente ha sottolineato il significato di una giornata speciale, destinata a cambiare le loro vite. L’ingresso a scuola segna infatti l’avvio di un’esperienza che, passo dopo passo, li porterà ad ampliare le proprie conoscenze e a scoprire quanto li circonda. La Dolac sarà la loro “nuova casa”: un’immagine semplice e familiare con cui la direttrice ha presentato ai piccoli il luogo che li accompagnerà durante gli anni della crescita.
Un pensiero particolare è stato rivolto ai genitori, per i quali il primo giorno di scuola dei figli rappresenta a sua volta un passaggio carico di significato. Vedere un bambino crescere, ha ricordato la dirigente, è una delle emozioni più grandi per una mamma e un papà. L’inizio del percorso scolastico aggiunge una nuova tappa a questo cammino, chiamando le famiglie a condividere con gli insegnanti una parte importante della quotidianità dei propri figli. Da qui il ringraziamento espresso nel corso del saluto: “Vi ringraziamo di averci scelto come maestri”.
Ad accompagnare le due prime saranno i capiclasse Dario Petrović e Fabiola Mijailović. Per i ventitré nuovi alunni comincia così il tempo delle prime lezioni, della conoscenza dei compagni e delle abitudini da costruire insieme, all’interno delle sezioni italiana e croata dell’istituto.
La direttrice ha concluso il proprio intervento augurando a tutti un buon inizio e annunciando lo spettacolo dedicato ai bambini, preparato per rendere ancora più speciale la giornata. Un momento di festa con cui dare il benvenuto alla nuova generazione della Dolac e accompagnare l’inizio di quel viaggio alla scoperta del mondo evocato nel saluto. Con l’augurio che la scuola possa diventare, per ciascuno, un luogo nel quale sentirsi a casa.

SMSI un nuovo stile e la sfida di tornare ad attrarre
La Scuola media superiore italiana di Fiume ha accolto ventiquattro nuovi studenti, distribuiti in tre prime classi. Ad attenderli, insieme alle rispettive capiclasse, il preside facente funzioni Orjen Petković, che ha aperto l’anno scolastico con un saluto cordiale e un messaggio molto chiaro: alle superiori serviranno impegno, lavoro e rispetto delle regole.
Petković ha espresso soddisfazione per la scelta dei ragazzi di proseguire gli studi alla SMSI, rivolgendo loro un saluto caloroso, quanto le temperature di questi giorni. Una battuta breve, prima di passare alle informazioni utili per affrontare il nuovo percorso.
Le tre prime sono affidate a Nataša Pavković, capoclasse della I A, Martina Ban, alla guida della I L, e Branka Grković, responsabile della I M. L’accoglienza prevedeva anche un giro tra le aule, annunciato dal facente funzioni per consentire ai nuovi arrivati di conoscere gli spazi dell’istituto e cominciare a orientarsi nell’ambiente che diventerà parte della loro quotidianità.
Sulle aspettative della scuola, Petković è arrivato subito al punto. “Non vi racconterò storielle, non sarà facile”, ha detto ai ragazzi, introducendo il tema dell’impegno richiesto dal percorso che hanno scelto. Le capiclasse avrebbero illustrato le regole di comportamento dell’istituto, alle quali gli studenti sono chiamati ad attenersi. “Se le seguirete sarà tutto facile”, ha aggiunto, indicando nel rispetto delle disposizioni una condizione essenziale per affrontare serenamente la vita scolastica.
Accanto alle istruzioni, anche un augurio capace di guardare lontano: che fra venti o trent’anni questi ragazzi possano ricordare con piacere l’esperienza vissuta al Liceo. Un pensiero che ha restituito al primo giorno di scuola la sua dimensione più personale. Gli anni delle superiori porteranno lezioni, verifiche e scelte sul futuro, ma saranno anche un periodo destinato a lasciare ricordi duraturi.
Il modo di rivolgersi agli studenti ha reso evidente un cambiamento di stile piuttosto netto rispetto alla lunga presidenza di Michele Scalembra. Il confronto emerge soprattutto dal registro degli interventi. Nel saluto per la Giornata dell’istituto dello scorso giugno, Scalembra aveva dato ampio spazio ai successi degli alunni, alle collaborazioni istituzionali e alla funzione culturale della scuola nel mondo fiumano. Il benvenuto di Petković alle matricole ha avuto un carattere decisamente più asciutto e operativo, concentrato su ciò che i ragazzi devono sapere e fare entrando alle superiori.
Sul piano comunicativo, Petković si è mostrato per quello che è: un chimico. Poche frasi, indicazioni comprensibili, aspettative esplicite. Ha evitato di dilungarsi nei discorsi di rito e ha trattato gli studenti come interlocutori ai quali si può parlare apertamente anche delle difficoltà. L’impressione è quella di una persona che considera prioritario mettere tutti nelle condizioni di lavorare. Prima il funzionamento della scuola e la chiarezza dei rapporti; le apparenze possono attendere. Sarà il lavoro dei prossimi mesi a dare seguito a questa prima impressione.
Numeri preoccupanti
A richiedere concretezza, del resto, sono anche i numeri. I ventiquattro iscritti alle prime rappresentano una diminuzione di dodici alunni rispetto ai trentasei dello scorso anno: un terzo in meno nei nuovi ingressi. Per una scuola delle dimensioni della SMSI è una contrazione che merita un’analisi attenta, capace di andare oltre la registrazione del dato.
Già durante le iscrizioni estive, Scalembra aveva richiamato la consistenza ridotta della generazione in uscita dalle quattro scuole elementari italiane di Fiume. È un elemento che pesa sul numero dei potenziali iscritti. Attribuire però l’intera questione a una generazione meno numerosa rischia di chiudere la discussione proprio dove dovrebbe cominciare: sulla capacità del Liceo di attrarre i ragazzi e convincere le famiglie della qualità della propria proposta. Le valutazioni durante le iscrizioni estive.
Per comprendere il fenomeno serve conoscere anche la quota degli alunni delle ottave che sceglie di proseguire alla SMSI, confrontarla nel tempo e ascoltare le motivazioni di chi si orienta verso altri istituti. Il numero assoluto dei nuovi iscritti, da solo, non permette di distinguere il peso della demografia da quello delle scelte scolastiche. Anche quando il bacino di partenza si restringe, resta necessario chiedersi quanto la scuola riesca a valorizzarlo e quali possibilità abbia di allargare il proprio richiamo.
Il Liceo deve tornare a fare dell’eccellenza la ragione decisiva per cui un ragazzo desidera frequentarlo. La tradizione e il ruolo nella Comunità Nazionale Italiana costituiscono un patrimonio importante, da tradurre ogni giorno in una preparazione solida, in competenze linguistiche effettive, in un orientamento utile e in opportunità di crescita riconoscibili. Una famiglia deve poter capire quali vantaggi concreti offra questa scuola e come il percorso proposto possa rispondere alle aspirazioni dei propri figli.
Questo richiede continuità nel rapporto con le elementari, ascolto degli studenti e attenzione ai risultati: dalla preparazione alla maturità alla capacità di affrontare gli studi successivi. Richiede anche di rendere visibile il lavoro svolto nelle aule e di valorizzare le esperienze migliori, affinché la reputazione dell’istituto poggi su elementi che ragazzi e genitori possano conoscere e valutare.
La concretezza mostrata da Petković nel primo incontro con le matricole offre un punto dal quale partire. La sfida coinvolge l’intera comunità scolastica e prosegue oltre la fase della reggenza: restituire forza alla scelta di studiare al Liceo. La prima risposta va data proprio ai ventiquattro ragazzi accolti ieri, offrendo loro un’esperienza formativa della quale, fra venti o trent’anni, possano ricordare con piacere anche quanto hanno imparato e le possibilità che la scuola ha aperto davanti a loro.

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