Un’isola proibita nel cuore del porto di Pola è pane per i denti della stampa. C’è stato, è vero, chi ha sfidato il divieto di approdo, di pesca e di permanenza sullo scoglio di Sant’Andrea, confessando la trasgressione con eufemismi e giri di parole, ma ora non è più necessario farlo di nascosto perché da ieri l’isolotto selvaggio di Pola è nuovamente aperto a tutti, sempre che siano muniti di barca e abbiano voglia o interesse a visitarlo perché non ci sono mezzi di trasporto pubblici a fare la spola tra la terraferma e l’isola.

Deposito di spazzatura industriale
Tuttavia bisognerà farlo a proprio rischio. Lo ha messo bene in evidenza il vicesindaco Siniša Gordić che per diffondere la comunicazione ha organizzato addirittura una visita di ricognizione per giornalisti e fotoreporter, ovviamente accorsi in grande numero. Al suo fianco anche il primo uomo dell’Herculanea, Robi Fuart, che ha disposto le operazioni di pulizia dell’isola dopo che il cantiere navale ha lasciato le sue sponde portandosi via anche la propria spazzatura industriale piuttosto ingombrante. È noto infatti che da decenni Sant’Andrea era stata una prerogativa esclusiva dello stabilimento navalmeccanico Uljanik che l’aveva usata praticamente come deposito di lamiere navali e altra componentistica da cantiere (roba pesante e di aspetto sgradevole, tra l’altro pericolosa, che tuttavia non ha mai scoraggiato i pescatori di Pola a spingersi fino alle sue rive per buttarci la lenza con l’amo e l’esca). Partite le lamiere, è rimasta una distesa di polveri di ferro arrugginito, pietra e legno e qualche chiazza di olio.

La fortezza Kaiser Franz I
Ma come si presenta, oggi, Scoglio Sant’Andrea? Grazioso a vedersi da una certa distanza, verde e rigoglioso, ma a un’esame più attento le rive non sembrano molto accoglienti: certamente non le consigliamo per le gite in barca e la balneazione. Il molo è piccolo e malmesso ma sufficiente ad accogliere il motopontone per lavori subacquei come quello di Marco Radolović che ci ha traghettato da Santa Caterina, ora splendidamente riqualificata, a Sant’Andrea, il parente povero. L’isola conta circa 37.000 metri quadrati, il punto più elevato è di 24 metri. La fortezza Kaiser Franz I, con le sue postazioni di batteria, occupa la parte maggiore della superficie dell’isola.

Non è urbanizzata ed è poco probabile che lo sia in futuro. Non ha acqua, non ha luce, non ha fognatura né gas. Tuttavia è stata coperta da spazzatura e un tempo, stando a quanto ci dicono, era stata infestata dai ratti. Spariti i rifiuti e l’uomo, sono spariti anche i roditori che fanno parte del suo seguito. Che si sappia, non vi sono serpenti e tanto meno vipere, ma le lucertole non mancano. Ora la strada sterrata che porta alla fortezza è stata sgomberata e ripulita a fondo dalle maestranze dell’azienda di nettezza urbana, ma la vegetazione è sempre rigogliosa e le insidie sono molte. Ci sono fossi e canali scavati dall’uomo o prodotti dalla natura che rappresentano un pericolo reale per chi volesse addentrarsi nel bosco ma l’avventura è fortemente sconsigliata. Le buche sono state coperte da tavole di legno, ma è inutile sfidare il destino giocando a fare l’esploratore. Per lo stesso motivo si sconsiglia anche di salire sulla fortezza.

A proprio rischio e pericolo
Il vicesindaco Gordić ha messo le cose in chiaro: “Dopo le nostre ripetute sollecitazioni, la direzione dell’Uljanik ha rimosso le lamiere ed ora è possibile revocare il divieto di approdo che risale all’epoca del vicesindaco Bruno Cergnul. Tuttavia per riqualificare l’isolotto sono necessari tempo, risorse e iniziative nemmeno abbozzate. Per il momento le squadre della nettezza urbana stanno facendo pulizia, rimuovono la spazzatura, falciano l’erba e sgomberano i sentieri. Si vedrà col tempo come e cosa fare. Non vogliamo e non possiamo vietare ai cittadini di visitare l’isola ma è necessaria avvisarli che se lo fanno, lo fanno a proprio rischio e pericolo perché non siamo in grado di assicurare loro l’incolumità”. E sul lungo periodo? Chi ha la memoria lunga ricorda ancora che l’amministrazione Miletić aveva ventilato idee fantastiche come quella di un Casinò insulare, mentre il suo successore Zoričić ci ha vietato l’approdo e la pesca. Che cosa propone di fare il sindaco Peđa Grbin?

«Nessun Casinò»
“L’amministrazione Grbin – afferma il suo sostituto – ha per il momento una sola missione: sfoltire il bosco per verificare in quale stato si trova la fortificazione per effettuare le riparazioni necessarie e avere almeno condizioni di sicurezza preliminari. In accordo con l’Ente turismo si vedrà di proporre soluzioni di breve respiro ma è chiaro che siamo in alto mare perché vedete voi stessi in quali condizioni si presenta lo scoglio”.

Una cosa è certa, senza una riflessione seria di urbanisti, architetti, paesaggisti e soprintendenza ai beni culturali, non si farà un solo passo avanti sulla strada di un’eventuale riqualificazione. Il Piano urbanistico generale del 2008 prevede solo una zona verde protetta e una destinazione d’uso commerciale (turismo e ristorazione) per la fortezza. Ma da qui a parlare di iniziative imprenditoriali ce ne vuole e infatti Gordić si è rifiutato di concepire alcuna ipotesi in questo senso. Quanto all’azzardata idea della casa di gioco di cui si era fatta parola a suo tempo, il vicesindaco ha tagliato corto: “I tempi cambiano. Non ci sarà nessuna casa di gioco”.



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