Pola. Onore ai caduti, agli eroi, ma pure agli innocenti «senza nome»

Pellegrinaggio ai cimiteri di Pola e messa in suffragio al Duomo per il Consolato Generale d’Italia in occasione della Giornata dei Defunti. Numerose autorità presenti

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Pola. Onore ai caduti, agli eroi, ma pure agli innocenti  «senza nome»
Omaggio speciale alle vittime civili, ingiustamente dimenticate

Messa in suffragio a tutti i defunti italiani di queste terre martoriate nel Novecento in occasione della giornata dedicata appunto ai morti, il 2 novembre, quest’anno con un giorno di ritardo, il 3 novembre, per ovvie ragioni di calendario. La messa in suffragio voluta dal Consolato Generale d’Italia a Fiume è stata celebrata alla Cattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria da don Stefano Castaldi, che si è ispirato al Vangelo secondo San Giovanni per la sua omelia dedicata a tutti i defunti, anche a quelli “che non hanno nessuno, i tanti fratelli e sorelle che sono morti in solitudine, perché la chiesa, corpo unito in cui ognuno prega per l’altro, pensa anche a loro”.

Fiori sulla tomba di Nazario Sauro

Nel messaggio del celebrante una speranza di salvezza che non verrà meno perché “c’è una profonda comunione tra tutti i fedeli che trascende la morte”, perché non è la morte a dividere, ma il peccato. Solo le anime dannate non partecipano alla comunione della chiesa: “È più lacerante, infatti, la separazione prodotta tra le anime che hanno voltato le spalle a Dio e le altre, che non quella tra la vita stessa e la morte. La morte è una separazione meno profonda di quella prodotta dal peccato”. Ha parlato in questi termini don Castaldi, per dire che la fede nella vita eterna nel nome del signore è una speranza che non delude mai. Ad ascoltare la messa, cantata squisitamente dal coro misto della Società artistico culturale Lino Mariani della Comunità degli Italiani di Pola, pochi fedeli e autorità: la Console Generale d’Italia a Fiume Iva Palmieri, il viceconsole Tiziano Sošić, il vicesindaco di Pola in rappresentanza della comunità nazionale italiana residente a Pola, Vito Paoletić, Nello Belci e Maria Grazia Belci dell’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria AICI-LCPE, Furio Radin, deputato CNI e vicepresidente del Sabor, Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana di Fiume ed Ennio Forlani, presidente del Consiglio per la minoranza italiana autoctona della Regione Istriana. Celebrata la messa, i rappresentanti dell’AICI-LCPE hanno portato corone di fiori ai piedi del cippo commemorativo delle Vittime di Vergarolla nel parco omonimo che costeggia il Duomo.

La console generale d’Italia a Fiume Iva Palmieri all’Ossario

Cerimonia all’Ossario

Seconda tappa del pelleginaggio in onore ai Defunti presso l’Ossario del Cimitero della Marina la cui lapide monumentale recita: “Ai Caduti, la Patria riconoscente. Qui saranno ricordati per sempre”. Momenti di raccoglimento, di riflessione e di considerazione, seguiti ai messaggi formulati dalle autorità per ricordare chi ci ha preceduti in epoche meno felici di questa nostra. “Ci troviamo all’ossario, un luogo sacro alla nostra memoria ma soprattutto per gli italiani residenti in città e gli italiani residenti altrove nel mondo”, ha detto il vicesindaco Paoletić e aggiunto: “Sulla traccia di quanto detto dal celebrante durante la messa in suffragio vogliamo ricordare anche tutti coloro i cui nomi non hanno avuto un’incisione nella pietra nei nostri cimiteri, e quindi un pensiero mesto vada anche a tutti loro, i cui esempi di vita vi invito a seguire”.

Iva Palmieri, Furio Radin, Vito Paoletić e Tiziano Sošić

Onore ai caduti

La console Iva Palmieri ha ringraziato i presenti ragionando in questi termini: “Questo momento di ricordo è al tempo stesso un momento di tristezza ma anche un momento di speranza: è importante ricordare chi non è piu tra noi perché ha costruito e reso possibile quello che noi oggi stiamo vivendo. È grazie al loro passaggio su questa terra e a ciò che di buono hanno fatto se oggi noi riusciamo a vivere serenamente, in pace e in amicizia. Non bisogna mai dimenticare cosa è stato in passato e colgo anzi l’occasione per ringraziare l’onorevole Radin perché mi ha segnalato un gruppo di defunti, vittime del bombardamento del 9 gennnaio 1944, che si trovano sepolti in questo cimitero e che dopo andremo a commemorare. Grazie per conservare la memoria”, ha concluso la Console.

A seguire l’intervento di Radin, succinto ma pregno di significato: “Sono soldati, e la patria deve essere riconoscente al loro martirio perché i soldati vengono mandati in guerra. Questi giovani sono caduti sì per la patria, ma molti anche perché sono stati mandati al fronte controvoglia. Il mio pensiero va a entrambi e riposino in pace tutti, ma nel mio cuore stanno sempre quelli che la guerra non la vogliono”. Si è unito al coro Marin Corva dell’Unione Italiana: “Non posso fare altro che associarmi ai ringraziamenti, in particolar modo nei confronti del Consolato e della città di Pola che ogni anno organizzano congiuntamente questo importatissimo incontro per ricordare coloro che non sono più tra noi. Penso che questo momento ci debba far pensare, perché tanta è la riconoscenza che dobbiamo ai caduti, ma altrettanta ne dobbiamo anche agli anziani che sono ancora con noi e ai quali dobbiamo la nostra stessa esistenza in vita, ai padri, alle nonne, e ai bisnonni, senza i quali oggi non ci sarebbe questa comunità italiana a Pola e nelle altre località di cui siamo stati gli eredi”. Nello Belci (AIPI-LCPE) ha trasmesso ai partecipanti i saluti della presidente Cazzaniga Palermo, che non è potuta venire. “Il nostro pensiero va a tutti quelli che non ci sono più e la nostra gratitudine a tutti quelli che rende loro omaggio con queste cerimonie di posa delle corone di fiori”.

Il coro misto della SAC Lino Mariani di Pola diretto da Ronald Braus durante la messa in suffragio

Vittime innocenti

Sempre al Cimtero della Marina un ricordo alle vittime innocenti della Seconda guerra mondiale, le vite umane perse nei bombardamenti degli Alleati contro Pola occupata dai Nazisti dopo l’armistizio del settembre del 1943: “Nessuno si ricorda dei civili”, ha detto Furio Radin, che ha voluto ovviare anche all’errore di considerare eroi soli i militari in divisa. Sta di fatto che nei bombardamenti di Pola sono morti proprio quegli innocenti che le bombe alleate avrebbero dovuto salvare dai Tedeschi. Sono morti per una di quelle tragiche e paradossali conseguenze che ogni guerra produce volenti o nolenti quando, per annientare le roccaforti del nemico, finiscono in macerie anche le abitazioni degli innocenti. Alle Baracche di Pola e nel rione di San Policarpo, ridotto in polvere dalle bombe inglesi e americane, sono morti i nostri concittadini che quegli stessi Alleati avrebbero dovuto liberare dai nazisti e tanto ci basti per riflettere sui disastri di tutte le guerre, anche quelle che si combattono oggi stesso. D’obbligo ancora la tappa alla tomba di Nazario Sauro e per ultima la cerimonia al Cimitero civico di Monte Ghiro, fine di questo pellegrinaggio consolare in onore ai defunti a Pola.

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