Oggi, 30 novembre, si è svolta una importante marcia contro il fascismo in quattro città croate: Zagabria, Fiume, Pola e Zara. La manifestazione, organizzata dall’iniziativa “Ujedinjeni protiv fašizma” (Uniti contro il fascismo), ha visto la partecipazione di migliaia di persone, unendosi in un messaggio di opposizione alle ideologie fasciste che stanno guadagnando terreno in alcune parti del Paese.
Pola, massiccia adesione
A Pola, il corteo è partito dal Centro Sociale Rojc, un simbolo della resistenza e della cultura alternativa. Tra i partecipanti c’erano il sindaco Peđa Grbin, il vicesindaco Siniša Gordić, e diversi rappresentanti politici della Regione istriana, tra cui il presidente Boris Miletić. I manifestanti, tra cui cittadini di tutte le età, hanno portato cartelli con slogan come “Alergični na fašizam” (“Allergici al fascismo”), “Sloboda je jača od straha” (“La libertà è più forte della paura”) e “Fašisti paraziti društva” (“I fascisti sono parassiti della società”).

Uno degli organizzatori ha dichiarato che “oggi in quattro città si raccoglie una piccola parte di una realtà più ampia: tutta la Croazia dovrebbe essere unita contro il fascismo”. Un altro partecipante ha ricordato che, a trent’anni dalla guerra, la Croazia si sta nuovamente confrontando con sfide che sembravano superate. “Questo è il frutto di una democrazia malintesa”, ha aggiunto.
Momenti di tensione a Fiume e Zara

A Fiume, la situazione è diventata elettrizzante quando alcuni giovani mascherati hanno cercato di interrompere la manifestazione. Mentre i partecipanti si radunavano in Piazza Adria, un gruppo di uomini mascherati ha lanciato petardi e fumogeni, tentando di scatenare disordini.

La polizia è intervenuta per mantenere l’ordine, ma uno degli organizzatori, Iva Davorija, ha denunciato la passività delle forze dell’ordine. “Siamo qui a marciare contro il fascismo, e mentre lo facciamo, veniamo minacciati da gruppi che alzano il braccio destro e urlano insulti”, ha dichiarato Davorija a HRT.

Anche a Zara, si sono registrati episodi di tensione quando un gruppo di giovani in abbigliamento scuro ha cercato di interrompere il corteo. La polizia ha arrestato un uomo che stava lanciando oggetti contro la folla, mentre la situazione sembrava destinata a degenerare. Fortunatamente, gli scontri non sono sfociati in violenze più gravi.
A Zagabria, la marcia si è svolta davanti alla Stazione Centrale, con una folta partecipazione di cittadini e attivisti. Durante la manifestazione, molti hanno ricordato i valori dell’antifascismo come elemento fondante della Croazia moderna. Un uomo ha detto: “Marciamo oggi per i nostri figli e i nostri nipoti, per ricordare che i nostri genitori, i nostri nonni erano tutti antifascisti”.
Questi eventi arrivano in un periodo di crescente preoccupazione per l’affermarsi di movimenti di estrema destra in Croazia, con manifestazioni pubbliche che celebrano la nostalgia per il regime ustaša. La risposta popolare alle provocazioni è chiara: il fascismo non ha spazio in una Croazia democratica.
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