Zagabria si prepara a celebrare Pinocchio e il suo universo con una mostra dedicata al famoso burattino. Un viaggio che procede in due direzioni perché dal libro “Le avventure di Pinocchio” si avvia verso il mondo e dal mondo fa ritorno inevitabilmente a quella straordinaria “bambinata”. Il capolavoro di Carlo Collodi, eccellenza della letteratura italiana, è capace di superare i confini dello Stivale per diventare molto presto patrimonio universale.
Un gioco con forme geometriche
In occasione della celebrazione dei 140 anni dalla prima pubblicazione della storia (avvenuta nel 1883) dello scrittore Carlo Collodi su Pinocchio, un burattino di legno creato dal falegname Geppetto, l’Ambasciata d’Italia a Zagabria presenta al pubblico croato una storia su come i designer italiani hanno interpretato questo personaggio letterario. Questo racconto simbolico sulla crescita, la maturazione, l’evoluzione verso la consapevolezza di sé si trasforma in un gioco con forme geometriche che prendono la sagoma di nuovi oggetti ispirati al personaggio di Pinocchio. Il curatore della mostra “Carissimo Pinocchio, designer e grafici italiani ridisegnano il burattino più famoso del mondo”, Giulio Iacchetti, vede un forte legame tra Pinocchio e la storia del design italiano perché, come dice nel suo dialogo immaginato con Pinocchio: “Ma è il pezzo di legno di scarto che mi dice molto di te e del design. Perché vedi, è tipico dei designer italiani ricavare tutto dal niente, ovvero saper cogliere il valore anche di un pezzo di legno a cui nessuno attribuirebbe un particolare valore. Sappi dunque che Geppetto è stato il primo designer italiano”.
Elementi decorativi e grafiche
Grazie al Museo Etnografico di Zagabria che ha ospitato e allestito questa mostra, il pubblico croato potrà scoprire tutta l’immaginazione, giocosità, bellezza e raffinatezza del design italiano attraverso 21 oggetti di uso quotidiano progettati da alcune delle più famose imprese italiane, 31 pezzi d’uso e decorativi creati appositamente per questa mostra da designer italiani e 31 grafiche ugualmente create da designer italiani. A presentare l’allestimento della mostra sarà l’architetto Matteo Vercelloni del Museo del design ADI di Milano, in occasione dell’inaugurazione della mostra presso il Museo Etnografico sabato 9 novembre alle ore 12. Alla cerimonia parteciperanno anche l’ambasciatore d’Italia a Zagabria, Paolo Trichilo e la direttrice del Museo Etnografico, Zvjezdana Antoš.
Copertine, disegni e illustrazioni
La mostra è introdotta da una sezione storica, a cura di Marco Belpoliti, che accoglie il visitatore con copertine, disegni e illustrazioni storiche e si conclude con una selezione di disegni originali, tratti da uno degli ultimi lavori di Andrea Branzi (“Pinocchio?” ed. Libri Scheiwiller), architetto, designer, teorico e protagonista indiscusso delle avanguardie radicali recentemente scomparso, al quale la mostra è dedicata. Tra i Maestri del design italiano, Andrea Branzi ha infatti realizzato una sua personale visione del famoso racconto di Collodi, con cento disegni che raffigurano la storia del burattino più conosciuto d’Italia.
Un approccio multidisciplinare
I Pinocchi, concepiti grazie alla collaborazione di aziende, artigiani qualificati e in alcuni casi autoprodotti, sono ospitati in una grande giostra circolare. A questa sezione si aggiunge una raccolta di oggetti prodotti dalle più importanti aziende del Made in Italy e ispirati all’icona Pinocchio. Pinocchio viene trattato dunque come un’icona perché proprio a lui si sono ispirati generazioni di creativi e pensatori. E il design si racconta nella sua veste multidisciplinare capace di tessere legami con la letteratura, la cultura l’arte e la grafica. Oltre alla mostra, in collaborazione con il Museo della scuola croato, per i più piccoli saranno organizzati dei laboratori a tema “Pinocchio va a scuola”, che avranno luogo presso il Museo Etnografico il 16, 23 e 26 novembre prossimi.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































