Pesca. Zona economica esclusiva: nulla cambia

Pescatori in riva a Pola. Foto: Dusko Marusic /PIXSELL

La Croazia ha deciso di attivare la Zona economica esclusiva (ZEE), una decisione attesa da tempo, arrivata in seguito alla volontà dell’Italia di fare altrettanto. Il perché ci si stia muovendo in questo momento e con queste modalità è stato spiegato da Domagoj Hajduković, presidente della Commissione parlamentare per gli affari europei. “Nel 2003 il governo Račan aveva deciso di attivare la ZERP – ossia la Zona di protezione ittico-ecologica –, un meccanismo di cui l’Italia non dispone. Per questo motivo, ora, per tutelare la parte occidentale dell’Adriatico, hanno deciso di attivare la ZEE, con in mente soprattutto i problemi causati dalla flotta peschereccia albanese. Di conseguenza anche noi abbiamo deciso di fare altrettanto, perché questo ci conviene siccome i pesci non conoscono confini”, ha affermato Hajduković.
A questo punto, però, sorge un grosso problema, relativo alla questione frontaliera con la Slovenia. “Con l’Italia non ci sono problemi aperti riguardo ai confini, ma con la Slovenia sì. Bisognerà infatti vedere se la Zona economica esclusiva verrà proclamata sulla base dei confini che vengono ritenuti validi dalla Croazia o sulla base di quelli decisi dall’arbitrato. Perché se dovessimo prendere la seconda decisione, di fatto prenderemmo atto della sentenza d’arbitrato, che invece non è stata condivisa dal Sabor”, ha affermato Hajduković. Il parlamentare dell’SDP ha pure rilevato che la proclamazione della ZEE non porterà ad alcun cambiamento radicale per i pescatori croati. Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo HDZ, Branko Bačić secondo il quale la ZEE non porterà miliardi di kune, come sostenuto da alcuni deputati della destra, in quanto i pescatori croati devono rispettare le regole UE e non avranno particolari vantaggi finanziari.
Nel frattempo Andreja Metelko Zgombić, segretario di Stato agli Esteri, ha definito questo come un momento storico molto importante. “Anche se abbiamo già la ZERP, con questa nuova decisione si chiuderà il cerchio aperto nel 2003. Abbiamo concordato l’avvio del processo per definire la demarcazione con l’Italia. Si tratta di un procedimento molto complesso, ma non credo che durerà a lungo in quanto abbiamo già ben delimitate le piattaforme continentali e sarebbe logico che i nuovi accordi seguissero quelle linee. Non credo che ci saranno dei problemi durante i negoziati. Per quanto riguarda la Slovenia, invece, li abbiamo avvisati con discrezione di quanto stiamo facendo. L’arbitrato, che non viene riconosciuto dalla Croazia, ma che è stato riconosciuto dalla Slovenia, dimostra chiaramente come loro non abbiano alcun diritto sulla nostra ZERP; quindi non ci dovrebbero essere contrari alla proclamazione della ZEE, in quanto si tratta di uno specchio di mare dalla nostra costa verso verso l’Italia”, ha spiegato Andreja Metelko Zgombić.
Uno dei primi che ha voluto commentare la notizia è stato Nikola Grmoja, parlamentare del Most, il quale ha ricorda come negli ultimi cinque anni il suo partito abbia chiesto l’introduzione della ZEE per ben tre volte, portando il dibattito al Sabor, dove il tutto è stato respinto, con parole pesanti volte a denigrare l’iniziativa. “Uno studio della Commissione europea del 2013 ha dimostrato come la Croazia perda ogni anno 1,5 miliardi di euro a causa della mancata proclamazione della ZEE. E ora che è stata l’Italia a muoversi decidiamo di fare altrettanto anche noi? Sarebbe il caso che il governo spieghi perché questa decisione non sia stata presa prima, che cosa hanno aspettato tutto questo tempo?”, ha chiesto Grmoja, il quale ha ricordato le parole esatte di due politici in particolare: quelle del premier, Andrej Plenković, il quale aveva ritenuto questa mossa inutile, e quelle del capogruppo dell’HDZ, Branko Bačić, il quale l’aveva definita addirittura dannosa in quanto passibile di compromettere i rapporti di buon vicinato.
Secondo Andreja Metelko Zgombić in questo caso però il vantaggio viene proprio dalla collaborazione con l’Italia, in quanto l’azione congiunta dei due Paesi permetterà di chiudere questa zona dell’Adriatico ai pescherecci di Paesi terzi, con indubbi benefici per i pescatori croati.
Oltre al Most anche altri partiti che avevano parlato della ZEE in passato si sono fatti vivi. I Sovranisti croati, con Hrvoje Zekanović, hanno chiesto di “non ripetere gli errori fatti in passato con la ZERP”.

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