PERCORSI EUROPEI Riemerge il nuovo Medioevo

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PERCORSI EUROPEI Riemerge il nuovo Medioevo
Foto Shutterstock

Riemerge, sembra, un nuovo Medioevo: neanche si può più parlare del riemergere dell’imperialismo ottocentesco, dove almeno i Paesi colonizzatori europei mascheravano la loro avidità di potenza e ricchezza in sembianze di “portatori della civiltà europea”. E poi nel Novecento, la super-potenza mondiale emersa dalle due guerre mondiale, gli Stati Uniti d’America, riuscivano a far apparire il proprio hybris (senso del potere, oppure delirio di onnipotenza, punibile dagli Dei, ma solo nella mitologia greca) come esportazione della democrazia. Ora, le maschere sembrano essere cadute. L’inaugurazione del Board of Peace a Washington su invito (perentorio) del presidente degli USA Donald Trump si è svolto in un’atmosfera di efficienza non burocratica, ma corporativa.

In questa occasione, Trump ha rinominato la sede del summit della sua “Board of Peace”, l’Istituto della pace a Washington, in “Istituto Trump per la pace”. Per adesso si è astenuto di dichiarare la capitale americana “Trump city” in suo onore, e gli USA – Stati Uniti di Trump. Per il momento, almeno…

Poi, ha illustrato il suo piano di ricostruzione di Gaza, prendendo per scontata la tregua, dopo la quale il bilancio è tuttora di una media di 5 morti al giorno – palestinesi, naturalmente, a causa di fame, freddo, mancanza di medicine.

Questo Board of Peace, che sembra più un Consiglio di amministrazione di una corporazione multinazionale, è stato varato a Davos, e Trump ha potuto trionfalmente dichiarare che ha racimolato già 17 miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza, che verrà tramutata in un grande resort turistico, proprio come aveva Trump ripreso un video creato dall’intelligenza artificiale che vedeva la striscia di Gaza, per appunto, tramutata in un resort di tipo Miami. E se bisogna concludere che i video, distribuiti in rete, che gli piacciono vengono ripresi dal suo acconto personale e poi diventano realtà, allora è ben chiaro che anche quel video, dove lui da un aereo, con la corona regale, scarica escrementi su manifestanti contro il suo strapotere, forse verrà davvero realizzato.

Trump ha elencato i fondi finora raccolti, da Kazakistan, Azerbaijan, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Kuwait e Uzbekistan, 7 miliardi, in più i 10 miliardi dagli Stati Uniti. Ma ce ne vorranno 110, di miliardi, per ricostruire tutto quello che ha distrutto l’Idf, l’esercito israeliano. E questa iniziativa che eccita gli investitori americani e arabi, delle monarchie assolutiste, andrà a confluire nelle tasche degli imprenditori immobiliari.

Ma l’Unione europea si è trovata di nuovo in ordine sparso – la Bulgaria e la Romania hanno aderito all’invito di Trump, come anche – la Bielorussia, e il Vietnam – che ha mandato a Washington – il segretario del Partito comunista!

Però, la Francia, la Spagna, il Portogallo – e la Slovenia – si sono opposti fermamente a questa iniziativa, sostenendo che il Board for Peace non può sostituire l’ONU. Ma l’Italia ha mandato il ministro degli Esteri Tajani (come osservatore), ci è andato Viktor Orbán come fedele alleato di Trump, mentre un grande polverone ha suscitato la presenza, in qualità di osservatore, della commissaria europea per il Mediterraneo, la croata Dubravka Šuica. E la stessa presidente della Commissione europea ha giustificato la presenza della Šuica, con le parole che l’UE non può non seguire i risvolti di questa faccenda. I Socialisti e Democratici d’Europa, come anche i Verdi, hanno energicamente criticato questo sodalizio fatto di “vassalli e affaristi”, ed è stata attesa anche la decisione della Germania – che ha mandato a questo convegno il suo ambasciatore a Washington.

Anche l’estone Kaja Kallas, l’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Unione, ha dovuto ammettere che la politica estera dell’Unione è campo di decisione del Consiglio, e non della Commissione. Così che la Francia ha insistito per discutere questo assoggettamento ad una iniziativa dove palesemente si esibisce il conflitto di interessi pubblici e privati. La auto-nomina di Trump a presidente, ad vitam, di questa iniziativa, e le nomine da lui fatte – ad esempio, Tony Blair come membro del Consiglio Esecutivo, e Nikolaj Mladenov, bulgaro, di “Alto rappresentante” del Board par il Medio oriente – sono decisioni personali, e non istituzionali.

Trump ha definito il consiglio come un gruppo “più prestigioso mai creato”, paragonandolo esplicitamente ai consigli di amministrazione delle grandi multinazionali. E in questo modo i manager trumpiani attuano la loro “rivoluzione manageriale”, teorizzata da James Burnham, nel 1941, nel libro omonimo. Una “rivoluzione” che vede gli uomini d’affari prendere il potere per rifeudalizzare il mondo – un mondo non più del diritto internazionale, ma degli imperi, padroni, vassalli e valvassori, proprio come nel Medio Evo.

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