Per l’ex maglificio Arena un futuro come laboratorio nonché come deposito per il nascituro Museo navale

In corso i lavori di restauro, conservazione e riqualificazione del secondo piano dell’ala posteriore

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Per l’ex maglificio Arena un futuro come laboratorio nonché come deposito per il nascituro Museo navale
Interni luminosi e bene areati in funzione della conservazione museale (Foto: Daria Deghenghi)

A guardarlo così, sembra solo una fabbrica abbandonata, e lo è sicuramente, perché sono anni che il leggendario maglificio Arena ha chiuso i battenti per l’impossibilità di reggere la concorrenza della moda ultraveloce in arrivo dall’estremo oriente. Ma una nuova vita attende il palazzo venduto in sede di asta fallimentare a vari imprenditori locali, in prevalenza ristoratori ma non solo. Al pianterreno dell’ala centrale sul lato mare hanno già trovato sistemazione i modelli di navi della collezione marittima Gallerion gestita dall’Acquario di Pola e ora sono in corso lavori di restauro, conservazione e riqualificazione del secondo piano dell’ala posteriore. Questa parte “alta” dello stabile deindustrializzato non appartiene alla costruzione originale austriaca ma risale solo al 1970, quando la fabbrica venne ampliata per fare posto a uffici, magazzini e quant’altro. Dopo la ristrutturazione, che consiste in lavori di pavimentazione, di suddivisione degli spazi interni con nuove pareti divisorie, di impiantistica elettrica, di installazione del sistema di riscaldamento e raffreddamento ambienti, di verniciatura delle pareti, di arredamento ecc, questa parte dello stabile venduta all’Acquario di Pola sarà attrezzata per custodire parte delle collezioni museali non visitabili ma anche il laboratorio molecolare e microbiologico dell’acquario che ha bisogno di crescere ma per il quale alla fortezza di Verudella e della vicina batteria San Giovanni lo spazio non basta più.

L’ala interna dell’edificio (Foto: Daria Deghenghi)
L’ala interna dell’edificio (Foto: Daria Deghenghi)

“Il restauro si fonda su progetti 3D che abbiamo commissionato e comprende l’installazione di un impianto di riscaldamento e raffreddamento ambienti, la sostituzione di porte, finestre e intelaiature, e lavori di impiantistica elettrica. I depositi museali saranno arredati con cassettiere e classificatori per l’archiviazione, arredi modulari per la custodia del fondo museale, inclusi i dipinti, i tessuti e altri materiali delicati da conservare con la debita cura. Questa parte dello stabile avrà inoltre una sua officina di restauro, uffici e la biblioteca museale” e questo è quanto fanno sapere gli addetti alle relazioni pubbliche dell’Acquario.

Il museo navale dell’acquario di Pola è ancora tutto da progettare (Foto: Daria Deghenghi)
Il museo navale dell’acquario di Pola è ancora tutto da progettare (Foto: Daria Deghenghi)

Il laboratorio molecolare e microbiologico disporrà di 100 metri quadrati, suddivisi da pareti interne in sette stanze, che presto verranno attrezzate con arredi, macchine, vetri e altri accessori da laboratorio. Ognuna delle sette stanze avrà una sua funzione specifica: accettazione e manipolazione dei campioni, estrazione e purificazione del DNA, analisi batteriologica, preparazione e amplificazione della PCR (Polymerase Chain Reaction), manipolazione post PCR, sequenziamento e analisi dati. Tutti questi interventi sono finalizzati al potenziamento dell’attività espositiva sia dell’acquario che del museo navale, perché in una fase successiva, il nuovo Museo navale in Riva dovrebbe diventare un polo scientifico e culturale e non soltanto l’attrazione turistica che è attualmente. Lo spazio non manca: tremila metri quadrati di superficie utile bastano e avanzano. Bisognerà soltanto ristrutturarli, arredarli ed equipaggiarli, in un investimento milionario che procederà necessariamente a fasi. Ma è così che si lavora all’Acquario di Pola dai primi anni Duemila.

Lavori di sgombero e restauro ambienti (Foto: Daria Deghenghi)
Lavori di sgombero e restauro ambienti (Foto: Daria Deghenghi)

Attualmente il Museo navale propone ai visitatori la collezione “Gallerion”, la seconda esposizione al mondo (dopo Vienna) dedicata esclusivamente all’Imperiale e Regia Marina Austroungarica, all’arsenale e al porto di Pola quale massima base militare marittima asburgica fino alla fine della Grande guerra. È cresciuta lentamente, si è sviluppata in quarant’anni e inizialmente ha avuto sede a Cittanova. È stata trasferita a Pola per trovare nuovi sbocchi di crescita e possibilità di valorizzazione che in una località di dimensioni modeste sarebbero mancate. Oggi la collezione conta più di 330 modelli di navi da guerra, velieri, sottomarini, armi, divise militari, dipinti e altri artefatti degni di essere ammirati da un pubblico molto più ampio di quello costituito generalmente da appassionati di storia militare e del passato asburgico di Pola e dell’Istria. Oggi è quasi impossibile crederci, ma resta il fatto che fino al 1918 Pola è stata una delle massime basi militari marittime al mondo, e la Marina da Guerra austroungarica la settima potenza navale con le massime unità navali della flotta costruite appunto a Pola.

Parte degli ambienti destinati al laboratorio molecolare e microbiologico (Foto: Daria Deghenghi)
Parte degli ambienti destinati al laboratorio molecolare e microbiologico (Foto: Daria Deghenghi)

 

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