Orchestra da camera di Fiume, cinquant’anni di amore per la musica

La Cappella dell'Immacolata Concezione del convento domenicano di San Girolamo, in piazza della Risoluzione fiumana, ha ospitato un concerto celebrativo dell'ensemble guidato da David Stefanutti

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Orchestra da camera di Fiume, cinquant’anni di amore per la musica
L’Orchestra ha dimostrato ancora una volta la sua qualità

La Cappella dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria del convento domenicano di San Girolamo, in piazza della Risoluzione fiumana, ha ospitato un concerto celebrativo dell’Orchestra da camera di Fiume in occasione del suo 50esimo anniversario. L’importante compleanno di questo organico di grande pregio, che da cinque decenni, ovvero dal 1976, si dedica all’esecuzione di opere musicali di tutti i periodi e stili, con particolare attenzione per i compositori croati contemporanei, è stato un’occasione per proporre al numeroso pubblico un’altra serata incentrata, almeno in parte, su musiche e compositori meno noti, ma meritevoli di venire conosciuti e apprezzati.

Gli elementi fondamentali
In questa occasione, il concerto è stato intitolato “Elementi” e ha avuto come tema comune i quattro elementi fondamentali: fuoco, terra, aria e acqua, presentati attraverso due composizioni risalenti al XVIII secolo: “Les Elements: Symphonie Nouvelle” di Jean-Féry Rebel (Parigi, 1666 – Parigi, 1747), considerato uno dei compositori più innovativi del Settecento ma poco presente nei repertori concertistici nostrani, e “Wassermusik” (Musica dell’Acqua) di Georg Philipp Telemann, una composizione interamente dedicata all’acqua come fonte fondamentale di vita sulla Terra.
L’esecuzione di “Les Elements”, una suite composta da dieci movimenti, è iniziata con “Le Cahos” (Il caos), che si apre con un elemento sorprendente per lo stile barocco: un cluster, ossia un accordo dissonante che contiene tutte le note della scala di re minore naturale suonate contemporaneamente e simboleggia il caos primordiale prima della creazione dell’universo. Come osservato dal direttore dell’Orchestra, David Stefanutti, si tratta probabilmente del primo cluster nella storia della musica.
L’Orchestra da camera fiumana ha interpretato le singolari e vivaci pagine di Rebel mettendo in luce la ricchezza del disegno tonale di ciascun movimento e valorizzando l’intento del compositore di raccontare una storia attraverso l’armonia e il timbro orchestrale. Altrettanto validi sono stati gli interventi solistici, mentre l’imponente suono dell’organico ha fatto riverberare la cappella con sonorità pastose.

Fenomeni legati all’acqua
Altrettanto efficace è stata l’interpretazione della suite orchestrale in Do maggiore “Wassermusik” di Georg Philipp Telemann (Magdeburgo, 1681 – Amburgo, 1767), composta nel 1723 in occasione del centenario dell’Ammiragliato di Amburgo. La suite comprende un’ouverture seguita da nove movimenti descrittivi, ciascuno legato a divinità marine o fenomeni legati all’acqua. Ciascun movimento dipinge attraverso i suoni un personaggio o un evento tratto dalla mitologia antica, creando così paesaggi sonori caratterizzati da nitidezza armonica, da un’accattivante e fluida motoricità e pulsazione ritmica e da una disarmante esuberanza. L’Orchestra ha reso con slancio ciascuno di questi elementi musicali offrendo un’interpretazione di particolare pregio.

Un folto pubblico ha seguito il concerto

Gli inizi dell’ensemble
Nel corso del concerto, il Maestro Stefanutti ha voluto ricordare gli inizi dell’Orchestra, osservando come l’idea di fondare un’orchestra da camera giunse dal violinista Ivan Šestak e dal violoncellista Josip Šepić, entrambi insegnanti presso la Scuola di Musica “Ivan Matetić Ronjgov” di Fiume, scomparsi diversi anni fa. Il primo direttore artistico dell’ensemble fu il prof. Peter Škrjanec, al quale subentrò, nel 1991, lo stesso Stefanutti. Nel suo discorso, Stefanutti ha voluto ricordare anche i musicisti scomparsi che per tanti anni hanno contribuito con il loro talento alla qualità dell’organico, tra cui il violoncellista Aleks Pavletić, il violinista Stanul Stanulov, il violista e musicologo Vladimir Fajdetić, il violista Bruno Uršić e la violinista Dolores Latković. Ha pure osservato che, dieci anni fa, quando l’Orchestra celebrava il 40esimo compleanno, erano tre i membri che vi suonavano fin dall’inizio, mentre oggi l’unico membro storico è il contrabbassista Valter Veljak.
Dell’Orchestra da camera fiumana fanno oggi parte 24 membri. La sezione del primo violino comprende Tea Grubišić-Mihalić (primo violino e maestro concertatore), Svetlana Sušanj-Karabdić, Matija Buger e Nataša Veljak; di quella del secondo violino fanno parte Sebastian Mavrić, Renata Cepanec-Matjanović, Paulina Tuhtan e Maja Veljak; la sezione delle viole comprende Aned Sngryan, Jasminka Koren e Valeriya Vashchenko; ai violoncelli sono Giovanni Genovese, Paola Genovese e Mauro Šestan. La sezione del contrabbasso conta Valter Veljak, quella dei flauti Đeni Trdić-Barić e Marijana Žepina. La sezione degli oboe comprende Antonio Haller e Nedžad Karabdić, il fagotto è suonato da Ivan Vagroš, il corno da Bruno Laktaš e la tromba da Tina Horvat. Alle percussioni c’è Hrvoje Buger e al clavicembalo Ivan Bošnjak.
Il pubblico ha premiato i valenti musicisti con prolungati applausi, strappando un bis: la Chaconne tratta da “Les elements” di Rebel. Nella sua esecuzione, su sollecitazione di Stefanutti, ha partecipato anche il pubblico battendo il ritmo con le mani.

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