Un ragazzo ammazzato sulla soglia di una casa mentre svolgeva il suo lavoro. Il presunto killer, già condannato per omicidio trent’anni fa, era libero. Il Parlamento si è fermato. E ora la magistratura è nel mirino.
Erano le 23.05 di sabato 16 maggio quando Luka, 19 anni, maturando presso il liceo Ivan Meštrović di Drniš, si è presentato sulla terrazza di un’abitazione privata per consegnare una pizza. Il cliente era Kristijan Aleksić, 50 anni. L’uomo ha impugnato un’arma da fuoco e ha sparato. Il ragazzo è morto sul posto.
La notizia si è diffusa rapidamente in tutta la Croazia, scuotendo l’opinione pubblica non soltanto per la brutalità del gesto, ma soprattutto per quello che il curriculum penale del presunto assassino racconta sulla tenuta del sistema giudiziario croato.
Cinque condanne, un processo mai celebrato
Kristijan Aleksić non era sconosciuto alla giustizia. Il direttore della Polizia nazionale Nikola Milina ha reso noto che l’uomo aveva alle spalle cinque sentenze definitive di condanna, tra cui quella per l’omicidio di una ragazza di 22 anni commesso 32 anni fa.
Il dato più inquietante, però, riguarda un procedimento più recente: nel 2023 Aleksić era stato denunciato dalla polizia e rinviato a giudizio per fabbricazione e detenzione illegale di armi. Il processo non era mai iniziato. E, dettaglio che ha alimentato ulteriormente le polemiche, all’epoca non era stata avanzata nessuna richiesta di custodia cautelare nei suoi confronti.
La Procura generale sotto accusa
A fare chiarezza – almeno in parte – ci ha provato oggi, martedì 19 maggio, il Procuratore generale Ivan Turudić, intervenuto a margine di una cerimonia di identificazione di resti di vittime della guerra d’indipendenza. Turudić ha confermato di aver inviato in giornata due sostitute procuratrici a Sebenico per un’ispezione straordinaria presso la Procura ordinaria locale, con il mandato di verificare come sia stato gestito il fascicolo del 2023.
“È vero che fu presentata una denuncia penale, è vero che l’imputato fu arrestato. Non fu avanzata la richiesta di custodia cautelare. Si ritenne che non vi fossero motivi per farlo”, ha dichiarato Turudić, precisando che l’ispezione dovrà stabilire se quella valutazione fosse conforme alla legge e alle regole deontologiche della professione.
Il capo della magistratura inquirente ha inoltre ricordato che la Procura non ha potere di influire sui tempi dei dibattimenti, che spettano ai tribunali, pur ammettendo che un’azione più rapida avrebbe potuto avere un effetto preventivo. Ha anche ricordato che già nel 2024 un’ispezione presso la sede di Sebenico aveva portato al riscontro di irregolarità e a conseguenti avvicendamenti del personale.
“Ogni procedimento penale deve iniziare e concludersi nel più breve tempo possibile, indipendentemente dal carico di lavoro dei tribunali. Ogni fascicolo è urgente”, ha detto Turudić.
Parallelamente, il ministro della Giustizia Damir Habijan ha disposto un’ispezione ministeriale sul Tribunale di Sebenico, con un perimetro che si affianca ma non si sovrappone a quello della Procura generale: mentre quest’ultima esamina l’operato dei magistrati requirenti, il ministero controllerà la gestione amministrativa e giudiziaria del tribunale.
La caccia all’uomo e l’arresto
Dopo il delitto Aleksić è fuggito, dando il via a una caccia all’uomo durata 30 ore. Le forze dell’ordine lo hanno bloccato nella notte tra domenica e lunedì all’ingresso di Drniš. Il ministro dell’Interno Davor Božinović ha parlato di un’operazione impegnativa e pericolosa, aggiungendo che la polizia aveva fatto il proprio dovere allora e lo ha fatto anche adesso.
L’uomo è stato consegnato al custode cautelare e la denuncia penale per omicidio aggravato e detenzione illegale di armi è stata trasmessa alla Procura distrettuale competente. Dopo l’interrogatorio in Procura, un giudice delle indagini preliminari dovrà pronunciarsi sulla custodia cautelare in carcere.
Il Sabor in piedi per Luka
Martedì mattina il Parlamento croato ha aperto i lavori con un minuto di silenzio, su iniziativa del deputato Miro Bulj del partito Most. Il presidente dell’Assemblea Gordan Jandroković ha voluto ricordare anche un agente di polizia ucciso di recente in circostanze analoghe. “In memoria di Luka e di tutti coloro che hanno perso la vita in modo così straziante”, ha detto.
Oggi, dopo una cerimonia commemorativa nella scuola che frequentava, Luka è stato sepolto nel cimitero di San Giovanni a Drniš. Aveva un diploma da prendere…
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