Il pittore fiumano Mauro Stipanov, dopo vent’anni di assenza dal Concorso d’Arte e di Cultura “Istria Nobilissima”, ha fatto ritorno ottenendo il primo premio nella categoria Arti visive – Premio “Romolo Venucci”, Sezione Pittura, scultura, grafica, per il dipinto “Pulsar 9”, con la motivazione “L’opera rivela il lungo viaggio di ricerca fatto dall’autore attraverso la stratificazione che le pennellate definiscono un’atmosfera evanescente e rarefatta”. Il dipinto è il risultato creativo del suo interesse per la scienza, per la filosofia e per i fenomeni astronomici, elaborato negli ultimi anni in diversi cicli pittorici presentati in varie mostre, ma afferma anche il valore della pittura classica e delle sfumature, della macchia, del liberarsi dal superfluo.
Una ricca carriera
Classe 1952, Mauro Stipanov è nato in una famiglia di pittori. La sua formazione artistica ebbe inizio nell’ambito dei corsi di disegno e pittura di Romolo Venucci, ai quali fece seguito un soggiorno di studio alla “Pietro Vannucci” di Perugia nei primi anni Settanta. Nel 1980 si laureò all’Accademia di Belle Arti di Venezia, sotto la guida del prof. Carmelo Zotti, e successivamente si perfezionò all’Accademia di Belle arti di Brera e alla Cité Internationale des Artes di Parigi. Nel corso di una ricca carriera ha allestito più di settanta mostre personali e ha partecipato a oltre duecento collettive sia in Croazia che all’estero, ricevendo premi sia a livello nazionale che internazionale. Tra i maggiori riconoscimenti spicca il premio di pittura alla XVI Biennale dei giovani artisti della Jugoslavia del 1987, il Premio Città di Fiume del 2000 e il premio “Ivo Kalina” nel 2021 per la mostra “Jungla della vita”, allestita nella Galleria Kortil. Stipanov ha lavorato all’Accademia di Arti applicate di Fiume dal 2005 al 2017 come docente presso la cattedra di disegno (anatomia artistica, disegno del nudo) e poi anche di pittura. L’anno scorso ha celebrato cinquant’anni di una brillante carriera artistica che continua a evolversi.
La conclusione di una trilogia
“Ho partecipato al Concorso ‘Istria Nobilissima’ con tre dipinti della serie ‘Pulsar’ – ci ha riferito il pittore in un breve colloquio –. Si tratta di un ciclo che si è evoluto dalla serie di quadri nei quali dipingevo il cielo sopra Fiume e il Monte Maggiore, intitolato appunto ‘Cielo’, e che con il tempo si è evoluta e ha portato al ciclo ‘Pulsar’. Le tre opere con le quali mi sono presentato a ‘Istria Nobilissima’ sono dipinti che avevo realizzato in contemporanea con i cicli legati allo spazio e al cielo e alla serie ‘Pulsar’”.
Il ciclo “Pulsar” era stato presentato l’anno scorso nell’ambito della mostra alla Galleria Kortil di Fiume intitolata “Il mondo inesistente”, ed è la conclusione di una trilogia avviata nel 2016, composta dal ciclo “Introspettiva-leopardiana-Morte” incentrata sul pensiero della morte, ispirata dall’opera poetica e filosofica su Leopardi, proseguendo con le mostre “La jungla della vita” e “Cielo”, nelle quali il pittore ha tematizzato questioni esistenziali, ovvero la natura della vita, la sua fugacità, la morte e l’infinito del cielo.
“Nel corso della mia carriera pittorica mi sono sempre interessato alla filosofia e alla scienza e il mio lavoro negli ultimi quindici anni è legato a queste due discipline, che sono interconnesse. La scienza non esiste senza la filosofia e viceversa. Nel 2020 avevo, per esempio, realizzato la mostra ‘La jungla della vita’, che era ispirata alle idee di Charles Darwin e all’evoluzione, trattate nelle opere di Telmo Pievani, biologo evoluzionista e divulgatore scientifico che lavora all’Università di Padova, dove insegna filosofia della scienza, il che dimostra che filosofia e scienza sono collegate. Di conseguenza, lo spazio, l’universo e le galassie sono oggetto di ricerche scientifiche, ma anche filosofiche”. Il risultato di questa ricerca artistica è stata un’unica composizione formata da più di 300 lavori con tematiche inerenti la vita, che era possibile ammirare nella Galleria Kortil.
La sua arte ha un riscontro nell’attualità, subisce l’impatto della vita di tutti i giorni, oppure è un modo di rifugiarsi in un mondo personale?
“La tecnologia e l’intelligenza artificiale sono secondo me alcuni dei temi più rilevanti del mondo contemporaneo. Anche se seguo ciò che accade nel mondo, la mia arte non ne è molto influenzata, credo che un riflesso si possa individuare eventualmente nell’estetica delle fotografie di galassie e corpi celesti lontane migliaia e milioni di anni luce realizzate dai telescopi James Webb e Hubble e pubblicate dall’agenzia spaziale statunitense NASA. Si tratta di immagini straordinarie e in questo senso hanno un certo impatto sulla mia arte, in quanto non sono immune alle influenze esterne, ma non le cerco appositamente.
L’immaginazione non ha bisogno di artefatti e di ispirazioni esterne, anche se noi umani non possiamo evitare di essere influenzati da ciò che succede nel mondo. Le informazioni nelle quali mi imbatto lasciano delle tracce nello stato emotivo in cui mi trovo in un determinato momento. Personalmente prediligo la pittura semplice, con pochi colori, e i miei dipinti sono generalmente scuri con chiazze di luce”.
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