Mattarella a Lubiana: «Tutela delle minoranze, segno di maturità democratica»

Il capo dello Stato italiano in visita ufficiale in Slovenia, è stato accolto dalla presidente della Repubblica, Nataša Pirc Musar

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Mattarella a Lubiana: «Tutela delle minoranze, segno di maturità democratica»

Con l’intonazione degli inni nazionali, è iniziata oggi, mercoledì 10 settembre, la visita di due giorni in Slovenia del presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Il capo dello Stato è stato accolto dalla sua omologa slovena, Nataša Pirc Musar presso il Palazzo presidenziale. A causa del maltempo che ha colpito la regione, l’omaggio al Monumento ai caduti di tutte le guerre in Piazza del Congresso, e la posa della corona di fiori, sono stati annullati.

Assieme alla presidente slovena, ad accogliere Mattarella sono stati il primo ministro Robert Golob e la presidente della Camera di Stato Urška Klakočar Zupančič. Presente anche l’ambasciatore d’Italia a Lubiana Giuseppe Cavagna.

Rapporti di buon vicinato

Pirc Musar ha ringraziato Mattarella per essere arrivato in Slovenia in “una visita di natura amichevole” che sottolinea i rapporti di buon vicinato tra i due Paesi e una collaborazione intensa. Particolarmente soddisfacente è la cooperazione con la Regione Friuli Venezia Giulia. Tramite il suo ruolo e assieme alla Croazia, si sta lavorando per creare una grande regione del Nord Adriatico. Non è potuta mancare la menzione della rispettive minoranze, la Comunità italiana in Slovenia e quella slovena in Italia e il loro contributo. Pirc Musar ha ringraziato Mattarella per l’attenzione che ha posto alla questione, siccome “i gruppi vulnerabili” sono “soggetto di pressione”. Pirc Musar ha sottolineato la necessità di sostenere le scuole slovene in Italia dicendosi certa che i due Governi “rafforzeranno la collaborazione nel rispetto della fiducia”. La cessione del Narodni dom di Trieste, ha ricordato ancora la presidente slovena, “sta rispettando i tempi” ed è un fatto importante “dal punto di vista simbolico”.

Sono stati poi presentati una serie di numeri: l’interscambio commerciale tocca i 10,2 miliardi. L’Italia è il terzo partner commerciale della Slovenia e il secondo partner turistico. L’Italia è un “investitore chiave”, anche per via del fatto che il tipo di investimenti compiuti ha un grande valore aggiunto.

Nell’ultima parte del suo discorso, Pirc Musar si è soffermata sulla situazione in Europa e nel mondo. Innanzitutto, “l’allargamento dell’Unione europea è una priorità”, e deve essere un processo “rapido ed efficace”. Ribadito il pieno sostegno all’integrazione nell’Ue dei Paesi dei Balcani occidentali, della Moldavia e dell’Ucraina. Si è sostenuta, infine, una “pace giusta” per l’Ucraina, che “deve basarsi sulla Carta dell’Onu”. Anche per quanto riguarda il Medio Oriente la Slovenia sostiene la pace, un cessate e il fuoco e l’affermazione del diritto umanitario, che ha subito “le maggiori pressioni dalla fine della Seconda guerra mondiale”.

Tanti i settori in cui poter collaborare
“Sono per la seconda volta quest’anno in Slovenia, e ogni volta che vengo è un grande piacere”, ha esordito il presidente italiano Sergio Mattarella. I legami tra i due Paesi come pure l’amicizia, ha valutato, si sono ulteriormente rafforzati. “Nei colloqui di oggi abbiamo affrontato temi bilaterali per fare il punto sulla nostra collaborazione, con il compiacimento di trovare questa davvero molto ampia e crescente. Lo dimostra anche l’interscambio commerciale che, già nei primi quattro mesi di quest’anno corrente, manifesta una tendenza all’accrescimento molto incoraggiante – ha detto il capo dello Stato –. Abbiamo tanti settori in cui poter collaborare. Settori di avanguardia, come quello dell’energia nelle sue varie forme, e settori tradizionali, come quello delle infrastrutture o dei trasporti. Vi sono, inoltre, delle collaborazioni eccellenti sul piano culturale fra Slovenia e Italia”.
Parlando della situazione internazionale e delle guerre in corso, Mattarella ha detto che “si muove su un crinale, e senza accorgersi si può scivolare in un baratro di violenza incontrollata”.

Le minoranze caposaldo dell’amicizia
Si è parlato delle minoranze linguistiche che “sono un caposaldo” dell’amicizia tra Italia e Slovenia e che la “arricchiscono”.

Domani, giovedì 11 settembre, “su cortese invito della presidente Pirc Musar, andremo insieme a Capodistria, dove avrò il privilegio di inaugurare, insieme alla presidente, il restauro del Collegio dei Nobili. E, come oggi sottolineerò, apprezziamo molto l’investimento che ha fatto il Governo sloveno per un restauro che non soltanto tutela un simbolo della città, ma al contempo offre alla Comunità nazionale italiana di quella regione, di quel territorio, ambienti rinnovati, ambienti moderni, per lo studio delle nuove generazioni”, ha ribadito Mattarella.

“Questa visita a Capodistria mi consentirà di incontrare la Comunità nazionale italiana di quella regione – appunto – e di valorizzare quell’impianto di tutele che la Slovenia, così come l’Italia nel suo territorio, hanno saputo costruire a favore delle rispettive minoranze. Questo è un sistema di tutela delle minoranze rispettive – come fanno Slovenia e Italia – che costituisce espressione della maturità democratica dei nostri due Paesi. Ed è anche un esempio nella vita dell’Unione europea e nella comunità internazionale. Per questo è un tema che abbiamo entrambi a cuore – la presidente Pirc Musar ed io – perché sia sempre destinatario di attenzione da parte delle istituzioni di entrambi i Paesi”, ha ribadito il presidente italiano.

“Forse è bene ricordare, particolarmente ad alcuni Paesi dell’Unione che hanno problemi ancora aperti, che nell’Unione l’8% dei suoi cittadini appartiene alla minoranza nazionale, e che circa il 10% dei cittadini dell’Unione parla una lingua regionale o minoritaria. È quindi un tema importante nella vita dell’Unione. E quello che fanno Slovenia e Italia rappresenta non dico un’avanguardia – vi sono anche altri esempi positivi ed encomiabili nell’Unione – ma rappresenta uno degli esempi su come si procede nella strada della collaborazione e della reciproca amicizia”, ha sottolineato Sergio Mattarella.

L’allargamento dell’Unione
Durante la conferenza stampa tenutasi al termine dei colloqui con la presidente Pirc Musar, Mattarella ha dichiarato che tra i temi affrontati c’è stato pure quello dell’Unione europea, “delle sfide cui deve far fronte. Sono sfide strutturali e sfide contingenti. Tra le prime c’è una che riguarda il completamento dell’Unione. Sotto tanti profili. Abbiamo parlato a lungo del completamento che attiene all’allargamento dell’Unione, come poc’anzi ricordava la Presidente. Alcuni Paesi dei Balcani occidentali attendono da molti anni. Vi sono alcuni che attendono da un ventennio, dopo aver avanzato la candidatura a far parte dell’Unione europea. Pensare che l’ultimo Paese ammesso nell’Unione è la Croazia – è entrata dodici anni addietro – dà l’idea di come vi sia stata una pausa ingiustificata nel processo dell’allargamento dell’Unione europea. Che quindi va accelerato il più possibile, come concordemente Slovenia e Italia sollecitano a fare. Sono Paesi, tra l’altro, che sono fondamentali per completare l’Europa nell’unica struttura di famiglia europea a cui si è dato vita. Sono fondamentali anche per la nostra autonomia strategica, per la nostra difesa, per la sicurezza economica e interna, per la lotta al terrorismo e ai trafficanti di esseri umani che lucrano in maniera ignobile sull’immigrazione irregolare. Questo è un tassello importante che l’Unione europea deve affrontare per svolgere il ruolo che sta cercando di svolgere. Come è indispensabile, in questo contesto internazionale così difficile, imprevedibilmente complesso, e così travagliato da crisi ai suoi confini. Al Nord come al Sud dell’Unione europea”.

Convivenza civile e pacifica

Nel rivolgersi ai giornalisti, il presidente italiano ha ribadito che “quello che avviene a Gaza non è accettabile: una popolazione intera ridotta alla fame è una condizione che la comunità internazionale e le coscienze individuali non possono accettare. Così come non è accettabile l’intenzione di espellere dal proprio territorio una popolazione. O quella di occupare territori dell’Autorità palestinese in Cisgiordania, rendendo impossibile una soluzione politica definitiva in quella regione, che è a vantaggio di tutti, anche della sicurezza di Israele. In tutto questo è fondamentale il ruolo delle Nazioni Unite. E noi apprezziamo molto il ruolo che la Slovenia sta svolgendo come componente del Consiglio di sicurezza dell’ONU, per riaffermare, nella vita internazionale, una propensione al dialogo, al rendersi conto delle esigenze altrui, a trovare soluzioni che non siano dovute alla forza delle armi, ma siano dovute alla convivenza civile e pacifica tra i Paesi. È questo che accomuna Slovenia e Italia, e di questo abbiamo parlato in pieno accordo, la presidente Pirc Musar ed io”, ha affermato ancora il presidente italiano.

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