Dopo l’annuncio ufficiale dell’annullamento dell’accoglienza in centro a Zagabria, la festa della nazionale croata di pallamano si è spostata nella notte all’aeroporto Franjo Tuđman, diventando il simbolo di una frattura profonda tra successo sportivo e scontro politico.
Il volo proveniente dalla Danimarca è atterrato poco dopo le 3 del mattino. Ad attendere i giocatori c’erano diverse centinaia di tifosi, arrivati nonostante l’orario, avvolti in bandiere, sciarpe e maglie della nazionale. Tra cori e applausi, l’aeroporto si è trasformato in una piazza improvvisata, l’unico luogo in cui celebrare un risultato che sul campo aveva entusiasmato il Paese.

Dalla folla si sono levati canti come: “Moja domovina” a brani di Jura Stublić e dei Prljavo kazalište fino a “Čavoglave” e alla canzone “Ako ne znaš što je bilo”, considerata l’inno non ufficiale dei pallamanisti. Non sono mancati elementi controversi: tra i presenti sono comparse bandiere dell’HOS con la scritta “Za dom spremni” e una maglietta con l’immagine del sindaco Tomislav Tomašević barrata, segnali che hanno ulteriormente caricato di significato politico l’accoglienza.
La posizione dei giocatori
A nome della squadra è intervenuto il capitano Ivan Martinović, che ha ribadito come la nazionale ritenesse di aver meritato un’accoglienza ufficiale nel cuore di Zagabria dopo la conquista della medaglia di bronzo. Secondo quanto comunicato dalla Federazione croata di pallamano, la volontà dei giocatori era quella di celebrare il risultato con una accoglienza in piazza e con la presenza del cantante Marko Perković Thompson, richiesta che ha fatto saltare l’accordo con la città.
La reazione dell’esecutivo
All’aeroporto erano presenti anche esponenti dell’esecutivo. Il ministro del Turismo e dello Sport Tonči Glavina ha accolto personalmente i giocatori, definendoli una “generazione d’oro” e annunciando un ricevimento ufficiale nella sede del governo. Sulla mancata accoglienza, Glavina ha parlato di divieti inaccettabili e di una scelta che, a suo giudizio, impedisce ai cittadini di festeggiare e di ringraziare i propri sportivi.
Ancora più duro il ministro della Difesa e vicepremier Ivan Anušić, che ha accusato direttamente l’amministrazione di Zagabria di aver privato la nazionale e i tifosi di una celebrazione meritata, parlando di censura ideologica e di una vergogna politica che non offuscherà il valore della medaglia, ma che resterà nella memoria pubblica.
La replica del sindaco Tomašević
Alle accuse ha risposto il sindaco di Zagabria Tomislav Tomašević, chiarendo le ragioni della decisione. In un messaggio pubblico, il primo cittadino ha spiegato che l’accoglienza non c’è stata perché i rappresentanti della nazionale hanno insistito affinché agli artisti già concordati si aggiungesse anche Marko Perković Thompson, una richiesta che la Città non poteva accettare.
Secondo Tomašević, la presenza del cantante sarebbe stata contraria alle decisioni della giunta e del Consiglio cittadino sull’uso degli spazi cittadini e alle regole relative al saluto ustascia, simbolo che viene associato all’artista. Il sindaco ha ricordato come Thompson abbia già violato in passato queste norme, citando un recente concerto tenuto all’Arena di Zagabria.
Tomašević ha aggiunto che, dopo il rifiuto della Città, è stata la stessa nazionale a decidere che in quelle condizioni l’accoglienza a Zagabria non si sarebbe svolta. “Mi dispiace che i pallamanisti abbiano preso questa decisione – ha scritto – ma colgo l’occasione per congratularmi ancora una volta con loro per la medaglia di bronzo conquistata all’Europeo”.
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