Si è concluso oggi, mercoledì 10 dicembre, nel Dignanese il percorso conoscitivo sul territorio della Console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri, la cui visita al sud dell’Istria – ufficiale, ma allo stesso tempo informale e distesa – è iniziata da Palazzo del Municipio di Dignano, dove è stata accolta dalla vicesindaca in quota CNI, Manuela Geissa. All’appuntamento erano presenti anche il Console Onorario d’Italia a Pola, Tiziano Sošić, il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Marin Corva, il presidente del Consiglio della minoranza nazionale italiana di Dignano Fulvio Delcaro e i presidenti delle Comunità degli Italiani di Dignano e Gallesano, Maurizio Piccinelli e Debora Moscarda.
Accolta l’ospite, la vicesindaca ha esordito ricordando che Dignano rappresenta da secoli un punto d’incontro tra popoli, lingue e culture diverse. Ha quindi spiegato alla Console che oltre a Dignano, il Comune comprendere le frazioni storiche di Gallesano e Peroi.
“Nel nostro territorio convivono croati, italiani, bosniaci, rom, serbi, montenegrini, che insieme contribuiscono alla vitalità dell’intera comunità. Tuttavia, spetta alla Comunità italiana autoctona, che affonda le sue radici bimillenarie in questa terra, il compito fondamentale di preservare la nostra identità storica e culturale. Sono, infatti, le nostre due Comunità di Dignano e Gallesano, le vere custodi del patrimonio storico e culturale del Dignanese”, ha quindi detto Manuela Geissa aggiungendo che nel Dignanese sopravvivono tuttora lingue arcaiche come l’istrioto e l’istroveneto.
Il focus si è poi inevitabilmente spostato su una problematica particolarmente sentita sia dalla rappresentante della locale comunità italiana presso la Città sia dai presidenti delle due Comunità degli Italiani: l’educazione e l’istruzione in lingua italiana. A tale proposito, Manuela Geissa ha dichiarato che “è fondamentale creare una scuola italiana autonoma, moderna, dinamica e capace di competere a livello europeo”.
Difendere la sopravvivenza
“Non passi, però, un messaggio sbagliato. Non si tratta di dividere, ma di difendere la sopravvivenza della componente italiana, che oggi, anche a Dignano, è oggettivamente messa a dura prova”, ha proseguito Geissa, che per quanto riguarda la sezione italiana dell’elementare di Gallesano ha detto che deve rimanere una sezione periferica della “Giuseppina Martinuzzi” di Pola.
“Affiliarla alla scuola di Dignano comporterebbe il rischio di una sua futura chiusura. Una possibilità che non solo non condivido, ma che intendo fortemente evitare. La scuola di Gallesano ha una sua storia, una sua identità e un ruolo fondamentale per la comunità italiana locale. Dunque, merita di essere tutelata”, è il commento della vicesindaca, che ha quindi illustrato all’ospite altri punti e iniziative del suo programma. Il pensiero e la necessità di una scuola italiana autonoma con una propria dirigenza sono stati condivisi appiano sia di Tremul che da Corva, i quali hanno ricordato che tentativi in questa direzione sono già stati compiuti in passato, sfortunatamente senza riscontri positivi.
“In realtà, quello dell’educazione e dell’istruzione scolare è un problema abbastanza ricorrente. Ed è giusto lavorarci e affrontarlo, perché è quello il primo momento in cui si forma per la prima volta una certa consapevolezza del bambino in ordine alla sua identità e appartenenza. Quindi concordo pienamente che sia l’asilo che tutta la verticale scolastica sono importantissimi”, è stato, invece, il commento della Console Palmieri, che ha concordato circa l’esigenza di rendere autonoma la sezione italiana.
Un’attrattiva per tutti
Concluso l’incontro a Palazzo Municipale, la Console è stata accolta a Palazzo Bradamante, sede della Comunità degli Italiani di Dignano, dove alla delegazione si è unita anche Orietta Marot, dell’Università Popolare di Trieste. L’onere e l’onore di presentare sia l’edificio che le varie attività del sodalizio è spettato a Maurizio Piccinelli. Non prima, però, di avere ricordato con un minuto di raccoglimento la maestra Anita Forlani, figura di spicco della comunità italiana dignanese scomparsa in questi giorni. Illustrata la storia della CI di Dignano – fondata nel 1948, e trasferitasi nel 2005 a palazzo Bradamante, donato dal Comune e ristrutturato con i mezzi, soprattutto dello Stato Italiano – Piccinelli ha spiegato che la CI è frequentata da molti ragazzi.
“Quando vedo una CI come la mia penso che non scompariremo mai”. Così il presidente, che inevitabilmente è tornato a parlare della scuola, dicendo che un asilo e una scuola italiana autonoma potrebbero fare solo del bene non soltanto ai residenti di nazionalità italiana, ma all’intero territorio. Piccinelli si è poi soffermato sui tantissimi eventi organizzati dalla CI e dell’importanza che essi rivestono per la salvaguardia delle tradizioni e il mantenimento dell’italianità di questo territorio. “Noto con piacere che siete molto radicati sul territorio. Anch’io non penso che siate in procinto di scomparire. Anzi, mi sento di dire che grazie a voi questo territorio possa costituire un’attrattiva anche per gli altri, non necessariamente croati, ma chi per motivi di lavoro o altro si trova in questo territorio. Siete una ricchezza anche per le amministrazioni locali”, ha commentato la rappresentante diplomatica. “Non posso dunque che complimentarmi con tutti voi”. Così la Console Iva Palmieri, che nel pomeriggio ha fatto visita alla CI di Gallesano.
Ad accoglierla al suo arrivo la presidente della CI, Debora Moscarda, il presidente della Giunta esecutiva del sodalizio, Pietro Demori, e la vicepresidente dell’Assemblea dell’UI, Diriana Delcaro Hrelja, che presentata in breve la storia del sodalizio e informata al Console circa il numero degli iscritti (oltre 600) hanno illustrato all’ospite le principali attività e progetti della Comunità.
I bambini in Comunità non mancano
“Possiamo ritenerci fortunati. Siamo una CI molto attiva tanto che l’attività culturale di Gallesano prende vita proprio grazie alle nostre attività”, ha detto Debora Moscarda, soffermandosi poi su un paio di iniziative particolarmente sentite a Gallesano come il gruppo folcloristico, la festa delle cioche, la presentazione dei piatti tipici di Gallesano. In modo particolare, la presidente ha tenuto a illustrare alla Console il progetto del futuro Centro interpretativo di Gallesano, un programma ancora in fase di realizzazione, ma che una volta ultimato offrirà alla CI un ulteriore strumento di salvaguardia e valorizzazione delle tradizioni, degli usi e costumi locali.
Anche a Gallesano sono stati poi affrontati i temi dell’asilo e della scuola. “Tuttavia, Debora Moscarda ha tenuto a sottolineare gli ottimi rapporti di collaborazione tra la CI e i due istituti. “I bambini in Comunità non mancano”, ha quindi commentato la presidente, che ha poi parlato dell’istrioto gallesanese e delle varie attività portate avanti per la sua tutela e promozione, soprattutto tra i più piccoli. La diplomatica è stata anche messa al corrente del fatto che alcuni dei discanti del territorio fanno parte del patrimonio UNESCO e che lo scorso anno sia la furlana gallesanese che quella dignanese sono state inserite nel registro del patrimonio immateriale della Repubblica di Croazia.
Ascoltate con attenzione e interesse le parole della presidente Moscarda, la Console Palmieri ha ribadito un concetto già espresso in altre occasioni: “Ogni Comunità, in qualche modo, ha una sua particolarità, specificità. Sembrano tutte uguali, ma in realtà sono tutte diverse”. La rappresentante della Repubblica Italiana ha continuato dicendo di essersi fatta un’idea del panorama complessivo e di avere capito che le Comunità più piccole sono quelle più integrate nella realtà locale e che costituiscono dei veri e propri centri di aggregazione sociale. “Tutte lamentano, però, il problema delle scuole. Quindi, evidentemente è un problema sentito un pò ovunque. Comunque qui a Gallesano è meno sentito. I bambini ci sono. Dunque, non posso che suggerirvi di tenere ben stretto a voi l’asilo”. Così Palmieri, le cui visite alle CI di Dignano e Gallesano sono state inframezzate da una visita alla chiesa parrocchiale di San Biagio, al suo Museo e alle sue reliquie, all’Infobip, all’azienda vitivinicola Babos e all’oleificio Baioco.







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