«Italia e Croazia unite dall’amicizia e dal futuro in Europa»

Nella splendida cornice del salone delle feste di Palazzo Modello, il Consolato Generale d'Italia ha festeggiato gli 80 anni dal referendum che ha dato una svolta democratica all'Italia unitaria. Per l'occasione si è esibito il duo Squarcia-Valenčić nello spettacolo “L'universo musicale parla italiano”. Presenti numerose personalità e autorità

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«Italia e Croazia unite dall’amicizia e dal futuro in Europa»
Il ricevimento e il concerto a Palazzo Modello promossi dal Consolato Generale d'Italia a Fiume. Foto: Goran Žiković

Per celebrare la Festa nazionale della Repubblica italiana nella città di Fiume, il Consolato Generale d’Italia ha organizzato una serata all’insegna della musica a Palazzo Modello, sede della locale Comunità degli Italiani, nella splendida cornice del Salone delle feste. Dietro la conduzione di Larisa Gasperini per l’occasione si è esibito il duo formato da Francesco Squarcia (viola e voce) e Aleksandar Valenčić (piano e fisarmonica) nel brillante e coinvolgente recital intitolato “L’universo musicale parla italiano”. All’evento erano presenti diverse personalità. Dalla rete diplomatico-consolare, la console generale d’Italia a Fiume Iva Palmieri; l’ambasciatore d’Italia a Zagabria Paolo Trichilo; il console onorario d’Italia a Pola Tiziano Sošić; la viceconsole onoraria d’Italia a Buie Giuseppina Rajko e la console generale della Serbia a Fiume Ivana Stojiljković. Dal mondo della Comunità Nazionale Italiana, il presidente uscente dell’Unione Italiana Maurizio Tremul; il presidente uscente della Giunta Esecutiva dell’UI Marin Corva; il presidente dell’Università Popolare di Trieste Edvino Jerian; il segretario generale dell’UPT Fabrizio Somma; il presidente uscente del sodalizio fiumano e membro del Consiglio cittadino in rappresentanza della CNI Enea Dessardo e diversi presidenti delle CI. In rappresentanza delle istituzioni locali, hanno figurato l’emissaria della sindaca di Fiume Maša Magzan; il vicepresidente della Regione litoraneo-montana Robert Matić e il sindaco di Abbazia Fernando Kirigin. Tra il pubblico presente anche la direttrice dell’EDIT Christiana Babić.

Insieme nella famiglia europea
La serata si è aperta con la proiezione di un videomessaggio del vicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro degli Affari Esteri italiano Antonio Tajani, rivolto agli italiani all’estero. Successivamente ha preso la parola la console generale Iva Palmieri. “La Repubblica italiana è nata in tempi relativamente recenti, solo ottant’anni fa, al termine di un conflitto bellico di scala mondiale estremamente doloroso, che ha profondamente segnato il nostro Paese”, ha ricordato la console. “Eppure, nonostante la devastazione della guerra, l’Italia sembra risollevarsi con convinzione e contribuire alla costituzione di quella che in origine si chiamava Comunità Economica Europea e che oggi conosciamo come Unione Europea – ha proseguito –. Una comunità che oggi costituisce una grande famiglia e alla quale i nostri Paesi appartengono con convinzione. Due Paesi, l’Italia e la Croazia, che pur se vicini hanno avuto un passato a tratti difficile e doloroso, ma che oggi appartengono a questa unica grande famiglia”. Palmieri ha quindi ribadito “la vicinanza del Consolato ai connazionali e alle autorità locali, nel segno di un profondo desiderio di collaborazione e di condivisione e per rafforzare ulteriormente il nostro rapporto di amicizia e di comunanza”. Infine Palmieri ha sottolineato l’impegno del Consolato nel “profondere ogni sforzo per avvicinarci sempre di più ai connazionali, sia per quanto riguarda l’erogazione dei servizi consolari sul territorio, sia per quanto riguarda l’organizzazione di tanti eventi che ci hanno consentito di portare un po’ della nostra bella Italia in questo Paese”.

L’apprezzamento di Trichilo per la CNI
In apertura del suo intervento, l’ambasciatore Trichilo ha sottolineato che segue costantemente la cronaca del Quarnero e dell’Istria grazie alla lettura del quotidiano La Voce del Popolo. Ha quindi constatato che, “oltre gli ottimi rapporti che ci sono a livello dei due Stati e dei Governi, anche su questi territori la collaborazione si sta sviluppando in maniera molto intensa e positiva”. Ha ricordato che lui e la console generale viaggiano continuamente nella regione “per cercare di avere un rapporto diretto e vicino con le Comunità degli Italiani e con le autorità locali”. Il rappresentante diplomatico ha quindi espresso apprezzamento per il recente riconoscimento del dialetto fiumano come patrimonio immateriale della Repubblica di Croazia e per l’insignimento del Premio alla Città di Fiume ai fiumani Melita Sciucca e Abdon Pamich. “Il mio invito è quello di continuare a collaborare intensamente, Italia e Croazia unite dalla comune appartenenza all’Unione Europea, che ormai è la nostra casa comune. L’Ambasciata e il Consolato Generale continueranno a fornire tutto il sostegno possibile”, ha concluso.

Una curiosa coincidenza
La serata è proseguita con l’esibizione del duo, al quale si è unita anche Deborah Voncina Ivanić, cantando insieme a Francesco Squarcia. A margine dello spettacolo abbiamo parlato con Enea Dessardo, che ha raccontato come la Festa della Repubblica italiana sia peculiarmente legata dalle circostanze della storia alla CI fiumana: “Il 2 giugno del 1946 nasceva la Repubblica italiana e i nostri avi sceglievano di voltare pagina e di guardare con coraggio verso il futuro. Lo stesso giorno, presso la Sala Bianca del Teatro Fenice, nasceva la Comunità degli Italiani di Fiume, ovvero il Circolo Italiano di Cultura della nostra città”. Una curiosa coincidenza, “anche se nella storia nulla è casuale – ha proseguito il presidente uscente del sodalizio –. Il 2 giugno è dunque una data che lega simbolicamente la nostra Comunità alla Repubblica italiana, alla quale anche noi da questa parte del confine abbiamo sempre guardato con speranza e con amore. In questi 80 anni abbiamo seguito, proprio nel Salone delle feste di Palazzo Modello o nei salotti di chi era magari più fortunato e aveva un televisore, le prime edizioni del Festival di Sanremo e le Olimpiadi di Roma. Abbiamo pianto per il terremoto in Friuli e gioito per i mondiali in Spagna. Siamo rimasti scioccati dal rapimento di Aldo Moro e dalla strage di Capaci. Appena lo è diventato possibile, nella Croazia indipendente, siamo corsi a riacquisire quello che ci è stato negato negli anni ‘40, la cittadinanza italiana, da molti nello Stivale considerata una formalità, ma da noi sentita come un legame concreto e identitario con la nostra Nazione Madre. La speranza è che, un giorno, anche i nostri figli potranno continuare ad avere quel legame con la Repubblica”. Dessardo ha dedicato una riflessione anche alla svolta democratica che ha segnato l’Italia da quel referendum del 2 giugno 1946: “L’articolo 139 della Costituzione della Repubblica Italiana recita che ‘La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale’, ed è questo uno degli articoli che la rendono la più bella del mondo. Perché per noi Italiani la Repubblica non è una qualsiasi forma di governo, ma quella che garantisce i principi fondamentali che definiscono la nostra società: dai diritti del singolo all’uguaglianza, dalla dignità del lavoro alla tutela dell’ambiente e del patrimonio storico e artistico. Un altro tipo di ordinamento è, per noi Italiani, semplicemente inimmaginabile. Oggi, nell’Italia e nella Croazia europee, la Festa della Repubblica serve anche a ricordarci le nostre responsabilità individuali e collettive nel perseguire quell’obiettivo nobile che ci è stato dato dalle madri e dai padri costituenti: la pace e la giustizia fra le Nazioni”.

Al termine della serata agli ospiti è stato offerto un delizioso buffet, in un clima di convivialità, allegria e amicizia.




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